Nel mondo delle donne: L’influenza di genere
Chi sono le donne che sono state inserite da Time tra le 100 persone più influenti del mondo per il 2016? A cura di Angela Gennaro per Radio Bullets
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C’è Sunita Narain, attivista ambientalista e politica indiana, per la categoria “Pionieri”. Le sue idee, scrive Amitav Gosh sul Time, hanno dato forma ad alcuni dei dibattiti chiave del nostro tempo. Global Warming in an Unequal World: A case of environmental colonialism (Riscaldamento Globale in un mondo iniqui: un caso di colonialismo ambientale), paper del 1991 di cui è coautrice, resta ad oggi l’atto costitutivo fondamentale del movimento per la giustizia climatica globale. Come attivista, si legge ancora sul Time, Narain è una pioniera. Lei e le organizzazioni che guida, tra tutte il Centro per la Scienza e l’Ambiente con sede a Nuova Delhi, si stanno battendo da almeno due decadi per ridurre i pericolosi livelli di inquinamento dell’aria della capitale indiana.
Pioniera è anche, secondo Time Magazine, Hope Jahren, geochimica e geobiologa americana. “Una rara specie di scienziata che è sia leader nel suo campo che grande scrittrice, scrive Siobhan O’Connor, editorialista del Time. Professoressa di ruolo all’Università delle Hawaii di Manoa, ha costruito la sua carriera e la sua reputazione nel campo della scienza portando alla luce segreti nascosti nella vita vegetale fossilizzata. Il suo lavoro ha prodotto almeno 70 studi pubblicati su decine di riviste, ma le ha anche dato una piattaforma, un megafono, in realtà, per parlare d’altro: ovvero delle diffuse molestie sessuali e della discriminazione nel campo della scienza. Sul suo blog, negli editoriali e nel suo nuovo libro di memorie, Lab Girl, che ha debuttato nella lista dei best-seller del New York Times, Jahren esercita la sua influenza per richiamare l’attenzione su una cultura che ha costretto le donne a fuggire da questo settore che tanto ama. È per questo che fa quello che fa, conclude O’Connor: Hope Jahren ama la scienza.
La terza pioniera di cui parliamo oggi, inserita tra le 100 persone più influenti del mondo dal Time, è Nadia Murad. Nadia, racconta Eve Ensler su Time, a 19 anni ha perso la sua casa, il suo Paese, la sua cultura, sua mamma, assassinata; ha assistito all’uccisione di massa dei maschi della sua famiglia; ed è stata rapita, venduta e infinitamente violentata da membri dell’ISIS. Lei ora viaggia per il mondo raccontando il genocidio della sua gente, gli Yazidi, e chiedendo il rilascio per le oltre 3.000 donne ancora detenute in schiavitù. Mentre l’Europa, scrive ancora Eve, chiude le sue frontiere ai rifugiati terrorizzati in Grecia e mentre gli Stati Uniti voltano le spalle di fronte alla sofferenza, Nadia è un faro di luce e di verità, e ci ricorda che è stata la guerra guidata dagli americani in Iraq a tracciare il percorso per ISIS, che le armi lasciate dagli Stati Uniti sul campo di battaglia sono cadute nelle mani dell’ISIS e che gli Stati Uniti hanno aspettato troppo tempo per intervenire di fronte all’uccisione di massa e all’asservimento del popolo Yazida. A 23 anni, Nadia Murad sta rischiando tutto per risvegliarci. La mia speranza, conclude Eve Ensler, che stiamo ascoltando, perché anche noi siamo responsabili. A dicembre dello scorso anno Nadia ha implorato il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite di sconfiggere lo Stato islamico, descrivendo — si legge su Il Giornale — nei minimi dettagli le torture e gli stupri subiti nei tre mesi in cui è stata nelle mani dei jihadisti come “bottino di guerra”.
Ci sono le pioniere e ci sono anche le giganti, tra le 100 persone più influenti del Time. Gigante è, scrive il premio Pulitzer Tony Kushner, Kathleen Kennedy, produttrice cinematografica statunitense che, insieme a Steven Spielberg e al marito Frank Marshall è tra i fondatori della Amblin Entertainment. “Quando Kathy Kennedy mi ha detto che le era stato offerto di guidare la Lucasfilm, non ero sorpreso”, il drammaturgo. “Dal momento che la sua leggendaria carriera è definita dal suo rifiuto di essere facilmente definibile, Kathy mi sorprenderà solo quando smetterà di sorprendermi. Ha prodotto Persepolis e Lo scafandro e la farfalla. E oggi è, di fatto, imperatrice di un cosmo lontano lontano. Mette insieme tradizione e innovazione, riconoscendo e rovesciando le aspettative e insistendo sul fatto che “genere” è, dopotutto, una parola priva di significato per gli artisti”.
Gigante, Titan, è anche per Time la nuotatrice statunitense Katie Ledesky.. Nel 2012, a soli 15 anni, la statunitense di Washington era l’atleta più giovane della delegazione olimpica degli Stati Uniti alle Olimpiadi di Londra. In quattro anni ha battuto 11 record: nel mondiale di Kazan, nel 2015, conquistò la medaglia d’oro nei 200 m, 400 m, 800 m e 1500 m stile libero e nella staffetta 4×200 stile libero, il tutto appena diciottenne. Non era riuscito mai a nessun altro atleta di vincere cinque ori nella stessa edizione del mondiale. Sette dei 19 migliori tempi registrati in tutta la storia dei 400 metri sono di Katie Ledecky, nove su dieci negli 800 m e sei su 14 nei 1500 metri. Nei 400 metri, il suo record personale è nove secondi più basso del miglior tempo del connazionale Mark Spitz, il quale ha conquistato nove ori olimpici nella sua carriera. Unico record che le manca è quello nei 200 metri stile libero. Il miglior tempo è ancora nella mani di Federica Pellegrini. Vedremo alle Olimpiadi di Rio, dove Katie, nonostante la sua carriera, non ha ancora il posto assicurato.
Nella categoria Artisti si segnala la presenza di Elena Ferrante, autrice italiana dall’identità celata. Il riconoscimento di Time, scrive il Corriere della Sera , segue di qualche giorno l’annuncio che la scrittrice è stata inserita tra i sei finalisti del Man Booker International Prize, riconoscimento britannico dedicato alla narrativa tradotta in lingua inglese, dove la Ferrante è in lizza con il romanzo Storia della bambina perduta (Edizioni e/o), il quarto e conclusivo volume della saga L’amica geniale inserito lo scorso dicembre dal «New York Times» nella top ten della migliore fiction del 2015.
E poi ci sono i leader e le leader. Tra loro la Cancelliera Angela Merkel, Christine Lagarde, direttrice del Fondo Monetario Internazionale, Hillary Clinton e Jaha Dukureh. Jaha è un’attivista gambese sopravvissuta alla Mutilazione Genitale Femminile. Quando era bambina, ha subito l’amputazione degli organi genitali esterni. Lo racconta lei stessa nella petizione lanciata su Change.org negli Stati Uniti per chiedere che il governo commissionasse delle statistiche attuali sullo stato dell’arte delle FGM, le ragazze a rischio e le donne coinvolte — lei ora vive ad Atlanta — “La Mutilazione Genitale Femminile ha strappato parte della mia femminilità e del possesso sul mio stesso corpo. Per alcune ragazze si tratta di un’esperienza letale: è stato così per la mia sorellastra, morta per le complicazioni sorte dopo la mutilazione. A 15 anni mi sono trasferita a New York, dove sono stata obbligata a sposarmi. Ho avuto poi la fortuna di fuggire e crearmi una nuova vita ad Atlanta, dove vivo insieme al mio secondo marito e ai miei tre figli. Ho deciso di rompere il silenzio e di iniziare a parlare della MGF. Oggi porto avanti l’impegno a porre fine in tutto il mondo a questa pratica devastante, impegno portato avanti insieme a un movimento globale che ha raggiunto grandi risultati in Gran Bretagna, Stati Uniti e Gambia”. Come si legge sul Time, Jaha Dukureh si è rifiutata di lasciare che l’orrore essere messa a tacere.
Infine tra le icone di quest’anno del Time segnaliamo Marylinne Robinson , scrittrice e saggista statunitense. Già Pulitzer per la narrativa nel 2005, i suoi romanzi e saggi — si legge — riescono ad essere seri senza essere solenni. “Emanano un senso di sentimento sensuale, ma anche di pensiero rigoroso. Lei si occupa di come dovremmo vivere, con l’idea che il mondo è una sorta di regalo che ci è stato fatto, e ci impone di notare ciò che ci è stato offerto, di studiarlo, di apprezzare e di drammatizzarne la consistenza e i contorni. I suoi romanzi sono pieni di un senso della vita sentita, con una simpatia profonda e duratura per i suoi personaggi e una piena comprensione della loro vita interiore”.