Technomondo: Le frontiere del viaggio

Dalla mente di alcuni giovani ingegneri americani e tedeschi prendono forma due nuovi concetti di viaggiare. Dagli Usa arriva la ruota che trasforma anche una vecchia bicicletta in un mezzo elettrico per sfrecciare sulle strade, mentre in Germania nasce l’idea dell’aeroplano “utilitaria”. In ogni caso preparatevi a fare posto in garage. A cura di Raffaella Quadri per Radio Bullets
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Che si viva in città o in provincia, ciascuno di noi trascorre parte della propria giornata negli spostamenti da un luogo all’altro. Modi alternativi per muoversi ce ne sono molti, ma uno dei più sani è certamente la bicicletta –smog e pericoli stradali permettendo. Proprio per chi ama le due ruote, ma non vuole fare troppa fatica o ha bisogno che il mezzo diventi all’occorrenza più veloce, tre ingegneri di Cambridge in Massachusetts (Usa) hanno trovato la soluzione ideale. Sono sufficienti una ruota e un minuto di tempo circa, e il gioco è fatto.

Naturalmente la ruota non è una qualsiasi ma è la loro invenzione, si chiama GeoOrbital ed è in grado di trasformare le normali biciclette in veicoli elettrici, semplicemente andando a sostituire la ruota anteriore del mezzo. Tutta la strumentazione necessaria per alimentarlo è inclusa direttamente nella ruota che può essere facilmente montata e smontata, evitando così anche il rischio furto.

GeoOrbital è stata progettata in due misure per potersi adattare ai più disparati modelli di biciclette per adulti. La ruota è costituita da una struttura leggera, in alluminio, che ospita il motore elettrico da cinquecento Watt e una batteria al litio, ed è dotata infine di uno pneumatico speciale realizzato con una schiuma che lo rende molto resistente e capace di mantenere sempre la giusta pressione.

Il motore si attiva da un dispositivo di comando che viene agganciato al manubrio ed è in grado di fare raggiungere alla bici una velocità di oltre trenta chilometri orari, ma è possibile anche andare più veloci continuando a pedale mentre il motore è in funzione. Questo tipo di utilizzo permette, tra l’altro, alla batteria al litio, che ha un’autonomia di trenta chilometri, di durare più a lungo, consentendo quindi una percorrenza di ottanta chilometri circa.

Nei cinque prototipi realizzati dal 2014 a oggi, i tre ingegneri americani hanno apportato diversi cambiamenti, suggeriti anche da parenti e amici che hanno testato di volta in volta i vari modelli, e la versione definitiva, che andrà a breve sul mercato –si pensa al prossimo autunno– è dotata anche di porta usb per potere ricaricare lo smartphone, le luci della bici o altri dispositivi mentre si pedala.

Ma se proprio non volete fare fatica e preferite stare comodamente seduti al volante, esiste un altro mezzo di trasporto innovativo. O meglio, sarà disponibile tra un paio di anni circa.

Si tratta del primo aereo a propulsione verticale ideato da quattro ingegneri, dottorandi presso l’Università Tecnica di Monaco di Baviera (Germania) che hanno fondato Lilium, una start-up collegata all’Esa (Agenzia spaziale europea).

L’idea è stata di creare un ultraleggero biposto dotato di motore elettrico che si ricarica come le auto elettriche ed è capace di effettuare decollo e atterraggio in verticale, con controllo computerizzato. Il comando è costituito da un joystick e a bordo vi sono anche un pannello touchscreen e il navigatore satellitare. Il piccolo velivolo può raggiungere i quattrocento chilometri orari, tremila metri di altitudine e viaggiare con un’autonomia di circa cinquecento chilometri.

L’idea è che possa diventare il primo sostituto volante delle comuni automobili, pilotabile come fosse un’utilitaria, naturalmente solo dopo avere ottenuto il brevetto di volo e avere fatto spazio sul tetto o nel cortile di casa, al velivolo di Lilium occorre infatti uno spiazzo da duecento metri quadrati circa per poter atterrare e decollare in piena sicurezza.

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