Il mondo si fa bello: Cure aborigene

Questa settimana per Radio Bullets, Gianna Melis, esperta di bellezza e benessere è in collegamento da Adelaide in Australia dove ci fa da guida nel mondo delle cure naturali degli aborigeni. Buon Ascolto e soprattutto buon benessere a tutti.
Per ascoltare la rubrica
clicca qui.
www.radiobullets.com

Da questa parte del mondo il mio interesse è rivolto alle cure degli aborigeni: come si curano? Ho scoperto che bisogna parlare al passato, cioè come si curavano perché ormai molti vivono nelle città e quando si ammalano vanno dal medico tradizionale. Le comunità che ancora vivono nel outback, cioè nei territori lontani migliaia di km da un qualsiasi centro abitato, in caso di emergenza sanitaria vengono curati o trasportati su un aereo dai medici del Royal Flying Doctor Service, un servizio medico che raggiunge anche i luoghi più sperduti dell’Australia.

Dunque la medicina del bush australiano sta scomparendo, e molti dei metodi tradizionali per curarsi naturalmente sono sconosciuti ai giovani aborigeni. Nella cultura aborigena le malattie si curano con l’aiuto di erbe e con i poteri del guaritore. Il concetto di guarigione coinvolge l’ambiente naturale –erbe, piante e insetti– e il mondo spirituale rappresentato dal guaritore. 
Si guarisce bevendo succhi di erbe oppure applicando minerali e insetti del bush consigliati dall’esperto e seguendo i riti dei guaritori spirituali. In poche parole, per guarire da qualsiasi malattia la cura deve essere in perfetto equilibrio nelle sue componenti sia spirituali, sia fisiche.

Se una persona si ammala entrano in gioco due ‘dottori’: il medico spirituale e “l’uomo di medicina”. I medici spirituali sono considerati la suprema autorità e le loro cure sono finalizzate alla correzione della disarmonia spirituale, mentre l’uomo di medicina dopo aver fatto la diagnosi prescrive i rimedi naturali, diversi a seconda della stagione e del luogo.

Gli antichi aborigeni inconsapevolmente sono stati i primi a capire che il grasso animale fa assorbire meglio il principio attivo di alcuni composti naturali, e così hanno imparato a fare ungenti a base di grasso e di erbe.

Ma molto di questo sapere sta scomparendo perché nella cultura aborigena, nulla viene scritto, ma tutto si tramanda attraverso i canti e le cerimonie, ormai sempre più rare.

I trattamenti medici aborigeni sono stati studiati da chimici, farmacologi e medici che hanno rilevato le proprietà anti-batteriche e anti-infiammatorie di molte piante del bush, i principi attivi delle quali sono usati per la medicina occidentale.

Quali sono i 10 farmaci più comuni tra gli aborigeni, ovviamente sono sostanze estratte da piante o insetti.

  1. La Melaleuca alternifolia conosciuta come tea tree o albero del tè schiacciata e trasformata in una pasta e applicata sulle ferite per accelerare la guarigione. Ma in caso di mal di gola le foglie vengono usate per preparare un tè. L’olio di tea-tree è un potente antisettico utilizzato per il trattamento di tutte le infezioni.
  2. L’olio di eucalipto, usato oggi come collutorio e pastiglie contro il mal di gola e la tosse, gli aborigeni lo usano per attenuare i dolori del corpo, la febbre e i brividi.
  3. Kakadu Plum tree o Terminalia ferdinandiana è una specie di prugna, ed è il frutto più ricco in assoluto di vitamina C del mondo vegetale, ne contiene 50 volte più delle arance. È stata per secoli una delle principali fonti di cibo per le tribù dove cresce.
  4. I Pycnoporus sanguineus chiamati anche funghi del deserto, vengono succhiati dagli aborigeni per curare disturbi alla bocca o alle labbra. Veniva usato anche come una sorta di anello dentale utile per i bambini con il mughetto.
  5. Le foglie di Eremophila o emu bush vengono usate dalle tribù aborigene per lavare piaghe e ferite oppure per gargarismi. Svolgono un’azione antibiotica naturale e il principio attivo viene usato anche nella medicina tradizione.
  6. E adesso passiamo a dei vermicciatoli, le larve dell’ Endoxyla leucomochla molto diffuse nel bush vengono schiacciate e trasformate in una pasta che fanno guarire le ustioni.
  7. Dalle foglie e dalla corteccia della vite Tinospora smilacina si estrae una linfa usata per alleviare il mal di testa, l’artrite e altri disturbi infiammatori.
  8. Il Ficus e la Passiflora si ottiene una sostanza molto utile come antistaminico per alleviare il prurito. Le foglie vengono schiacciati e immersi in acqua, e poi vengono strofinate sul prurito fino a farlo sanguinare. Il frutto della passiflora viene usato anche contro le infezioni fungine della pelle come la tigna..
  9. Il frutto della Kangaroo mela è usato come impacco sulle articolazioni gonfie. La pianta contiene uno steroide che è importante per la produzione di cortisone.
     E arriviamo all’ultima alla decima cura più usata degli aborigini:
  10. Ipomoea PES-caprae le foglie della pianta, schiacciate e riscaldate hanno un forte potere analgesico e sono usate per alleviare il dolore causato da puntura di insetti, pesci o altri animali velenosi.