Technomondo: Il nonno pugliese in 3D

Un volto cordiale e i tratti duri degli uomini della preistoria. È così che appare l’Uomo di Altamura nella realizzazione che le più moderne tecniche di ricostruzione tridimensionale, insieme all’abilità di due artisti olandesi, hanno consentito di ottenere. Il tutto senza che il corpo sia stato ancora dissotterrato. A cura di Raffaella Quadri per Radio Bullets
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Un volto cordiale e i tratti duri degli uomini della preistoria. È così che appare l’uomo di Altamura nella realizzazione che le più moderne tecniche di ricostruzione tridimensionale, insieme all’abilità di due artisti olandesi, hanno consentito di ottenere. Il tutto senza che il corpo sia stato ancora dissotterrato.

Come vi immaginate il nonno d’Italia? Lunghi capelli, barba e baffi incolti e uno sguardo rude ma simpatico. È questo l’aspetto che deve avere avuto in vita uno dei nostri più antichi antenati. Si tratta del cosiddetto “uomo di Altamura” ovvero l’uomo di Neanderthal scoperto nella grotta di Lamalunga, in provincia di Bari, il 3 ottobre del 1993.

Il simpatico antenato riposa ancora tra le pietre calcaree della grotta dove morì circa centocinquantamila anni fa, probabilmente –secondo quanto hanno ipotizzato i paleontologi– a seguito della caduta in un pozzo naturale. Solo recentemente, però, gli studiosi sono riusciti a ricostruirne i lineamenti e mostrare al mondo quale dovesse essere il suo aspetto in vita.

Il risultato è stato presentato ufficialmente lo scorso 26 aprile, durante una conferenza stampa tenutasi proprio ad Altamura.

Il progetto lo si deve a una collaborazione tra l’Università La Sapienza di Roma e l’Università degli studi di Firenze che hanno ricavato le misure antropometriche del cranio dell’uomo in base alle quali sono state ricostruite le sue sembianze. A realizzare il modello sono stati poi due artisti olandesi –Adrie e Alfons Kennis della “Kennis & Kennis reconstructions”– esperti in ricostruzioni paleoantropologiche.

Ma come è stato realizzato questo progetto? Per prima cosa all’interno della grotta sono state effettuate delle scansioni. All’operazione ha partecipato anche Digitarca, un’azienda barese specializzata nel rilievo laser scanner 3d, utilizzato in diversi campi –in architettura, su infrastrutture e beni culturali. I resti del corpo sono infatti ancora nella grotta, quindi è stata registrata la loro posizione e sono state effettuate le misure delle ossa, grazie alle quali è stato possibile risalire alle dimensioni dell’uomo.

Il cranio invece è stato ricostruito attraverso due diverse metodologie: l’analisi del volto è stata effettuata grazie al rilievo laser scanner 3d, in quanto emerge dalle formazioni calcaree ed è quindi ancora visibile, mentre per la parte posteriore i ricercatori hanno utilizzato la fotogrammetria, una tecnica di rilievo che individua la posizione nello spazio di una serie di punti di un oggetto per poterne così ricostruire la conformazione.

Le immagini ottenute sono state montate e integrate negli elementi mancanti con informazioni sulla conformazione degli uomini dell’epoca già in possesso dei ricercatori, permettendo infine di ridisegnare l’aspetto del cranio nel suo insieme.

A questo punto sono intervenuti i due artisti olandesi che, sulla base di un modello tridimensionale del cranio, hanno ricostruito le fattezze del volto, partendo dalla struttura muscolare e cartilaginea, aggiungendovi poi gli organi e il tessuto epidermico, fino a completare il tutto con particolari quali barba, baffi e capelli. La testa è poi stata applicata al corpo anch’esso ricostruito sulla base delle dimensioni ossee rilevate.

Le rilevazioni hanno permesso inoltre di confermare che quello di Altamura è un uomo di Neanderthal, un’ipotesi a cui gli studiosi erano arrivati grazie all’analisi di laboratorio effettuata sull’unico pezzo del suo corpo estratto dalla grotta, un frammento di scapola, da cui avevano potuto ricavare il dna del nostro antenato. La ricostruzione del cranio però offre un’informazione in più agli studiosi, in quanto lo colloca tra i più antichi neanderthalensis sinora ritrovati.

Di sicuro questo nostro antenato non avrebbe mai potuto immaginare che a distanza di millenni qualcuno avrebbe scoperto qual era il suo aspetto.

Noi avremo anche i selfie, ma volete mettere con una ricostruzione in 3d?!