Un caffé con lo storico: Ecco il pirata frisone!

Burro, pane e formaggio verde — la storia di Pier Gerlofs, gigantesco pirata frisone, tra spade spropositate, guerre di fazione e videogame. A cura di Edoardo Angione
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Il 18 ottobre del 1520 decede a Sneek, in Frisia, città nell’attuale Olanda, Grutte Pier, in Italiano Piero il grosso, al secolo Pier Gerlofs Donia: un gigantesco pirata e brigante di due metri e dieci, ma soprattutto un eroe popolare — un personaggio che farebbe invidia a Paul Bunyan e Robin Hood, la cui vicenda si perde tra storia e leggenda, soprattutto nelle regioni abitate da Frisoni.

Se la parola “Frisone” vi fa venire in mente prevalentemente Hamburger (e mi scuso con i vegetariani), non preoccupatevi: la nota razza bovina, la Frisona appunto, proviene effettivamente dalla Frisia — una regione geografica costiera (cito Wikipedia): “dell’angolo sud-est del Mar del Nord compresa tra la parte settentrionale dei Paesi Bassi e il confine danese-tedesco”.

Pier Gerlofs nacque intorno al 1480 nel villaggio di Kimswerd, ovviamente in Frisia. Intorno al 1500 la Frisia olandese era tormentata da una guerra civile: il paese era stato occupato da Alberto, Duca di Sassonia e governatore di Olanda, chiamato da una delle due fazioni, ma di fatto agente degli Asburgo. Questo implicò l’occupazione della Frisia da parte di truppe mercenarie Sassoni comandate dagli Asburgo: i Landsknecht, gli stessi Lanzichenecchi che, più tardi, passarono alla storia per il Sacco di Roma del 1527. La routine era quella di un’occupazione militare nella prima età moderna: stupri, ruberie, violenza gratuita. I Lanzichenecchi ebbero la pessima idea di razziare il villaggio di Kimswerd, ed in particolare la fattoria del nostro Pier, dove stuprarono e uccisero, secondo alcune versioni della storia, Rintze, moglie del gigantesco contadino.

La reazione di Pier fu quella di armarsi e mettere insieme un gruppo di mercenari, la Arumer Zwarte Hoop: banda nera di Arum — che trovò un alleato ed un finanziatore in Carlo II, Duca di Gheldria: questo nobile locale si era ribellato al dominio asburgico, e trovò in questi contadini Frisoni un supporto ideale per la propria agenda politica — la banda Nera di Pier il cui nome minaccioso corrispondeva pienamente ai fatti, iniziò presto a tormentare gli Asburgici e gli Olandesi prima via terra, e poi via mare, dandosi alla pirateria, tormentando per anni le navi inglesi e Olandesi, nonché catturando città come Medemblik e Asperen, incendiando castelli e massacrando popolazioni: fu in questi anni che che Peter venne soprannominato “la croce degli Olandesi”.

Pier Gerlofs era un uomo gigantesco: in un museo a Leeuwarden è conservata una spaventosa spada a due mani lunga 2 metri e 15 che si dice fosse stata sua — con questa spada, secondo le cronache e le leggende del tempo, Pier era solito decapitare gruppi di nemici con un solo colpo. Si dice anche che Pier fosse in grado di piegare monete stringendole tra il pollice, l’indice ed il medio. Insomma: un personaggio che personalmente non avrei voglia di incontrare. Secondo altre leggende l’uomo si montò la testa, proclamandosi addirittura Re dei Frisoni — e sembra che questa sua appartenenza etnica fosse molto sentita, dal momento che costringeva i propri prigionieri a recitare una filastrocca in dialetto Frisone Stretto: se non fossero riusciti a pronunciarla nel modo corretto, sarebbero stati buttati in mare. La filastrocca, tradotta, suona pressappoco così: “Burro, pane e formaggio verde: se non puoi dirlo, non sei un vero Frisone”. E la leggenda persiste fino ai nostri giorni, dato che sul gigante Frisone, quest’anno, è stato addirittura prodotto un videogioco, che non ho ancora provato, chiamato Cross of the Dutchman

Quando il duca di Gheldria si riappacificò con la fazione asburgica, in ogni caso, per questo eroe popolare, a cui tutt’ora sono dedicate numerose birrerie e imbarcazioni in Frisia, non ci fu più lavoro. Si dice che il gigante tornò a coltivare la terra, per poi morire, sembra in pace, nel 1520 all’età di quarant’anni. Il monaco e storico frisone Petrus Thaborita, morto nel 1527, lo ricorda così:

Nel 1520 anni, nella notte di san Luca, Grutte Pier morì. In Olanda, nel Brabante ed in altri Paesi si narrano storie su questo Pier, sulla sua forza, la sua brutalità e i suoi grandi occhi. Ed esageravano. Comunque, era un grande e pesante uomo, con grandi occhi, spalle larghe, una gran barba ed un aspetto terribile, specialmente quando era arrabbiato. Ed era rozzo, non sapeva parlare e non aveva maniere. Poiché non sapeva parlare bene a corte o davanti ai signori, faceva spesso battute, che facevano ridere tutta la gente che gli stava intorno. Aveva ucciso molti uomini, ma aveva un buon cuore, come si conviene ad un Cristiano”.

Fonti:

Kalma, J.J, Grote Pier Van Kimswerd. Leewarden, De Tille, 1970.

Ritsema, Alex, Pirates and Privateers from the Low Countries, C.1500-C.1810.

Archief voor vaderlandsche, en inzonderheid Vriesche geschiedenis, oudheid- en taalkunde, Leeuwarden 1824–1828 (3 voll.): https://books.google.nl/books?id=ajc9AAAAYAAJ

Link:

La spada di Pier Gerlofs

http://www.friesmuseum.nl/het-museum/collectie/iconen/zwaard-van-grutte-pier

Videogame dedicato all’uomo

http://www.crossofthedutchman.com/

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