3. FORMAZIONE ED EVOLUZIONE DEL SISTEMA MENTALE - 3.1 Dal punto alla sfera

da IL SISTEMA MENTALE A QUATTRO SFERE di Danilo Speranza


IL SISTEMA MENTALE A QUATTRO SFERE — Introduzione alla scienza della coscienza. Danilo Speranza. Roma, 2006.

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Immaginiamo il sistema mentale come avente origine da un punto senza dimensioni spazio-temporali: il nucleo di coscienza originario di ogni essere(1).
La tendenza all’espressione e all’evoluzione del «Punto di Coscienza» determina la necessità di acquisire esperienze nella dimensione spazio-
temporale. La proiezione spazio-temporale del Punto, in una delle possibili infinite direzioni che rappresentano la libertà del percorso evolutivo, può essere definita «Sé». La dimensione «spazio» è il campo esperenziale del Sé. Si può definire la dimensione «tempo» come il «percorrere» la «Linea di conoscenza» che, dal Punto, si dipana nello spazio esperenziale. Il tempo è una costruzione della coscienza che, analizzando una sequenza di punti, organizza la sensazione di una dimensione. Tuttavia, tale dimensione non è reale perché i punti, esistenti di per sé, non scorrono nel tempo ma sono immanenti. La coscienza costruisce tale illusione. La «natura delle cose» è uno status quo senza tempo, analizzato nel tempo dalla coscienza. Questa realtà senza tempo costituita dagli eventi, all’interno dell’universo viene dimensionata e diversificata dalla coscienza.

La «Linea di conoscenza» può essere intesa come la registrazione e la memoria, in forma oggettiva, degli eventi esperiti soggettivamente dal Sé.
Il percorso nello spazio-tempo della «Linea di conoscenza» viene determinato (e autodeterminato) da un sistema di individuazione e separazione: la mente. Tale sistema permette al Sé di elicitarsi quale «Io sono», affermando la libertà dell’essere. Tramite la rappresentazione dell’«Io sono» la mente arriva all’autocoscienza.
La mente struttura l’area esperenziale in quattro campi di forze: quattro «sfere» in cui le esperienze vengono virtualizzate e connotate oggettivamente attraverso il «filtro» dell’«Io sono». La selezione delle situazioni da esperire e delle conoscenze da acquisire dipende dalle finalità e dalle tendenze individuali (cfr. 7.1).
La possibilità dell’«Io sono» di occupare qualunque spazio conoscibile è data dalla variabile «L», che rappresenta il grado di libertà individuale (traslazione in forma limitata della libertà, illimitata, del Punto di coscienza). La variabile «L» è direttamente proporzionale alla quantità di informazione oggettiva gestibile dall’Io in una determinata situazione.
Le quattro sfere mentali delimitano i campi di influenza delle leggi (i noumeni) «acquisite» tramite la sperimentazione soggettiva e la registrazione oggettiva delle esperienze. L’interazione dei campi di influenza con gli schemi e i filtri dell’Io, determina e denota in maniera
unica la realtà soggettiva individuale.

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Note:
(1) Si potrebbe fare riferimento anche alla teoria dell’«inflazione» (proposta inizialmente da Alan Guth nel 1981). Seppur parzialmente in contraddizione con alcuni aspetti osservabili della conformazione cosmica (aspetti a cui la teoria delle stringhe ha cercato in altro modo di dare spiegazione), la teoria dell’inflazione rappresenta una suggestiva soluzione al problema della nascita dell’universo. Secondo tale teoria esso sarebbe stato, in origine, circoscritto ad un’area molto ristretta, il cosiddetto
«punto di singolarità», da cui si sarebbe successivamente espanso.

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