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Italia: previsti forti investimenti nel settore farmaceutico

Uno studio condotto da A.T.Kearney nei mesi scorsi mostra risultati molto positivi sul posizionamento del nostro Paese in Europa per trend e valore del settore farmaceutico. L’Italia infatti è il secondo Paese dell’Unione Europea dopo la Germania. Alla ricerca hanno partecipato 22 siti produttivi di farmaci e vaccini di 18 aziende: si stima che dal 2015 al 2017 gli investimenti cresceranno del 42% rispetto al triennio precedente. Ci si focalizzerà in particolare sulle nuove produzioni e le nuove tecnologie.

Questi risultati sono stati presentati al Forum Future by Quality — Produzioni farmaceutiche di qualità: valore ed innovazione, organizzato dalla Fondazione Zoé — Zambon Open Education, a cui hanno partecipato 35 professionisti esperti del settore. Elena Zambon, presidente della Fondazione ha affermato:

Il nostro Paese mantiene, nonostante le difficoltà, grande capacità di attrarre, mantenere e sviluppare una forte presenza produttiva. Non basta però essere tra i Paesi leader, bisogna migliorare la capacità di attrarre ulteriori investimenti. Il futuro della produzione farmaceutica si gioca nel rinnovamento degli stabilimenti e nella qualità. In questo senso anche la politica dovrebbe farsi carico di scelte strategiche che riconoscano il giusto valore a questo settore industriale. Come imprenditore credo vi sia ancora molto da fare nel migliorare la capacità di ‘fare network’, intensificare le relazioni tra industria e agenzia regolatoria italiana per creare un percorso parallelo e condiviso. Penso che per consolidare il ruolo del nostro Paese come piattaforma produttiva del settore farmaceutico in Europa e nel mondo sia necessario garantire gli investimenti dei farmaci maturi, il nostro asse portante, e sviluppare allo stesso tempo la produzione dei farmaci innovativi, come i biologici o i biosimilari.

Sergio Pecorelli, presidente di Aifa, ha sottolineato in questa occasione la mancanza di una pianificazione e di linee guida adeguate, che garantirebbero maggior rapidità nella gestione delle procedure di autorizzazione di nuovi farmaci e nell’aggiornamento. Sarebbe utile rivedere ed estendere i compiti di Aifa per adeguarli a quelli degli Enti regolatori degli altri Paesi Europei. Occorre promuovere un nuovo modello di gestione per la filiera del farmaco, dall’industria alle associazioni di pazienti, che veda le aziende coinvolte nella definizione degli obiettivi.

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