
L’obiettivo proposto nel capitolo finale è quello di fornire al lettore una visione prospettica del sistema mentale quale struttura altamente dinamica del principio cosciente, avente la capacità di auto-organizzarsi e di «programmare» il proprio sviluppo futuro.
Abbiamo visto che il sistema mentale si struttura in quattro aree o piani di consapevolezza (le quattro sfere), in grado di elaborare e immagazzinare informazioni sempre più vaste e articolate. Ogni area o piano successivo contiene tutti i dati acquisiti nel piano precedente, arricchiti da nuove connessioni e formanti una rete più complessa di informazioni processate.
Si può pensare alla coscienza — «noumeno/fenomeno multidimensionato
e ordinante» — come ad un principio intelligente che possiede due aspetti: la «quiete», in cui è possibile cogliere l’aspetto noumenico – definibile anche come ordine implicato — e il «movimento», in cui è possibile cogliere gli aspetti noumenici nelle manifestazioni fenomeniche. Quiete e movimento sono quindi le caratteristiche primarie con le quali la coscienza definisce la realtà. Noumeno e fenomeno vivono indissolubilmente intrecciati, costituendo la realtà delle cose che appare ai nostri occhi: il mondo.
Immerso nello sconfinato contenitore universo, l’uomo sulla terra (per quanto ne sappiamo, benché calcoli probabilistici teorizzino milioni di mondi abitati) è l’unico sistema intelligente cosciente di sé (autocoscienza) e di ciò che lo circonda. In qualche modo, dunque,
ha la capacità di «contenere», come coscienza, l’universo in cui è contenuto. Il suo movimento come fenomeno libero (a cui sottostanno leggi noumeniche) non è altro che il tentativo, attraverso diverse fasi, di comprendere coscientemente le leggi che regolano il tutto, ritornando
alla quiete del noumeno.
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