Formigli a Kobane
E il giornalismo tocca il fondo
Formigli che nel suo reportage su Kobane dice a un giovane curdo armato: “Bella vero, la democrazia?” è stato uno dei punti più bassi del giornalismo italiano di quest’anno.
Immagini di cadaveri in una città assediata; immagini di edifici bombardati, come ci sono in ogni città assediata. Rumori di spari per fare capire che si fa sul serio. Telecamera in movimento per evitare i cecchini, come è normale in una città assediata.
Questo è stato il reportage di Formigli, e nient’altro.
Niente su chi sono i difensori di Kobane e perché vi sono tante donne arruolate; su quali siano i loro ideali.
Nessuna voce curda a spiegare il perché di una resistenza armata agli islamici.
In fondo perché chiedere? Non sono forse essi soltanto le nostre body guard, incaricate di proteggere l’occidente dalla barbarie?
A una body guard si chiede forse cosa pensi della guerra e del perché sia giusto combatterla?
A una body guard basta una pacca su una spalla.
“Bella vero, la democrazia?”.