I gelsomini del Maghreb: un selfie per il velo

Un selfie con l’hijab per aiutare le ragazze che indossano il velo a inserirsi nella società e a non essere discriminate. Anche Fiorella Mannoia ha aderito alla campagna di sensibilizzazione. L’organizzatrice è una giovane tunisina Sihem Zrelli Gabes. A cura di Leila Ben Salah
Per ascoltare la rubrica clicca qui.

Un selfie con l’hijab. questa l’iniziativa lanciata a livello internazionale dall’associazione “La Palma del Sud” che si sta impegnando per aiutare le ragazze che indossano il velo a inserirsi nella società e a non essere discriminate. Perfino Fiorella Mannoia ha aderito alla campagna di sensibilizzazione e non si è sottratta a uno scatto con l’hijab. L’organizzatrice è una giovane tunisina Sihem Zrelli Gabes.

“Abbiamo fatto convegni con tavole rotonde e tantissime associazioni italiane e tante donne. Facciamo un selfie proprio con le donne italiane con l’hijab per dare loro voce nel mondo insieme a noi”.

- Che cosa hanno provato le donne italiane quando hanno indossato il velo?

“Sono rimaste emozionate tutte quante e hanno espresso la loro opinione sul velo, facendoci tanti complimenti per il tema”.

- Una ragazza dal capo coperto non trova vita facile in Italia e voi raccogliete molte testimonianze, ce ne racconti una?

“Una tunisina laureata in medicina, ha mandato il cv in tutta Italia e l’unico posto in cui l’hanno chiamata era al nord. Si è presentata e ovviamente loro non sapevano che lei indossa l’hijab, quando il direttore dell’ospedale l’ha vista, come prima cosa, prima ancora di salutarla, le ha detto: mi scusi, ma lei non può lavorare qui perché indossa il velo. E lei è rimasta malissimo, perché è laureata, specializzata in medicina e mi ha confidato: ‘Non è giusto che noi ci sentiamo non accettate per il nostro indumento ,perché chi indossa la minigonna è libera di indossarla e anche chi indossa l’hijab dovrebbe esserlo”.

- Cosa rappresenta x te l’hijiab?

“Per me sinceramente rappresenta una scelta di vita personale e religiosa. Io sono musulmana e molti mi chiedono come mai non l’indosso e perché proprio io ho pensato a questa iniziativa per queste donne. Io rispetto tanto la mia religione, ma la scelta di indossarlo deve venire dal tuo profondo, devi essere religiosamente pronta per affrontarlo”.

- Non significa essere sottomesse?

“Non è vero che le donne musulmane sono sottomesse, perché sono arrivate ovunque a livello sociale, economico e professionale. Ormai tutto quello che fa l’uomo oggi lo fa pure la donna che indossa l’hijab”.

One clap, two clap, three clap, forty?

By clapping more or less, you can signal to us which stories really stand out.