2. LE QUATTRO SFERE DELLA MENTE - 2.1 La sfera della sessualità

da IL SISTEMA MENTALE A QUATTRO SFERE di Danilo Speranza


IL SISTEMA MENTALE A QUATTRO SFERE — Introduzione alla scienza della coscienza. Danilo Speranza. Roma, 2006.

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L’area della sessualità è la base del sistema mentale. Qui la risorsa energetica filogeneticamente più antica della mente, che simbolicamente proviene dalla terra (siamo «atomi» della terra), si organizza in un aggregato disponibile a molteplici gradi di sublimazione.
Chiameremo tale risorsa energetica di base «energia vitale» e ad essa ci riferiremo ogni volta che useremo il termine «terra». La dimensione fisica della prima sfera si estende nella zona inferiore del corpo, in corrispondenza della regione del bacino, degli organi genitali e della porzione inferiore del sistema urogenitale. Nell’ambito del sistema scheletrico troviamo le ossa del bacino, le più dense e robuste del corpo: ossa iliache, (ileo, ischio e pube), osso sacro e coccige. Gli arti inferiori, collegati al cinto pelvico (ossa iliache e sacro), competono ugualmente alla prima sfera.
Nella parte inferiore della sfera, a livello psicologico e fisico, troviamo l’aspetto energetico più grossolano che chiameremo «sessualità grezza». L’energia sessuale grezza tende, a sinistra, a ricercare la gratificazione fisica, mentre a destra tende a sublimarsi verso la parte superiore, caratterizzata energeticamente da ciò che chiameremo «sessualità creativa». Gli organi riproduttori maschili si trovano nella porzione centrale della sfera. La prostata è dietro la sinfisi pubica, alla base della vescica. Per quanto riguarda gli organi riproduttori femminili, invece, l’utero è posto al di sopra della vescica mentre le ovaie si trovano all’altezza della formazione dei vasi iliaci, al confine con la zona di competenza della seconda sfera. Il pene, i testicoli e la vagina si trovano dunque nella parte inferiore della sfera, mentre le ovaie sono poste nella parte superiore, sotto il controllo dell’energia sessuale «creativa», la «sublime» energia della ripetitività. Da ciò è plausibile formulare l’ipotesi che l’atteggiamento «maschile» risenta in misura maggiore della componente «grezza», maggiormente «spinta» dalla pulsione di «conservazione della specie». Tale pulsione, particolarmente evidente nelle specie animali, si concretizza nel senso di possesso e nella tendenza a marcare il territorio. È evidente che entrambi i sessi sono in grado di vivere una sessualità equilibrata ed armonicamente sinergica con l’affettività. Tuttavia, le differenze ipotizzate implicherebbero strategie comportamentali diverse nell’ambito del rapporto di coppia (corteggiamento, investimento energetico, fughe ideative, allontanamento definitivo etc.) inscrivibili in un progetto psicobiologico evolutivo. Le diversità comportamentali potrebbero essere totalmente ricondotte al diverso ruolo nella cura della prole, ossia nelle differenti modalità con cui maschio e femmina rispondono all’istinto di conservazione della specie(2). La sfera sessuale è organizzata per rispondere a tale istinto, racchiudendo in sé, con modalità diverse e complementari nei due sessi, ogni aspetto attinente la vita. Qui si realizza la capacità di «generare», di organizzare intelligentemente quanto ricevuto dalle fonti energetiche primarie (la «terra»), sia con il concepimento di un altro essere — attraverso il rapporto sessuale — sia offrendo alle sfere superiori aggregati energetici grezzi da modellare.
L’atto «generativo» è reso possibile dal rapporto equilibrato della prima sfera con la «terra» a cui viene restituito, tramite l’«evacuazione » nella parte inferiore dell’area, il cibo fisico o psichico non assimilato attraverso la seconda sfera. Attraverso l’idea del perpetuarsi della vita si realizza la qualità della «ripetitività» o «ciclicità»: il continuo ripetersi dei cicli di morte e nascita. Se ogni fenomeno è ripetibile, ogni evento è replicabile. Nonostante ogni creatura sia unica, il pro cesso creativo, una volta determinatosi, si ripeterà ogniqualvolta si ripresentino le condizioni adeguate.
La metapsicologia freudiana ha schiacciato quasi totalmente l’essere nella sfera sessuale, da ciò la sua incapacità di concepire un’organica psicologia dell’io, dell’affettività e della comprensione. Freud, tra gli altri, ha il sicuro merito di aver individuato l’energia di base del sistema mentale ma ha trascurato di osservarne le molteplici trasformazioni evolutive.
La prima sfera ha, quale capacità elaborativa preminente, la «discriminazione ». Il primo livello di analisi è infatti l’accertamento della presenza di input (modalità sì/no, on/off) e, successivamente, la scelta degli input da sottoporre ad elaborazione in quanto significativi per la vita dell’individuo stesso. Tramite la prima sfera si sperimentano input «piacevoli» e input «dolorosi» e, seguendo il «principio del piacere», si apprende come evitare quelli dolorosi. Qui, inoltre, sono permesse la definizione dell’«oggetto» esterno tramite la separazione da esso e l’individuazione di sé quale protostruttura di sostegno per l’elaborazione delle istanze egoiche da parte della seconda sfera.
Nel corso del testo risulteranno meglio definite le connessioni tra la prima sfera del sistema mentale e le caratteristiche citate. Ne deriveranno evidenti applicazioni riguardanti tutta l’area delle manifestazioni istintive basilari dell’espressione vitale, quali senso dell’esistere, sopravvivenza, movimento e azione, territorio, radicamento, etc. Per quanto riguarda specificamente la funzione sessuale, tipiche espressioni del disarmonico funzionamento di quest’area sono le difficoltà del comportamento e del desiderio sessuale. Tuttavia, le problematiche della prima sfera sono anche implicate in una serie di sindromi più complesse.

Nella regione superiore della sfera sessuale l’energia sfuma nel grado evolutivo più prossimo: l’io. L’affermazione di un livello energetico organizzato, in grado di rigenerarsi nel dialogo con la terra e di ripetere se stesso implica, come passo successivo, il riconoscere un «diverso da sé».
L’incontro sessuale stimola il bisogno di riconoscersi come individuo ma la sessualità, di per sé, è un incontro fusionale che non implica la consapevolezza della propria individualità. Ciò potrebbe apparire inappropriato ad un osservatore ingenuo, che abbia esperienza della sessualità come strettamente interconnessa con la sfera dell’io e con l’affettività, il cui comportamento sessuale segua schemi cognitivi elaborati e coerentemente gestiti dalla quarta sfera. Si pensi invece a chi vive schiavo delle pulsioni sessuali al punto di ottenebrare ogni elaborazione di livello superiore. Tali individui vivono l’esistenza esclusivamente sotto la spinta della pulsione sessuale e molto difficilmente trovano altre motivazioni qualora gli eventi neghino loro la possibilità di affermarsi sessualmente.

Fig. 5

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Note:

(2) Questa prospettiva è confermata dalla ricerca di Achim Schuetzwohl dell’università di Bielefeld. Un suo studio del 2005 entra nel merito delle diverse cause scatenanti la gelosia nei due sessi: la gelosia femminile diviene «insopportabile» quando il partner si interessa emotivamente ad una terza persona, mentre quella maschile si scatena in relazione al tradimento fisico-sessuale. I ricercatori concordano nel ritenere tutto ciò dipendente dalla differente suddivisione dei compiti tra i sessi, dalla preistoria sino ad oggi, nella tutela della prole. Il maschio non vuole rischiare di investire energie su individui di cui non è totalmente sicuro della paternità. Il successo di riproduzione della donna, al contrario, non è compromesso dal tradimento sessuale, mentre il sostegno alla prole risentirebbe negativamente dell’interessamento affettivo dell’uomo verso un’altra donna.

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