Endangered: Ossessione Polare

La scomparsa della fauna africana e dei poli nelle foto di Nick Brandt e Paul Nicklen a cura di Lorenzo Colantoni per Radio Bullets
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Salve a tutti gli ascoltatori di Radio Bullets da Lorenzo Colantoni, e benvenuti ad un’altra puntata di Endangered, ambiente ed energia in via di estinzione. Oggi la puntata sarà differente: mentre parte della redazione di Radio Bullets partecipa al Festival di giornalismo di Perugia, coglierò l’occasione per dare due consigli di lettura su libri fotografici a tema ambientale.

Il primo consiglio è per i lavori del fotografo Nick Brandt, in particolare il suo ultimo Inherit the Dust, uscito proprio pochi giorni fa, e per la trilogia On This Earth, su questa terra. Brandt si occupa di animali selvaggi in Africa, soprattutto nella part est del continente, e degli sforzi di conservazione necessari per preservare l’ecosistema. Il suo amore per l’Africa è nato in maniera particolare: Brandt fu regista per numerosi video musicali di Michael Jackson. Nel 1995 va in Tanzania per produrre quello dedicato alla Earth Song di Jackson, e si innamora della natura del paese. Nel 2001 inizia il suo progetto On this Earth per raccontare la scomparsa della maestosità selvaggia dell’Africa orientale. Sfogliando i suoi tre libri, si nota che i meravigliosi ritratti in bianco e nero di leoni ed elefanti vengono man mano sostituiti da visioni più cupe, scheletri lasciati dai bracconieri, lande aride e desertificate. Il terzo si intitola appunto “Across the Ravaged Land”: attraverso la terra saccheggiata. Il quarto libro, Inherit the Dust, ereditare la polvere, osa ancora di più: Brandt fotografa dei giganteschi cartelloni con foto della fauna africana in quello che fino a qualche anno prima erano i boschi, le praterie o la savana dove vivevano giraffe o rinoceronti. Nelle foto di Brandt quello che si vede è in realtà discariche, città, strade: quello che, nel giro di pochi anni, sono diventati gli ex paradisi naturali.

Una curiosità: Brandt scatta solamente in analogico, con un macchina fotografica con un obiettivo molto corto, cioè poco zoomato. Molti dei suoi primi piani di leoni che sbadigliano o elefanti che si abbeverano sono quindi presi, di fatto, ad una manciata di metri da loro.

L’altro autore di cui parleremo è il fotografo di National Geographic Paul Nicklen, e della sua ossessione per i poli. Questa passione in realtà è dovuta alle sue origini: canadese, è nato e cresciuto a Baffin Island, isola nello stato di Nunavut, nell’estremo nord del paese. Si trova così a nord che non esistono strade per arrivare lì di inverno. Intorno alla casa dove è cresciuto era facile vedere aggirarsi orsi polari. Non risulta quindi difficile pensare come sia riuscito a fare le foto sott’acqua, rompendo il ghiaccio dell’artico, a orsi polari, balene, narvali.

Secondo le sue stesse parole, Nicklen interpreta semplicemente quello che gli scienziati sostengono: documenta gli effetti del cambiamento climatico sulla fauna e sul paesaggio che per lui è casa. Nel suo Polar Obsession, ossessione polari, il libro pubblicato con National Geographic nel 2009, racconta questo sia al Polo Nord che al Polo Sud, documentando l’affollamento dei pinguini, le migrazioni delle balene, le caccie solitarie degli orsi polari. Osa quanto osa Nick Brandt: nelle foto di backstage del suo lavoro lo si vede a venti centimetri dai canini spalancati di una foca leopardo, un animale che può raggiungere la mezza tonnellata di peso. Oppure si vedono orsi polari che annusano la sua macchina fotografica, o viene ritratto impegnato nelle lunghe camminate sotto le impenetrabili tempeste di neve dell’artico. L’approccio è però diverso: Nick Brandt utilizza il colore per marcare la bellezza del contrasto tra il bianco perfetto della neve e il blu cristallino dell’acqua illuminata dalla luce che filtra dal ghiaccio. Mentre Brandt osa e mostra l’orrore e l’impatto, Nicklen lavora su un ecosistema spesso ancora intatto, con l’intento di mostrarne la bellezza. E, di conseguenza, cosa potremmo perdere se un giorno tutto questo si sciogliesse come neve al sole. Letteralmente.

Grazie mille per l’ascolto, per domande o commenti lorenzo.colantoni@gmail.com o, su twitter, colanlo. Alla prossima.

Ossessione Polare, Paul Nicklen, 2010. White Star Editore. 39 euro. Disponibile qui.

Inherit the Dust, Nick Brandt, 2016. Distributed Art Editore, a partire da 39 euro. Disponibile qui.

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