Libri che sanno di fritto

La Feltrinelli che avanza

Da meno di un mese hanno aperto un outlet di fronte a casa mia (300 metri a piedi) e, da pochi giorni, la struttura ospita una libreria Feltrinelli. Ovviamente chi scrive queste righe, scettico di fronte al megaemporio, almeno era pieno di aspettative per un’iniziativa che si aspettava culturale. Invece oggi ho provato, credo, la stessa indignazione di Gesù nel Tempio. La libreria Feltrinelli dell’outlet Milano Scalo a Locate Triulzi occupa un vasto spazio, ma più della metà è destinato a caffetteria e ristorante. I libri, pochi, sono accuratamente scelti per piacere ai lettori occasionali e, soprattutto, puzzano di fritto. Così, il settore di saggistica scientifica è limitato a una trentina di titoli, tra i quali l’immancabile Odifreddi, due titoli di Boncinelli (uno dei quali fa compagnia agli oroscopi di Paolo Fox), uno di Paolo Gangemi. Alcune isole a tema sono collocate più vicino ai tavolini e alla cucina, zone di maggior transito, dove trovo le “Novità” (Saviano e ancora Paolo Fox), “Amore” e “Viaggi”, alle quali non mi avvicino neppure. La narrativa è esposta per autore, in ordine alfabetico, e noto la rarità di titoli Adelphi o Einaudi. I libri d’arte sembrano presi da uno scaffale Remainders, buono invece il settore cartoleria, pieno di diari scolastici e agende. Anche loro, le annuso, sono impregnate di fritto. L’odore sale, manca lo scaffale delle riviste, l’aria è irrespirabile. Esco schifato a respirare un’aria nebbiosa ma almeno fresca. Torno a casa e scrivo di getto queste righe. Ho sempre visto di buon occhio l’associazione di servizi culturali (mostre, librerie, musei, ecc.) e caffetteria/bar, ma mai avrei pensato di entrare in un McDonald’s travestito da libreria Feltrinelli. Che tristezza. Atena è morta, uccisa da Mammona.

One clap, two clap, three clap, forty?

By clapping more or less, you can signal to us which stories really stand out.