Quale storia racconta la tua mappa: Da Losanna a Berlino

Cosa succede quando perdi il computer con tutti i tuoi progetti dentro il giorno del colloquio che cambierà la tua vita? La storia di Jennifer da Losanna a Berlino la racconta Alessio Sartore su Radio Bullets
Musica e voce di Alessio Sartore
Per ascoltare la rubrica
clicca qui.
www.radiobullets.com

Quando arrivi al Mitte, al centro di Berlino, e cominci a salire su per una collina, ti trovi rapidamente a Prentzlauerberg, anche detta babyberg per via della quantità di mamme con passeggini che la popolano. Ma se arrivi a babyberg e piove ti va di prendere un tram per salire e fermarti da qualche parte, al prater ad esempio.

Al prater, un bier garten fondato nel 1837, si beve e si mangia a qualsiasi ora. Il locale è aperto da aprile a settembre e fuori si sta sotto ai castagni su panche di un giallo intenso. Dentro si assiste a spettacoli in un piccolo teatro allestito dietro a tavoli rotondi. al Prater Jennifer mi ha raccontato la sua storia.

Cresciuta a Losanna, in Svizzera, in una famiglia ultra protettiva che non le permetteva di seguire le sue inclinazioni artistiche, Jennifer cresce come una bambina timida.

< I grew up in a cocoon with two very careful parents and they overprotected me and it made me shy so I was a shy child and I was happy with that.>

Ma nel 2000 i suoi genitori si separano e Jennifer a 16 anni si accorge che per la prima volta deve affrontare il mondo da sola. Nonostante questo studia ragioneria come vuole il padre.

Dopo il diploma decide di studiare arte ma i suoi genitori non le avrebbero dato la sussistenza perché volevano andasse subito a lavorare in un’azienda.

Jennifer taglia i ponti con la famiglia e comincia un periodo di sperimentazioni su tutto. Nelle amicizie, nelle relazioni, nella vita professionale, tutto era orientato alla scoperta. Ma questo atteggiamento l’ha portata a vivere esperienze che vuole dimenticare, un attitudine completamente contro ogni barriera e regola.

<A kind of mindset who was totally against boundaries and rules>

Un pomeriggio un amico la invita a fare un giro al lago di Ginevra e mentre cammina sulla riva del lago incontra per caso una vecchia amica che da Losanna si era trasferita a Berlino e le racconta di come sia stato cambiare città. I giorni successivi Jennifer cerca degli stage nella capitale tedesca e ne trova uno in una agenzia di pubblicità. Intanto sta completando i suoi studi in Graphic design e si prepara per il colloquio. Ma Il giorno in cui affronta il colloquio a Berlino perde il computer con tutto il lavoro fatto finora per il corso di graphic design a Losanna. Il giorno successivo comunque la assumono come stagista.

< So I lost my computer in Berlin when I arrived and the day after I got this contract for this internship so it was for me like a sign that I should stay there and forgive my past>

Jennifer prende questo come un segno per lasciare la svizzera e fermarsi a Berlino. e così fa.

L’anno scorso, dopo 8 anni, decide di finire l’università e torna a Losanna per tre mesi e si laurea. oggi Jennifer è art director di quell’agenzia dove aveva cominciato come stagista e non pensa di spostarsi da Berlino.

Esiste un filo narrativo coerente nella storia di Jennifer. Per lei la differenza tra destino e fato è molto sottile. Il cocoon dove è cresciuta, la voglia di uscire dal bozzolo e sperimentare nel bene e nel male, l’incontro fortuito con l’amica al lago e la perdita del computer. Al Prater intanto la spina della birra continua ad andare su e giù e qualcuno sta preparando il palco del piccolo teatro. La storia di jennifer disegna una mappa che va verso nord, da Losanna a Berlino.

One clap, two clap, three clap, forty?

By clapping more or less, you can signal to us which stories really stand out.