El regreso de America Latina: Gisela e i Narcos

Nel notiziario del 3 gennaio Radio Bullets dava già notizia dell’aggressione che è costata la vita a Gisela Mota, per mano di narcotrafficanti messicani. Approfondiamo ora la notizia e cerchiamo di capire perché Gisela, sindaco da meno di un giorno a Temixco, Messico, sia stata presa di mira dai cartelli della droga. A cura di Stefania Cingia
Per ascoltare la rubrica
clicca qui.
www.radiobullets.com

Nel notiziario del 3 gennaio Radio Bullets dava già notizia dell’aggressione che è costata la vita a Gisela Mota, per mano di narcotrafficanti messicani. Approfondiamo ora la notizia e cerchiamo di capire perché Gisela, sindaco da meno di un giorno a Temixco, Messico, sia stata presa di mira dai cartelli della droga.

Gisela Mota è stata uccisa venerdì 2 gennaio da killer del crimine organizzato messicano appena ventiquattro ore dopo il suo insediamento. Gisela era stata eletta prima cittadina di Temixco, a pochi chilometri da Città del Messico. Ha una bella facciata Temixco, nello Stato di Morelos, è piena di giardini, laghetti e ponticelli su fiumi, parchi acquatici, tanto verde. Se la spartiscono quattro gruppi di narcotrafficanti: Los Rojos, Los Ardillos, los Guerreros Unidos e il Cartello Jalisco Nueva Generación. Si contendono la produzione di eroina nelle vicine montagne dello stato di Guerrero, droga che viene poi trasportata per via terrestre verso gli Stati Uniti o verso il sud del Paese. Tutte le città dislocate vicino all’Autopista del Sol, la strada che da Città del Messico va fino ad Acapulco, registrano un alto indice di delinquenza. Temixco è una di queste postazioni strategiche per il traffico di droga ed è una delle città messicane con il più alto tasso di criminalità a causa di bande organizzate specializzate che spesso operano con la complicità delle autorità locali. Lo Stato di Morelos è “terra di nessuno” e i potenti cartelli della droga agiscono come meglio credono, usando la violenza, corrompendo politici e polizia, torturando e uccidendo chiunque osi mettersi sul loro cammino.

Gisela era una di queste persone che non sono state assoggettate al volere dei narcos. Trentatré anni, ex parlamentare, militava nella lista di centro-sinistra Partido de la Revolución Democratica (Prd), ma, a differenza di altri sindaci e uomini di governo messicani, lei era inavvicinabile e aveva apertamente dichiarato guerra ai narcos. Anche se nessuna rivendicazione è stata fatta dopo la sua uccisione, i sospetti vanno sui Guerreros Unidos, un gruppo di narcotrafficanti uscito dal potete cartello dei Beltrán Leyva, lo stesso accusato della sparizione dei 43 studenti nel settembre 2014 ad Ayotzinapa, nello stato di Guerrero. Vi ricordate? Ne abbiamo parlato qui, a El Regreso de América Latina nella traccia del 2 ottobre 2015 intitolata “Un giallo di stato”.

Gisela aveva promesso ai suoi concittadini che avrebbe lottato duramente contro i narcotrafficanti e sembrava che anche il suo partito, il Partido de la Revolución Democratica, la sostenesse, avendo denunciato il governatore dello Stato di Guerrero del Partido Revolucionario Institucional, quello del presidente Enrique Peña Nieto per intenderci, per essere stato sostenuto e finanziato dai narcos. Lo stesso partito ha elogiato in una nota Gisela, sottolinenando “la donna forte e coraggiosa che nell’assumere l’incarico di sindaco ha dichiarato che la guerra al crimine sarebbe stata frontale e diretta”.

Mentre però il Partido de la Revolución Democratica iniziava una campagna anti-narcos, un suo candidato viene arrestato nell’ottobre scorso mentre è in compagnia di El Tomate, uno dei capi dei Guerreros Unidos.

I narcos messicani, a differenza della mafia italiana o colombiana, non si preoccupano di agire nell’ombra, anzi cercano la pubblicità. Vorrebbero essere riconosciuti dallo Stato come contro-Stato, non agiscono nell’ombra, non propongono patti segreti. Un appartenente al cartello de La Familia, nel 2009, si fece invitare in televisione nel programma Voz y Solución per proporre un accordo al governo, ufficialmente rifiutato.

Secondo il partito di Gisela sono stati cento i sindaci uccisi in un decennio, quasi tutti dai narcos. Questo è il Messico, un Paese che noi conosciamo spesso per il turismo, ma che rivela altri aspetti crudeli e pericolosi che a volte ci sfuggono perché sono lontani.

Guarda l’ultima intervista di Gisela Mota

One clap, two clap, three clap, forty?

By clapping more or less, you can signal to us which stories really stand out.