Approfondimenti: Bonzas, la droga dei poveri

A Sofia, in Bulgaria, ogni estate arrivano migliaia di afgani passando via terra dalla Turchia. Poi rimangono bloccati. Trascorrono i loro pomeriggi nel parco della città all’ombra della moschea, dove fumano una droga sintetica che chiamano bonzas (o bonzai), con gravi conseguenze sulla loro salute. A cura di Emi Barbiroglio e Ambra Montanari da Sofia. Buon ascolto su Radio Bullets
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Foto Credits: Ambra Montanari

“He’s smoking bonzas. This guy is smoking bonzas.”

Siamo a Sofia, in Bulgaria. Quello che ha appena parlato è Aamir, uno dei tanti richiedenti asilo bloccati alle porte dell’Europa.

Sono soprattutto giovani uomini afghani arrivati in estate, via terra, passando dalla Turchia. Trascorrono i loro pomeriggi nel parco della città all’ombra della moschea, dove fumano una droga che chiamano bonzas. “Così smettiamo di pensare,” dicono.

“When somebody smokes, then he is so happy up to stomach and the head. He’s so feeling happy and he’s not controlling himself.”

L’effetto dura un quarto d’ora, ma è immediato: al secondo tiro di sigaretta, un altro ragazzo di nome Rashid non riesce a stare in piedi e a parlare.

“When somebody smokes, he loses control from here up to here. It takes 15 minutes.”

Si tratta in genere di marijuana sintetica, erba qualsiasi su cui sono state spruzzate sostanze stupefacenti.

“Che cosa sono i cannabinoidi sintetici? Si chiamano spice in Inghilterra, oppure K2 in America. Sono veramente tantissime. Le molecole che noi sappiamo esistere sono più di 700 di soli cannabinoidi sintetici. 700 molecole diverse.”

Il professore Fabrizio Schifano dell’Università di Hertfordshire è specializzato in psichiatria e clinica farmacologica. Si è occupato anche di marijuana sintetica.

“I cannabinoidi sintetici di prima generazione avevano una potenza cinque-10 volte superiore a quella del THC della cannabis. Adesso questi di ultima generazione arrivano fino a 10,000 volte la potenza. Fra l’altro, la farmacologia dei cannabinoidi sintetici è molto più complessa rispetto alla cannabis normale. Perché la cannabis normale agisce soltanto sui recettori dei cannabinoidi, mentre i diversi cannabinoidi sintetici in realtà lavorano anche su altri recettori. Tra cui la serotonina, la noradreanlina…”

Oltre a essere molto più potente della cannabis, la marijuana sintetica ha pericolosi effetti collaterali inclusa la schizofrenia e il collasso di cuore e reni.

“Diversi casi di decesso e di insufficienza renale. Oltre che di vomito, acidosi,epilessia, stroke, aumento della temperatura corporea. Per questo, è assolutamente vero che ha effetti collaterali molto più antipatici.”

Eppure la bonzas viene venduta negli off-license shops in giro per la città, alla luce del sole. Sembra erba secca e tecnicamente lo è: per questo costa pochissimo. Un piccolo sacchetto di plastica contiene dai due ai cinque grammi e il suo prezzo si aggira intorno ai 10 Lev bulgari, 5 Euro. Circa un quarto della marijuana naturale.

Infatti il suo uso è molto comune nelle fasce più povere della popolazione. Le stesse fra cui la dipendenza difficilmente si cura.

Nata negli anni ’90, sta conoscendo una nuova ondata di successo. Avrebbe già ucciso tre persone in Turchia, dove si diffonde “come un’epidemia”.

I migranti sono il target ideale anche per espandere l’uso di questa sostanza.

“Bisognerebbe capire meglio come mai a questi afghani vengano proposti i cannabinoidi sintetici. Bisognerebbe capire meglio la criminalità organizzata locale bulgara.”

Soltanto 20.391 persone hanno chiesto asilo in Bulgaria lo scorso anno. Secondo l’International Migration Organization, la Bulgaria è il 13° paese europeo per richieste d’asilo.

Manca un vero programma di accoglienza e integrazione. A Sofia, la maggior parte vive nel campo di Voenna Rampa e non ha nulla da fare.

Senza alternative e abbandonati da un sistema burocratico che non lascia scampo, per molti migranti la bonzas rimane l’unico modo per ammazzare il tempo, con gravissime conseguenze sulla loro salute.