Il mondo si fa bello: Le latitudini della bellezza

Questa settimana Gianna Melis, esperta di benessere e bellezza, ci racconta come cambiano i canoni di bellezza in giro per il mondo. Alle americane piace il trucco marcato, mentre le indiane puntano alla cura dei capelli. Per le donne dell’est smalto a gogo e le italiane? Sempre a dieta.
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I canoni, i modelli e riti di bellezza sono diversi a seconda del paese: in Giappone tutte le donne vogliano avere la pelle bianchissima, per le indiane è fondamentale avere capelli lunghi e lucidi, alle italiane e alle francesi interessa la linea al di sopra di tutto, mentre le americane vanno pazze per il make-up vistoso.

“Hai la pelle come un mochi”, cioè bianca come il dolce di riso, è il complimento che fa emozionare le ragazze giapponesi. Un ragazzo che si esprime così, in genere, fa seguire una promessa di matrimonio. Nel Sol Levante un viso bianco e liscio può far innamorare un ragazzo, infatti, il culto della bellezza si chiama Bi haku, Bi vuol dire bello e Haku bianco.

Per avere una pelle liscia e bianca le giapponesi ogni sera con spazzole di setole naturali, passano tutto il corpo dal basso verso l’alto. E così si fanno anche un buon massaggio che contrasta la comparsa della buccia d’arancia. Le nipponiche si schiariscono la pelle con prodotti a base di riso, e come i personaggi dei fumetti mettono sotto gli occhi il blush, una cipria colorata, che normalmente si usa per dare colore alle guance e per evitare l’effetto piatto del fondotinta.

Le indiane curano molto i capelli, li tengono lunghi e quasi sempre raccolti in una treccia, li pettinano con l’olio di cocco che li rende molto lucidi, non usano mai il phon, li asciugano all’aria o davanti al ventilatore, li lavano solo una volta alla settimana con una polvere vegetale chiamata Meera, un mix di fiori ed erbe tritate, li tagliano al massimo mezzo centimetro ogni anno e solo con la luna crescente. E per le occasioni importanti li decorano con fiori profumati. Le donne indiane amano truccare gli occhi con il kajal, nero o colorato, e alcune usano le lenti per cambiare il colore scuro degli occhi.

In America il trucco cambia da costa a costa, è molto semplice quello delle donne super-impegnate di New York, esagerato quello di chi vive a Los Angels e vuole essere come le dive, con zigomi e labbra gonfie e un trucco esagerato sugli occhi. Per le sopracciglia, sottilissime o folte come quelle di Frida Khalo, molte americane sono disposte a pagare cifre esagerate alle guru del momento. Le americane caraibiche si divertono, invece, a segnare gli occhi con matite colorate sotto e sopra, disegnando anche puntini colorati qua e la sul viso.

Anche molte africane, dalle egiziane, alle marocchine, alle tunisine e tante altre, dedicano molto tempo al trucco degli occhi. Li disegnano con decisione con il kajal scuro come fanno le indiane e usano il kajal con generosità sugli occhi e sulle palpebre anche perché ha un’azione disinfettante e protettivo contro le mosche. Per questo lo mettono prima di andare a letto anche ai bambini.

Le australiane curano molto le labbra, le idratano con pomate a base di papaya, e le colorano con rossetti lucidi molto vivaci; le ragazze del Nord Europa si truccano poco, ma usano spesso la crema autoabbronzante per dare un po’ di colore al viso.

La passione delle donne dell’Est è la cura delle unghie, non escono di casa senza lo smalto perfetto e scelgono il colore a seconda dell’abito. Le collezioni di ciglia finte delle donne russe sono le più originali del mondo, e alle feste le ragazze fanno a gara a chi ha le ciglia più lunghe e colorate. Noi italiane abbiamo l’ossessione per la linea, parliamo di dieta almeno una volta al giorno, e con le francesi passiamo la vita a controllare il peso e a preoccuparci se abbiamo un chilo in più.