Technomondo: Tra le nuvole

Prendere un taxi e volare da un capo all’altro della città non sarà più solo un modo di dire. Se il programma di marcia di AirBus si manterrà come stabilito, entro il 2020 potremo vedere i primi mezzi di trasporto urbano volanti. E addio traffico! A cura di Raffaella Quadri per Radio Bullets
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Prendere un taxi e volare da un capo all’altro della città non sarà più solo un modo di dire. Se il programma di marcia di AirBus si manterrà come stabilito, entro il 2020 potremo vedere i primi mezzi di trasporto urbano volanti. E addio traffico!

La nostra vita è ormai costellata da un pullulare di oggetti smart. A partire dal cellulare per passare poi alla casa, alla città, fino a tutta la tecnologia che usiamo, smart –nel senso di intelligente ma nello stesso tempo anche rapida– è diventata la caratteristica immancabile di ogni innovazione tecnica e delle nostre azioni quotidiane.

Pensando al futuro, quindi, come ci immaginiamo potrà mai essere il nostro modo di viaggiare? Veloce e intelligente, ovviamente, che significa poi inquinare il meno possibile trovando modi efficaci di spostarsi.

L’impresa è ardua –basti immaginare cosa siano le strade all’ora di punta– ma in molti ci stanno già pensando, e tra i più arditi c’è anche l’azienda A3 del gruppo AirBus che sta lavorando a un progetto ambizioso: spostare parte del traffico cittadino tra le nuvole.

Il progetto si chiama Vahana e consiste in un’aeromobile auto pilotato appositamente studiato per il trasporto su brevi distanze di una persona o di merci, in pratica una sorta di taxi del cielo. A svilupparlo è stato Zach Lovering insieme al proprio team di ingegneri.

Le idee che hanno portato alla scelta della conformazione finale del mini aereo sono state tante. Il gruppo di tecnici ha dovuto valutare quale potesse essere il modello più indicato alle esigenze del progetto. I requisiti ricercati per il taxi volante erano la predisposizione per un passeggero singolo, la propulsione elettrica e un relativamente basso costo di realizzazione, al fine di renderlo realizzabile anche su larga scala. Definito tutto ciò e presi in considerazione diversi modelli di velivoli, la scelta è ricaduta su una tecnologia a metà strada tra un elicottero e un aereo ad ali fisse.

La parte più impegnativa riguarda la realizzazione del motore, delle batterie necessarie all’autonomia del velivolo e di tutti gli equipaggiamenti per il volo, ma si tratta comunque di tecnologie che sono già disponibili. Essendo a guida autonoma, inoltre, il mini velivolo sarà dotato anche di tecnologia “sense and avoid” che è già utilizzata sulle automobili, ma che ancora non si è sviluppata per il volo; si tratta in pratica di un sistema di anticollisione in grado di individuare gli eventuali ostacoli e di evitarli.

Il ricorso a questo nuovo mezzo di trasporto sarà simile al car sharing, spiegano all’AirBus, con la prenotazione all’ora desiderata, magari attraverso un’apposita app per smartphone. Unica differenza rispetto ai taxi su quattro ruote, sarà il percorso prestabilito; questo aspetto, infatti, permetterà a più mini aerei di condividere senza rischi lo spazio aereo. I mezzi del progetto Vahana, dunque, seguiranno tratte fisse dalle quali si potranno discostare solo in caso entri in funzione il sistema di anticollisione per evitare eventuali ostacoli. Sempre in tema di sicurezza, in caso di guasto del mezzo entrerà in funzione, anche a bassa quota, un paracadute balistico, ovvero installato direttamente sul velivolo –un sistema già adottato per esempio sugli ultraleggeri. Ovviamente non saranno necessarie neppure le piste d’atterraggio, perché i mini velivoli prevedono decollo e atterraggio in verticale, proprio come gli elicotteri, grazie all’utilizzo di rotori elettrici capaci di configurarsi in base alle diverse fasi di volo.

In quanto alle tempistiche, il progetto, che ha preso il via un anno fa, pare essere già a buon punto e il disegno del velivolo è già stato completato, mentre secondo programma le prime prove di volo di un prototipo di Vahana potrebbero essere svolte entro la fine del 2017. Tuttavia, per la messa in produzione si dovrà attendere ancora qualche anno, sebbene sia prevista entro il 2020.

Ad ogni modo, c’è da immaginare che non sarà così semplice vedere i cieli sopra le nostre città solcati da taxi e auto volanti; occorrerà garantirne infatti la sicurezza e creare nuove regole per il traffico aereo urbano.