Scheda tecnica giovani Italiani: Gianluca Mancini
Gianluca Mancini
Età: 22
Ruolo: Difensore Centrale
Altezza: 1.90 cm
Piede: Destro
Squadra: Atalanta
Valore di mercato: 2 milioni (Transfermarkt)
L’Atalanta l’ha fatto di nuovo: ha sfornato l’ennesimo talento, Gianluca Mancini. La Dea è una squadra da sempre attenta ai giocatori giovani ed italiani, nonostante Mancini non sia direttamente un prodotto del vivaio. Il classe ’96 è infatti cresciuto nella Fiorentina. Nasce come un mediano di centrocampo, ma dopo poco tempo viene spostato in difesa, dove fisico e tempismo nelle chiusure hanno convito i bergamaschi ad acquistarlo a gennaio 2017 dal Perugia per 300mila euro. Ma facciamo qualche passo indietro e ripercorriamo la sua carriera.
La storia di Gianluca Mancini inizia a Montopoli quando a 7 anni inizia a dare i primi calci al pallone. Un’amore destinato a crescere, senza mai trovare una pausa: come quando obbligava anche la sorella a stare in porta anche dopo gli allenamenti. Nel frattempo il talento cresce ed è la Fiorentina a notarlo per prima. Dopo un provino positivo c’era voluta una notte intera di riflessione, poi la decisione, con la madre Claudia a portarlo avanti e indietro in macchina agli allenamenti per inseguire una passione. Il suo debutto nel calcio che conta è datato 11 settembre del 2015 in Serie B con al maglia del Perugia, dopo aver giocato nelle giovanili della Fiorentina e vinto coi Giovanissimi Nazionali lo scudetto nel 2011. La prima squadra viola però la annusa soltanto: Montella lo manda in campo al fianco di Savic nel finale di un’amichevole a Malaga nell’estate del 2014 e poi lo porta quattro volte in panchina in Europa League, senza però mai farlo giocare. Nel luglio del 2015 passa quindi al Perugia, ex squadra del suo idolo Marco Materazzi. Ha il numero 23 tatuato sul braccio proprio in suo onore. Un modello molto simile sia nel ruolo che nell’aspetto fisico. L’altra fede che lo lega a Materazzi è però anche quella interista. Quasi un gioco del destino: l’Inter, Materazzi, il passato a Perugia condiviso e il presente, pur sempre nerazzurro. L’Atalanta infatti lo segue e dunque lo acquista già nel gennaio del 2017, lasciandolo però a Perugia fino a fine stagione. Lo scorso anno gioca 13 volte in B, ed è titolare in sei delle ultime sette partite di campionato, comprese le due nei playoff, dove però arriverà l’eliminazione contro il Benevento. A fine stagione, nonostante due mesi di stop per un infortunio al ginocchio destro, verrà inserito nella top 11 del campionato. In Serie A esordisce invece sempre a settembre, con il numero 28 sulla schiena, non ancora quello del suo idolo Materazzi. Alla sesta giornata, contro la Fiorentina, sostituisce nel primo tempo Toloi per infortunio, salvo poi sparire dai radar per qualche tempo. Nel frattempo arriva anche l’esordio in Nazionale Under 21 con Di Biagio. Nell’Atalanta invece le cose vanno con più calma, Gasperini lo gestisce alla perfezione e lo rilancia da titolare contro il Cagliari il 30 dicembre.
Da lì in poi diventa un jolly prezioso per i bergamaschi: il 4 febbraio 2018 è sua la rete che decide il match contro il Chievo. Quest’anno ha raggiunto la “maturità” giusta per diventare un pilastro della difesa nerazzurra: già 5 presenze tra campionato e playoff di Europa League impreziosite dal gol contro il Sarajevo. La società di Percassi si coccola il nuovo Caldara e pregusta già una ricca plusvalenza a fine stagione.
