Oltre il Bosforo: Omicidio a Parigi

Il 9 gennaio del 2013 a Parigi vennero uccise tre donne che avevano dedicato la loro vita alla causa curda. A tre anni di distanza si cerca ancora di capire cosa sia successo quella notte e c’è chi non esclude che tra i mandanti ci possano essere i servizi segreti turchi. Ce ne parla Giulia Sabella in questa nuova puntata di Oltre il Bosforo.
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Quelle che sentite sono le voci delle centinaia di persone scese in piazza a Parigi il 9 gennaio di tre anni fa, per gridare la propria rabbia contro l’assassinio di tre donne e attiviste curde. Sakine Cansiz, Fidan Doğan, Leyla Şaylemez: questi i loro nomi. Le tre donne si trovavano al Centro di Informazione del Kurdistan, in rue La Fayette 147, nel decimo arrondissement. Sono state uccise con dei colpi di pistola alla testa, come se si trattasse di un’esecuzione.

Le vittime non erano state scelte a caso: Sakine Cansiz è infatti una figura storica del Pkk. Nata nel 1958, era una delle fondatrici del Partito dei lavoratori del Kurdistan. Poi, nel 1980, il colpo di stato militare in Turchia: Sakine venne arrestata e torturata. Rilasciata nel 1991, nel ’98 aveva ottenuto l’asilo politico in Francia ed era membro del Congresso Nazionale del Kurdistan.

Fidan Doğan aveva invece 32 anni: conosciuta con il nome di Rojbin, si era trasferita in Francia con la famiglia quando era piccola. Come attivista era impegnata soprattutto nella lotta in difesa delle donne, e anche lei era membro del Congresso Nazionale del Kurdistan.

Infine Leyla Şaylemez, uccisa ad appena 24 anni, che lavorava soprattutto con in giovani.

Per quell’assassinio la polizia ha arrestato un solo sospettato: Omer Güney. Secondo le telecamere di sorveglianza, l’uomo si trovava all’interno del centro curdo quando le donne sono state uccise. Inoltre il DNA delle vittime è stato ritrovato sui suoi vestiti e nella sua borsa c’era tracce di polvere da sparo.

Ma chi è Omer Guney? L’uomo, 34 anni, è stato descritto dalle persone a lui vicine come un “nazionalista turco”, non lontano dalle posizioni dei lupi grigi. Pare che fosse riuscito a infiltrarsi all’interno del movimento curdo francese, tanto che era stato lui a fare da autista a Sakine il 9 gennaio, mentre si trovava a Parigi. Guney si è sempre dichiarato innocente.

C’è da capire però perché siano state uccise e chi siano i mandanti. Data l’identità delle vittime, gli investigatori francesi non hanno escluso che si potesse trattare di un omicidio politico, voluto forse proprio dal MIT, i servizi segreti turchi, ma ancora non esiste una pista ufficiale.

Certo è che le tre donne sono state uccise proprio pochi mesi prima che venisse annunciato il cessate il fuoco tra Ankara e il PKK, avvenuto il 21 marzo 2013.

Intanto, mentre i curdi ricordano quanto avvenuto a Parigi tre anni fa, arrivano le notizie della morte di altre donne, anche loro curde, anche loro attive politicamente. Si tratta di Seve Demir, Pakize Nayir e Fatma Uyar, uccise a Silòpi, nel distretto di Sirnak, mentre era in atto un attacco delle forze armate turche. I loro nomi siaggiungono così a quelli degli oltre 200 civili morti negli ultimi mesi, nelle azioni di coprifuoco volute da Ankara contro le città curde che hanno dichiarato l’autonomia.

Per approfondire:

The Guardian, Kurdish activists shot dead in Paris

L’express, Kurdes assassinées: la piste politique

Le Monde, Assassinat de trois militantes kurdes à Paris: le suspect renvoyé aux assises

ANF News, Autopsy report comfirms three Kurdish women were executed

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