Il mondo si fa bello: Bere latte è in

Bere il latte, fa bene o fa male? Ascoltate Gianna Melis, esperta di bellezza e benessere e scoprirete su Radio Bullets tutto quello che c’è da sapere sul latte, e non avete mai osato chiedere. Buon Ascolto!
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Nel campo della nutrizione c’è un susseguirsi caotico di risultati, di ricerche, appelli, avvertimenti, studi, consigli di esperti e pseudo tali, che spesso mandano in tilt anche chi cerca di seguire una dieta sana. Uno studio dice che un cibo fa bene e allunga la vita, un altro afferma l’opposto: c’è chi sostiene che si debba mangiare di tutto in piccole quantità, chi al contrario ritiene alcuni alimenti quasi velenosi. Ad esempio per molti il latte e i latticini sono assolutamente da non consumare. Sul e contro il latte si è detto di tutto. Ma in ogni angolo del mondo, per i neonati dei mammiferi, e quindi anche gli umani, il latte della mamma o di un mammifero animale è il primo ed unico alimento per i primi mesi o i primi anni di vita. E per poterlo avere, molti popoli della terra hanno addomesticato ed allevato diverse specie di animali: le renne in Lapponia, le bufale in India, Malesia e Sri Lanka, gli Zebù in Madagascar, le Asine in Palestina, le cammelle in Medio Oriente e poi mucche, capre e pecore in tantissimi paesi del mondo.

Cosa contiene il latte? Dal punto di vista nutrizionale 100 ml di latte intero apportano circa 64 kcal, divise tra proteine, carboidrati e grassi. Se confrontato con il latte di altri mammiferi, il latte vaccino è quello più ricco di calcio (119 mg/100 g), ma è un’ottima fonte anche di altri sali minerali quali potassio (150 mg/100 g), fosforo (93 mg/100 g) e sodio (50 mg/100 g). Il latte crudo, cioè non trattato termicamente, contiene tutte le vitamine, le più rilevanti sono quelle del gruppo A e del gruppo B.

Il latte viene bevuto più dai bambini, ma anche da molti adulti, anche se il suo consumo in alcuni paesi è in calo. Nel mondo pare siano gli ucraini quelli che bevono più latte, circa 116 litri l’anno, negli Stai Uniti il consumo procapite è di circa 90 litri, così come in Australia. In Canada si arriva a quasi 93 litri a testa, mentre nei paesi latino americani come l’Argentina la quota annua è di 52 litri, in India e Brasile si scende a circa 40 litri procapite, i cinesi si fermano a 9 litri a testa. Ma sono i filippini a battere il record del non consumo di latte, perché la media è meno di un litro a testa. I cinesi e i filippini non consumano latte perché il loro organismo non è in grado di produrre la lattasi, l’enzima che serve per digerirlo.

Gli italiani 10 anni fa bevevano quasi 60 litri di latte a testa, ora la media è circa 40 litri. Molti connazionali non lo bevono per motivi etici tipo i vegani che non consumano nessun alimento di origine animale, altri per motivi dietetici perché si soffre di intolleranza al lattosio oppure ecologici per non contribuire ai danni al pianeta causati dagli allevamenti intensivi. Sempre più persone hanno sostituito il latte animale con quello vegetale, fatto con la soia, il riso, le mandorle, ecc. Il consumo delle bevande sostitutive a base vegetale hanno avuto un’impennata di produzione, con una crescita del 17%, ora se ne vendono oltre 67 mila tonnellate e il mercato vale più o meno 185 milioni di euro l’anno. In pratica un italiano su 8 consuma abitualmente latti vegetali, tanto che ormai in ogni negozio e supermercato ci sono scaffali pieni di questi sostitutivi del latte.

Ma il latte fa male? Secondo il partito dei contrari all’uso del latte “Nessun animale adulto beve latte, e neanche gli umani dovrebbero farlo”. Si potrebbe provocatoriamente rispondere che gli animali adulti non fanno tante altre cose che invece gli umani fanno. Ma vediamo quello che dice la scienza: le linee guida per la sana alimentazione italiana redatte dall’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione, ora chiamato CREA, ovvero Centro di Ricerca per gli alimenti e la nutrizione, consigliano di consumare ogni giorno almeno 125 ml di latte o di yogurt. In questo modo si soddisfa il fabbisogno quotidiano di calcio e di altre sostanze indispensabili all’organismo.

Sempre secondo il CREA, il consumo regolare di latte e derivati nelle quantità raccomandate, è un fattore protettivo contro osteoporosi, ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari e persino alcuni tipi di cancro. Lo studio europeo EPIC su 500.000 persone, ha appurato che le fratture dell’anca aumentano linearmente con il consumo di carni, diminuiscono con il consumo di verdure, e non cambiano con il consumo di latte, né con il consumo di formaggi. Quanto al diabete, non ci sono studi sul diabete di tipo 2 ma diverse ricerche indicano che il consumo precoce di latte bovino aumenta il rischio di diabete di tipo 1. Rispetto al cancro, il consumo di latte è associato ad una maggiore incidenza di quello alla prostata.

Insomma, come avete capito le evidenze scientifiche dicono una cosa ma anche il suo esatto contrario. Ma bere latte è “innaturale”? Non c’è proprio nulla che vada contro la nostra fisiologia, siamo stati geneticamente selezionati, infatti, anche da adulti produciamo la lattasi, esclusi pochi, l’enzima che serve per digerirlo. Se però per motivi etici, ecologici, dietetici o perché semplicemente il latte non vi piace, avete tante alternative. Io non rinuncio, in nessuna parte del mondo, al latte e caffè del mattino, anche quando non è caffè ma solo una brodaglia, e adoro svegliarmi col vassoio sul letto con il profumo del caffèlatte.