Internet fondamentale?

Non più della carta igienica

Bene, oggi sono trent’anni che in Italia si usa internet. Tutti doverosamente a celebrarlo, perché il suo impatto sulle nostre vite è stato fondamentale. Ma lo è stato davvero? Voglio dire, nessuno ricorda con così tanta enfasi l’introduzione della lampadina a incandescenza, della lavatrice, del cavatappi, del martello pneumatico, della radio in modulazione di frequenza, della carta igienica, degli antibiotici, tutte cose che siamo abituati a considerare tanto scontate da non farci caso. C’é da notare una cosa: internet sa parlare di sè come non sanno fare altre invenzioni altrettanto e forse più utili. Diciamo che se la canta e se la suona, ma intanto i panni sarebbero da lavare a mano, i muri si butterebbero giù ancora a colpi di piccone, i giornali avrebbero ancora un senso infilati su un chiodo appeso di fianco a un gabinetto alla turca.

La rete ha reso più facili e veloci l’accesso alle notizie, lo studio, il funzionamento e i rapporti delle aziende e delle amministrazioni pubbliche, il commercio dei prodotti, le transazioni in denaro. Contemporaneamente ha però dato voce a milioni di cretini, alle bufale più disparate, alla propaganda di ideologie aberranti, alle malefatte di organizzazioni criminali di ogni tipo, al controllo degli individui con la scusa della sicurezza. La sua introduzione è stata una vera rivoluzione, di quelle che hanno davvero cambiato il mondo. Ma, come ogni rivoluzione, sulla sua strada ha lasciato molte vittime, non virtuali, ma in carne e ossa. Non dimentichiamocelo e non scambiamo lo strumento con il fine.