
Il modello fin qui descritto è in grado di integrare coerentemente i filoni di ricerca più avanzati in campo medico-biologico. Tali nuove correnti stanno dimostrando la presenza di una stretta connessione tra pensiero, comportamento, sistema nervoso, ghiandole endocrine e sistema immunitario (psiconeuroendocrinoimmunologia). Come già osservato, ogni sfera rappresenta un’area di interazione energetica, dai quark ai sistemi fisiologici complessi, collocabile anatomicamente in maniera ben precisa (cfr. Cap. 2).
Partendo da tale collocazione anatomica e considerando la funzionalità degli organi, si tenterà una lettura integrata al modello che ne metta in evidenza il valore simbolico. In un testo di successiva pubblicazione si procederà a sintetizzare coerentemente, tramite studi clinici attualmente in corso, le configurazioni simboliche complesse inerenti l’interazione tra la dinamica delle sfere e i correlati fisici. Questo percorso potrà diventare strumento di lettura della fisiologia sistemica, delle configurazioni posturali e dei comportamenti tipici quali segni di stati emotivi e tratti di personalità.
La condizione psicologica dell’individuo può essere chiaramente correlabile a condizioni fisiche patologiche: ad esempio, ansia e vissuto di inadeguatezza sono comunemente associati a mal di stomaco o problemi intestinali, così come le disfunzioni cardiache vengono spesso associate ad un forte trauma affettivo. Il modello della mente a quattro sfere è in grado di spiegare l’insorgenza di tutte le malattie, le quali a mio parere trovano sempre origine in condizioni di squilibrio profondo dell’energia mentale e si manifestano, a livello macroscopico, nel corpo fisico.
Le quattro aree del corpo mentale agiscono su altrettante zone del corpo fisico, ben identificabili attraverso vere e proprie separazioni anatomiche. Riprendendo il concetto di «quadrante» introdotto nel primo capitolo, osserviamo come la sfera risulti suddivisa in otto settori. Ci serviremo della collocazione spaziale all’interno della sfera per mettere in evidenza il valore simbolico degli organi e il ruolo da essi giocato nella dinamica delle sfere.
Utilizzando un piano frontale (antero-posteriore), uno trasversale (superiore-inferiore) e uno sagittale (destra-sinistra), consideriamo il corpo umano come metafora della mente rispetto allo spazio-tempo.
Esaminiamo in particolare l’asse antero-posteriore mentre, per quanto riguarda l’asse superiore-inferiore e destra-sinistra, si rimanda alle considerazioni fatte nei capitoli precedenti. L’asse antero-posteriore chiarisce il rapporto tra ambiente della sfera ed ambiente esterno: ciò che si trova davanti al corpo rappresenta l’ambiente prossimo futuro, ove fare esperienza ed acquisire informazioni mentre, alle nostre spalle, vi è l’ambiente a cui prestiamo meno attenzione e che, con molta probabilità, ha fornito informazioni ormai assimilate (le esperienze tratte dal passato).
In generale si può osservare come, nel corpo umano, la maggior parte degli organi sia localizzata nella fascia anteriore, come ad indicare la proiezione evolutiva dell’essere che lo dispone alla ricezione ed elaborazione degli stimoli ambientali. È interessante notare che le ghiandole principali, ad eccezione del fegato, sono situate in posizione prossima al centro di ogni sfera. Individuiamo simbolicamente nei fattori ormonali gli elementi centrali nell’economia psicofisica. La centralità si può riscontrare nel ruolo di mediazione e diffusione delle informazioni svolto dagli ormoni, vero trait d’union tra il sistema nervoso e gli organi. Posteriormente, sempre in zona centrale, troviamo il principale canale di comunicazione: il midollo spinale. Come un’autostrada, distante dagli ingorghi della città (nel nostro caso gli organi) ma ad essa collegata tramite raccordi, il midollo spinale garantisce una via diretta e rapida di conduzione delle informazioni.
Le strutture di sostegno e di protezione (ossa e muscoli che racchiudono tronco e cranio), pur estendendosi sia anteriormente che posteriormente, risultano leggermente più sviluppate nella zona posteriore. Tale discrepanza è metafora di tre esigenze funzionali: la prima, di protezione dell’intero sistema, tiene conto della necessità di salvaguardare le regioni del corpo sensorialmente meno provviste; la seconda rappresenta la stabilizzazione dell’esperienza passata come precondizione per la terza, di spinta evolutiva attraverso il presente verso il futuro.
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