Un caffé con lo storico: Morte di un assassino

La tragica fine di Francisco Pizarro, conquistatore dell’impero Inca. A cura di Edoardo Angione per Radio Bullets
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Il 26 giugno del 1541 Francisco Pizarro, governatore del Peru e conquistatore della civiltà Inca, viene assassinato a Lima — non dagli Inca, come sarebbe peraltro lecito aspettarsi, ma da altri spagnoli.

Pizarro, all’incirca settantenne, era a cena insieme ad una ventina di gentiluomini del suo seguito, quando si sentirono dei tumulti provenire dal cortile del suo palazzo. 20 uomini, si introdussero nel palazzo con lo scopo di trucidare il conquistador.

Pizarro è uno dei casi più tipici e meglio riusciti di “Conquistatore”: figlio illegittimo di un gentiluomo spagnolo, era stato attirato nelle Americhe per la prima volta da giovanissimo, in cerca di gloria e ricchezza. Nel 1524 era partito di nuovo, in compagnia del leale commilitone Diego de Almagro. I due avevano sentito le prime notizie riguardo alle immense ricchezze possedute dagli Inca, e partirono. Pizarro raggiunse l’attuale Perù soltanto nel 1532. Qui si guadagnò la fiducia di Atahualpa, tredicesimo sovrano dell’impero Inca, che decise comunque di prendere in ostaggio.

In cambio della vita dell’imperatore Inca, Pizarro riuscì ad ottenere un’intera stanza piena d’oro, e poi lo uccise comunque. Pizarro era un uomo avido e spietato, ma non mancava di genio — Nel 1533 la resistenza Inca era stata ormai completamente piegata dalle forze del conquistatore, che ammontavano a meno di 200 uomini. Tutto grazie all’inganno.

Pizarro era ormai il governatore di Perù, dove fondò Lima, all’epoca conosciuta come Città dei Re. Ad Almagro, il suo vecchio commilitone, sarebbe spettata una parte dei territori Inca corrispondente all’attuale Cile, ma i patti non vennero rispettati. Nel 1536, Almagro aveva sedato una sollevazione inca a Cuzco, togliendo dai guai due fratelli di Pizarro per poi catturarli. Il conflitto tra Pizarro e Almagro per il possesso di Cuzco durò anni, finché Hernando Pizarro, fratello di Francisco, non lo catturò e decapitò.

Torniamo al 26 giugno del 1541: i 20 assalitori erano guidati da un giovane conosciuto come “el Mozo”, ovvero “il ragazzo”. Era il figlio di Diego de Almagro e di una nativa di Panama, e si chiamava esattamente come suo padre: Diego de Almagro. El Mozo era lì per vendicare suo padre, e buona parte degli ospiti di Pizarro si diedero alla fuga. Altri, tra cui suo fratello Martin de Alcantara, vennero uccisi.

L’anziano Pizarro riusciva a difendersi abbastanza vigorosamente, tanto da far fuori due degli assalitori, ma venne colpito al collo mentre si preparava ad attaccare il terzo. Francisco Pizarro si accasciò allora a terra, disegnò una croce sul pavimento col suo stesso sangue, ed invocò Gesù prima di morire. Quanto al Mozo, una volta ottenuta la vendetta, fece poi la fine di suo padre il suo colpo di stato venne fermato, ed il giovane de Almagro, che voleva diventare a sua volta governatore del Perù, venne giustiziato a Cuzco, l’antica capitale dell’impero Inca che gli spagnoli avevano distrutto.

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