Vietnam wasn’t built in 15 days

Aka “Il tempo che abbiamo non è mai troppo”

L’avevo messa in preventivo, prima o poi doveva arrivare. Tornato nel caos di Hanoi dalle montagne di Ha Giang con quei meravigliosi colori ancora negli occhi, è arrivato il momento della prima, vera «sfacchinata» verso Sud. Il mio tempo a disposizione in Vietnam è limitato e quindi decido di prendere un bus in direzione Hoi An, nella parte centrale del paese.

Ora. Ce lo avete presente il Vietnam sulla cartina? Bene, andatelo a cercare. Non sembra poi questo paesone così immenso, no? Questione di qualche ora e, ad occhio, ci si sposta velocemente da un punto all’altro, no? Beh, la mia risposta è «stograncazzo». Hanoi e Hoi An distano poco meno di 800 km, praticamente la stessa distanza che separa Milano da Napoli. Solo che, mentre per passare da sotto la Madonnina a sotto il Vesuvio in bus ci vogliono su per giù 10/11 ore, uno «sleeping bus» sulle favolose strade vietnamite ce ne mette ben 20.

Arrivato di prima mattina a Hoi An, scrivo a Cristina, mitica ex collega di trivago, anche lei in Vietnam. Decidiamo insieme l’ostello, il Vietnam Backpackers (6€ a notte con piscina e tutto quello che ti può servire) e prenotiamo. Ci becchiamo nel tardo pomeriggio, iniziamo a raccontarci tutto quello che ci è successo e a parlare dei piani per il futuro. Lei pensa di starci ancora un bel pó in Asia (o addirittura di non tornare proprio) mentre io ho già un biglietto prenotato per l’Italia. Che strano però, ritrovarsi proprio qui in Vietnam, dopo un anno di Germania.

In ostello conosciamo due olandesi belli simpatici, con cui leghiamo subito: Liset, 22 anni e Lars, 28. Entrambi hanno lasciato il lavoro per prendersi una pausa di tre mesi e viaggiare in giro per l’Asia. Usciamo la sera, andiamo in spiaggia e ci divertiamo un sacco. Hoi An è una cittadina molto carina e, sopratutto la sera, le centinaia di lanterne illuminate rendono il bellissimo centro storico ancora più suggestivo. In città ho partecipato anche ad una fighissima cooking class, dove ho imparato alcuni segreti della cucina vietnamita (davvero sopra le aspettative) e, sempre da Hoi An, sono partito in scooter con Liset e Cristina per scoprire la Lady Buddha di Da Nang (la statua di Buddha più alta del Vietnam) e l’Hai Van Pass, reso famoso dalla versione americana di Top Gear.

Dopo solo quattro giorni, è giunta l’ora per me di volare verso sud. Saluto Cristina e da Da Nang volo verso Ho Chi Minh City, la vecchia Saigon. La città in sé e per sé non mi ha entusiasmato: molto caotica in stile Bangkok, tanti, troppi, motorini, un sacco di smog e non poi così tanto da vedere. Ma è un incontro particolare che l’ha resa strana e divertente allo stesso tempo…

P.S. mi sono ripromesso di tornarci in Vietnam, ma stavolta almeno per un mese o due


Disclaimer: Tutti i post sulla mia avventura nel Sud-Est Asiatico sono stati scritti direttamente dal mio iPhone durante ritagli di tempo in bus notturni, sale comuni di ostelli, gate di aeroporto o bancarelle di street food ai lati di una strada. Una volta tornato a casa ho poi aggiunto le immagini ma VOLUTAMENTE non ho rivisto o corretto la scrittura. Perché voglio che restino così… spensierati come i momenti in cui li ho scritti.

Link al video del viaggio: https://www.youtube.com/watch?v=TnZIvsm4hac