Green Islam: Una regina per l’ambiente

Lo scorso 28 settembre la Regina di Giordania Noor Al-Hussein firma un articolo sul noto portale Internet tedesco Qantara.de. Il titolo “Islam, fede e cambiamenti climatici”, ce ne parla Donata Donatella Vincenti​.
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Lo scorso 28 settembre la Regina di Giordania Noor Al-Hussein firma un articolo sul noto portale Internet tedesco Qantara.de. Il titolo “Islam, fede e cambiamenti climatici” riassume bene gli argomenti centrali di questa breve analisi, in cui l’autrice tenta una sintesi ragionata delle recenti evoluzioni del cosiddetto Eco-Islam globale e più in generale dell’ambientalismo religioso e interreligioso, ormai diventato un fenomeno transnazionale. I suoi puntuali riferimenti alla recente Dichiarazione Islamica sui Cambiamenti Climatici Globali di Istanbul, di cui abbiamo abbondantemente parlato proprio in questa rubrica nelle scorse settimane, provano l’importanza di questo documento-manifesto. La regina menziona l’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco, che ha lanciato un altro importante appello globale per risvegliare la coscienza ecologica dell’umanità intera, indipendentemente dall’appartenenza di fede, dallo status o dalle circostanze di vita degli individui e delle comunità mondiali. Ovviamente, queste autorevoli voci eco-religiose non si fanno sentire per puro caso. Sono infatti legate a un più ampio ed articolato dibattito sugli attuali negoziati ONU sul clima e sulle politiche internazionali in materia di cambiamenti climatici. Alla luce dei nuovi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite e in attesa della Conferenza sul Clima di Parigi 2015 (COP-21), Noor Al-Hussein (che è membro di OceanElders, un gruppo indipendente di leader mondiali impegnati nella protezione e conservazione degli oceani e della biodiversità oceanica) auspica il raggiungimento di un accordo internazionale per l’ulteriore riduzione delle emissioni globali di CO2 e afferma con forza la necessità di stabilire riserve oceaniche globali. Gli oceani svolgono un ruolo climatico cruciale. Sono beni comuni globali. La regina ricorda che a giugno gli Stati membri delle Nazioni Unite hanno approvato all’unanimità una risoluzione dell’Assemblea Generale per negoziare un nuovo accordo internazionale sulla protezione della biodiversità oceanica. Prima di concludere l’articolo, la regina Noor sottolinea che l’azione multilaterale, il dialogo interreligioso e la mobilitazione globale possono in parte aiutarci a superare questa grave crisi ecologica.