Il Nuovo Annex 16

L’impatto sulle attività della QP

La nuova versione dell’Annex 16 delle GMP “Certification by a Qualified Person and Batch Release,” è stata pubblicata nell’ottobre 2015 ed è in vigore da aprile 2016.

A distanza di quasi un anno, l’implementazione è più chiara? 
Qual è l’impatto di questo documento sulle attività della QP?

Proviamo a rispondere ad alcune domande.

Uno degli obiettivi del documento è quello di definire le responsabilità della QP. E’ effettivamente così?

L’Annex 16 evidenzia con chiarezza quelle che sono le responsabilità che la QP deve ottemperare personalmente e quelle che può delegare. I tre aspetti formali a cui una QP deve personalmente attendere sono:

  • Assicurarsi che le certificazione sia consentita secondo i termini del produttore/autorizzazione all’importazione.
  • Assicurare la compliance ad ogni obbligo e requisito.
  • Accertarsi che la certificazione sia registrata in un registro, o in un documento equivalente.

Gli altri 21 requisiti presenti nell’ Annex possono essere delegati a personale formato o a terze parti. Questi requisiti comprendono tutte le attività legate alla qualità e coinvolte nella produzione e nei test farmaceutici, la documentazione della supply chain, gli audit, le specifiche, le investigazioni degli OOS/OOT, le materie prime, i technical agreement o la compliance all’autorizzazione all’immissione sul mercato.

Si parla anche della globalizzazione della supply chain?

Si, secondo quanto scritto nel nuovo Annex 16, la supply chain deve essere completamente mappata. Questo cambiamento è stato implementato a causa della Direttiva EU Anti-Falsificazione(2011/62/EU) e da un importante contributo al blocco dei prodotti contraffatti.

La supply chain deve essere documentata non solo per gli API e i prodotti medicinali ma anche per le materie prime, i materiali di packaging e gli altri materiali importanti per la qualità del prodotto. In caso di certificazione del lotto, la compliance alle GDP è essenziale per ottenere la compliance alle GMP, anche per gli API.

Quando la QP può affidarsi all’audit di terza parte? Cosa deve assicurare?

La QP non deve personalmente auditare gli impianti coinvolti nella produzione e nei test del prodotto o degli API. Questa attività può essere delegata internamente o esternamente ad un fornitore di servizi qualificato come previsto dal Chapter 7 delle EU GMP Part I, “Outsourced Activities.”

L’ Annex 16 descrive i requisiti minimi che deve avere l’audit report per essere utile alla QP. In ogni caso la QP deve essere informata degli esiti dell’audit e il report deve sempre essere a sua disposizione.

La QP deve assicurarsi che il Sistema di Qualità del sito produttivo sia in compliance con quanto definito dall’azienda.

Cosa deve guardare la QP per l’importazione da Paesi terzi?

I prerequisiti per l’importazione da Paesi terzi (fuori dall’UE con cui non ci sono accordi di mutuo riconoscimento in ambito GMP) non sono cambiati.

La novità è che ora vi è la possibilità di campionare in un Paese terzo per la rianalisi in Europa. Il precedente Annex permetteva il campionamento solo all’interno della UE o della EEA. Nei Paesi terzi era possibile prelevare solo campioni extra.

I campioni presi nel sito produttivo del Paese terzo possono essere prelevati in accordo con un approccio tecnicamente giustificato e documentato nel sistema di qualità della compagnia. 
Sono previsti audit dei campioni e test comparativi per assicurare che i campioni siano rappresentativi. Purtroppo nella pratica attuale le cose sono diverse e non si riesce a dimostrare che i campioni sono realmente rappresentativi.

Ma se gli importatori sono contenti di avere una sicurezza formale in cambio di un vantaggio di tempo, allora questo cambiamento offre nuove opportunità.

Come conseguenza, il principio GMP dell’assicurazione della qualità e della misura più alta della sicurezza del prodotto vengono subordinati all’obiettivo della fornitura continua.

Altro aspetto importante per la QP nella certificazione di un prodotto importato da un Paese terzo è che non è possibile fare affidamento sulle verifiche o i CoCs di altre QP. 
La QP che certifica l’importazione è unica e pienamente responsabile di tutti gli step produttivi e dei test svolti nel Paese d’importazione. Inoltre la BR Review non può essere fatta nel Paese terzo o verificata dalla QP del sito, non importa quanto sia qualificata la persona.

Per la prima volta l’Annex contiene requisiti per la certificazione di importazioni/distribuzioni parallele di prodotti. I requisiti sono adeguati?

Contrariamente alla prima versione dell’Annex 16, per la prima volta vengono citate le importazioni/distribuzioni parallele di prodotti medicinali.

Tuttavia non si fa riferimento a nulla di realmente rilevante per la qualità, come la prova della GMP compliance delle materie prime. Questa cosa è molto in contrasto con la bozza della versione: la responsabilità della QP appare ridotta. La QP deve solo verificare che il repackaging avvenga in accordo con l’autorizzazione all’immissione in commercio e in conformità con le GMP.

La considerazione delle deviazioni nel processo produttivo o rispetto ai metodi di controllo è completamente nuova. E’ stato incorporato il “QP Discretion Paper” dell’EMA. Quanto è utile?

Inserire il “QP Discretion Paper” nell’Annex è vantaggioso per gli ispettori GMP, perchè ora è chiaro che possono essere accettate solo le deviazioni non pianificate per la certificazione del lotto.

Le specifiche per API, eccipienti, materiali di packaging e prodotti finiti non sono coinvolte. Le deviazioni di cui si parla possono essere solo relative alla produzione o al test del lotto.

Tratto dall’intervista al Dr. Rainer Gnibl,GMP Inspector, Monaco.

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