Technomondo: Vedo rosso

Fanno sognare milioni di persone in tutto il mondo. Ma non sono solo belle, sono potenti e altamente tecnologiche. Si parla di Ferrari; gioielli a quattro ruote create in pochissimi esemplari e spesso su misura. A cura di Raffaella Quadri su Radio Bullets
Per ascoltare la rubrica
www.radiobullets.com

Simbolo per antonomasia dell’italianità nel mondo: sono le Ferrari, le rosse capaci di fare girare la testa a chiunque, soprattutto agli amanti della velocità e della tecnologia su quattro ruote.

Al Museo Enzo Ferrari di Maranello sono esposti i modelli storici e più belli prodotti dalla casa del Cavallino rampante, che nel 2017 compirà settant’anni.

Tra i gioielli in esposizione, spicca per avanguardia tecnica LaFerrari, un vero e proprio mix di tecnologia ai massimi livelli. Si tratta di una serie speciale presentata nel 2013 che, per la prima volta, è stata equipaggiata con tecnologie prese direttamente dalla Formula 1.

Il suo ultimissimo modello si chiama LaFerrari Aperta ed è in versione spider, realizzata in pochissimi esemplari e presentata in ottobre al Salone di Parigi 2016.

Ma cos’ha di speciale quest’auto? Un particolare, è dotata di un sistema di propulsione ibrida, detto Hy Kers (Kinetic energy recovery system) mutuato proprio dalla F1.

In pratica questo sistema consente di integrare, in base alle necessità, le propulsioni dei due motori presenti sull’auto: il motore termico, un V12 di oltre sei mila centimetri cubici di cilindrata e ottocento cavalli di potenza, accoppiato a un motore elettrico da centoventi chilowatt che conferiscono altri centosessantatré cavalli, per una potenza complessiva di oltre novecentosessanta cavalli. Questa combinazione di due motori fornisce all’auto prestazioni praticamente da pista: infatti può raggiungere una velocità massima di oltre trecentocinquanta chilometri orari ed è in grado di passare da zero a cento in meno di tre secondi.

Inoltre nel pianale dell’auto sono collocate delle batterie che alimentano un secondo motore elettrico, che gestisce i sistemi ausiliari, le quali sono ricaricate durante le frenate e in parte dal motore termico stesso.

Anche a livello aerodinamico LaFerrari è ispirata alla F1, così come per alcuni particolari, per esempio il sedile del guidatore che è fisso mentre a essere regolabili sono il piantone e la pedaliera, proprio come nelle auto da gara.

Al museo di Maranello è esposta anche la versione da pista de LaFerrari, la FXX K. Si tratta di una sorta di laboratorio su strada, è destinata infatti a test prestazionali. Le prove sono svolte da collaudatori non professionisti –ovvero sono appassionati e clienti Ferrari– e permettono di registrare e studiare la loro reazione alla guida. Queste sessioni servono per sviluppare ulteriormente le caratteristiche dei futuri modelli.

Se questo è il modello più innovativo della casa di Maranello, occorre dire che ogni Ferrari è considerata un modello unico, questo perché le lavorazioni di ogni vettura sono realizzate su misura dei gusti di chi le ordina, particolari anche minimi –fino, per esempio, al colore delle cuciture dei sedili– che le rendono esclusive. Senza parlare poi degli esemplari realizzati appositamente in numeri limitati, se non addirittura limitatissimi.

La più rara però, anzi l’unica nel suo genere –ne esiste infatti un solo esemplare– è stata realizzata per un vero appassionato delle rosse, Eric Clapton. Si chiama Ferrari SP12 EC ed è stata realizzata nel 2012. È stata disegnata utilizzando come base la Ferrari 458 Italia, che Clapton ha voluto modificare a livello puramente estetico per assomigliare a un modello che aveva avuto anni prima. Un esemplare unico e irripetibile, dal valore inestimabile.

Insomma queste auto sono come veri e propri gioielli cesellati a mano e con una tecnologia ingegneristica incredibile.

Al museo di Maranello è possibile anche effettuare una simulazione di pit stop, per provare le brezza di avvicinarsi al record Ferrari: l’intero cambio gomme in un secondo e ottantacinque centesimi… Questo record, conseguito nel 2015 in Giappone, purtroppo sarebbe stato registrato ufficialmente dalla Fia –come rivela, tra gli altri, la Gazzetta dello sport– e ciò conferisce il primato ai box della Williams che lo scorso giugno hanno eguagliato il record già di Red Bull, effettuando un pit stop a un secondo e novantadue centesimi… stavolta tutto regolarmente registrato.

I migliori meccanici improvvisati tra i visitatori del museo, invece, sembrano essere stati al momento alcuni studenti americani del Mit, l’istituto di tecnologia del Massachusetts; una chicca che sembra essere fatta apposta per la questa rubrica.

One clap, two clap, three clap, forty?

By clapping more or less, you can signal to us which stories really stand out.