El regreso de America Latina: Le anime d’oro dell’Honduras

Per più di 200 anni gli abitanti di Azacualpa, a Copán, in Honduras, hanno interrato i propri morti nel cimitero della comunità, situato nella parte alta della montagna, mai pensando che sarebbero arrivati i macchinari per l’estrazione mineraria della Minerales de Occidente a disturbare il riposo dei propri cari. A cura di Stefania Cingia per Radio Bullets
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Per più di 200 anni gli abitanti di Azacualpa, a Copán, in Honduras, hanno interrato i propri morti nel cimitero della comunità, situato nella parte alta della montagna, mai pensando che sarebbero arrivati i macchinari per l’estrazione mineraria della Minerales de Occidente a disturbare il riposo dei propri cari.

Ma partiamo dall’inizio. Nel 1983 il governo dell’Honduras ha dato in concessione più di 300 ettari di terra per l’estrazione mineraria a cielo aperto all’impresa Aura Minerales, canadese, che opera attraverso la filiale Minerales de Occidente S.A. dal 2009. Minosa è la piattaforma solida della produzione di Aura Minerales, con risorse pari a 1,6 milioni di once di oro destinate ad aumentare. In altre parole, è l’Honduras che dà la maggior percentuale di oro all’impresa canadese.

Il Paese conta più di 800 concessioni minerarie e secondo il ministro de la Secretería de Energía, Recursos Naturales, Ambientes y Minas, José Antonio Galdámez, queste concessioni rappresentano solo l’1% del territorio nazionale ed è convinto che promuovere l’estrazione mineraria sia la soluzione per ingrossare le casse dello stato. Ma secondo una ricerca dell’Instituto Centroamericano de Estudios Fiscales, (qui il rapporto completo), l’industria estrattiva non sta aumentando le entrate del Paese e tantomeno apporta benefici alle comunità. Nel 2015 sono state riscosse come imposte 90 milioni di Lempiras (la moneta dell’Honduras) dall’attività mineraria, cifra che rappresenta lo 0,03% del totale delle riscossioni. Veramente poco, secondo gli economisti che han redatto il report, per far crescere il Paese. L’Honduras occupa il primo posto tra i Paesi con un alto indice di povertà, con il 60% della popolazione in condizioni di povertà. A Copán, 15 su 23 municipi registrano un indice alto di estrema povertà. Paradossalmente, è uno dei Paesi più bramati per i suoi giacimenti di oro e di argento, sfruttati fin dal XVIII secolo dagli stranieri, ma non beneficia di queste risorse.

Tornando a Minosa, l’impresa sfrutta la miniera a cielo aperto, una pratica catalogata come la più aggressiva per la terra secondo gli ambientalisti. Funziona così: vengono tagliate piante e alberi dove si intende sfruttare la miniera e viene usato l’esplosivo per estrarre la pietra con il minerale. Poi si innaffia l’acqua con il cianuro per separare l’oro dalla pietra, attraverso un processo chiamato lisciviazione, una pratica che causa gravi danni all’ambiente e alle persone.

Nel municipio di La Unión, a Copán, sono stati documentati clinicamente 37 casi di presenza di arsenico, piombo e mercurio nelle urine e nel sangue delle persone, conseguenza dell’attività mineraria della zona. Tredici fonti di acqua sono parzialmente scomparse e altre sono contaminate dai prodotti chimici usati da Minosa per estrarre l’oro.

Dal 2013 le comunità del municipio de La Unión hanno iniziato una lotta per denunciare i danni provocati dall’estrazione mineraria della zona e per bloccare la concessione per sfruttare le terre del cimitero. Nel 2012 Minosa si è impegnata a costruire 300 alloggi per le famiglie che vivono vicino alla zona estrattiva, ma a oggi nessuna casa è ancora stata costruita. Nel gennaio 2015 la municipalità di La Unión ha realizzato un’assemblea pubblica in cui le comunità hanno rifiutato energicamente l’intenzione di sfruttare i giacimenti sotto il cimitero. Nonostante la volontà della comunità, l’impresa mineraria, con l’avvallo del governo, non ha rispettato questa decisione. Per 36 giorni la popolazione di Azacualpa ha presidiato l’ingresso del cimitero, subendo repressioni dalle autorità e dagli organi di sicurezza dello Stato. Il dialogo tra l’industria mineraria, il governo, sospettato di agire alle spalle delle comunità, e le comunità stesse non è ancora iniziato, dopo vari tentativi in cui i primi due attori hanno brillato per la propria assenza.

Il 18 agosto 2016 è stata ratificata un’aggiunta alla costruzione degli alloggi per le famiglie, ma ciò non significa che il problema sia risolto: restano pendenti temi come lo spostamento dei resti delle persone del cimitero, visto che molte famiglie si rifiutano di muoverli.

Secondo le organizzazioni ambientaliste e le comunità che si oppongono alla presenza dell’industria mineraria, l’estrazione in Honduras ha provocato la distruzione dell’ambiente, lo spostamento delle famiglie, criminalizzazione e la persecuzione dei leader comunitari. Vi ricordate l’uccisione dell’attivista Berta Cáceres a marzo 2016? Ne abbiamo parlato in questa rubrica.

Secondo l’organizzazione britannica Global Witness, negli ultimi dieci anni sono stati assassinati 111 attivisti e attiviste honduregni. Nonostante questo dato, il governo dell’Honduras continua a promuovere l’estrazione mineraria come unica soluzione per lo sviluppo delle comunità.

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