I gelsomini del Maghreb

Firas Alshater, rifugiato siriano e star di YouTube, vive a Berlino dove si è ricostruito una vita partendo da zero. Radio Bullets lo ha intervistato per farci raccontare il suo passato in Siria e la sua nuova vita da tedesco. Lui ce l’ha fatta. Ed ecco come. A cura di Leila Ben Salah
Per ascoltare la rubrica
www.radiobullets.com

Si chiama Firas Alshater ed è il primo rifugiato in Germania a diventare una star di YouTube. Come? Con l’ironia.
“L’ironia è la via più veloce per adeguare le teste”.
Il ventiquattrenne siriano si è chiesti in un video di circa tre minuti cho sono questi tedesxhi? Ed è stato il boom. oltre due milioni di visualizzazioni su YouTube e Facebook e più di mille commenti. tanto che frisa è diventato una star e ora lo fa per lavoro
Hai vissuto due vite, quella in Siria e quella che stai vivendo ora. Dall’inferno a star di youtube, proprio come si intitola la tua autobiografia. cosa c’è nel tuo passato che non vorresti più rivedere e cosa invece ti manca? 
“Prima di tutto mi manca il grande cibo che abbiamo in Siria, mi manca mia madre, mi manca la mia vita in Siria ovviamente. La cosa che ho qui e che non avevo nel mio paese è vivere in libertà, sentirsi liberi. E’ una cosa che non avevo nel mio Paese ma che ho qui in Germania ed è una delle ragioni per cui vivo qui, vivo in pace, ho la mia vita, ho i miei amici e quindi sono felice di essere qui”.
Sei stato anche in prigione?
“Sono stato in prigione per il mio lavoro contro Assad, per il mio lavoro per la rivoluzione in Siria per quello che ho cercato di fare per il mio paese. Questo è ciò che succede quando vivi in un Paese dittatoriale, se sei contro Assad già solo questo è sufficiente per essere arrestato e finire in carcere”.
e la cosa più difficile che hai dovuto fare da quanto sei in Germania?
“Sai, cominciare da zero. Quando comincia da zero non conosci la lingua, non conosci nessuno qui. Devi costruirti la tua vita, devi costruirti i contatti, è una cosa che non avevo mai pianificato, è solo successa. E io ho dovuto accettarla, ho dovuto costruire la mia vita. imparare una lingua che non avevo mai sentito in vita mia, ho dovuto cercare persone con cui instaurare un’amicizia, e non è stato affatto facile”.
E’ stato così difficile?
“Ovviamente, è difficile per chiunque quando lasci il tuo paese e devi iniziare da zero, dimenticare tutto ciò che sei stato fino a quel momento, ecco è qualcosa di veramente difficile”
I rifugiati hanno un futuro qui in Europa?
“Ad essere onesto, qui non parliamo di uno o due, ci sono tanti tanti rifugiati e ce ne sono molti che non vogliono fare nulla, se non sedersi e altri che vogliono costruire la loro vita qui. Alcuni di loro quindi avranno una chance e altri no. Quindi penso che la maggior parte di loro vengano qui per la guerra e torneranno indietro quando la guerra sarà finita. E altri vengono qui perché vogliono costruirsi la propria vita qui e qui è una bella vita, quindi perché dovrebbero tornare indietro?”
L’Europa chiude le frontiere, tu cosa ne pensi?
“Io credo che la soluzione sia quando calcoliamo queste persone come un insieme che viene in Europa e dobbiamo aiutarle nel loro Paese, smettere di spedire loro le armi. E poi possiamo dire ok, non venite qui. Ma finché l’Europa spedisce le armi e le vende , questa è una grande ragione per diventare un rifugiato in europa 
- Pensi che i tuoi video ironici possano spiegare questa cosa all’Europa?
“Quello che tento di fare in realtà è solo portare le persone ad amarsi l’un l’altro, a comprendere che i rifugiati sono persone umane come qualsiasi tedesco o persona europea. Cerco nei miei video di dire: date un’opportunità ai rifugiati e costruiranno la loro vita e faranno qualcosa di buono per l’Europa e per loro stessi. Ma dobbiamo solo dar loro una chance”.
Progetti per il futuro?
“Progetti per il mio futuro? Solo fare altri video e cercare di far sorridere le persone e amare il nostro lavoro”.
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