Un caffé con lo storico: Storia di un libro che hanno tutti, ma che nessuno legge

Una telefonata con lo storico: il primo elenco telefonico della storia. A cura di Edoardo Angione per Radio Bullets
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Il 21 febbraio del 1878 a New Haven, città del Connecticut, viene distribuito il primo elenco telefonico della storia. Questo rivoluzionario libretto — per la verità un singolo foglio di carta, data la scarsità di utenti — era stato pubblicato dal Connecticut District Telephone Company. L’azienda aveva aperto i battenti nel gennaio del 1878, soltanto due anni dopo che Alexander Graham Bell ebbe inventato il telefono, o sette anni dopo che Antonio Meucci ebbe inventato il telefono — dipende se chiedi ad un italiano o ad un americano. Al modico prezzo di 22 dollari all’anno, da pagare in anticipo, la rivoluzionaria azienda di New Haven consentiva per la prima volta ai clienti di connettersi l’un l’altro attraverso apparecchi telefonici.

Dicevamo che il primo elenco era un singolo foglio di carta. All’inizio, gli abbonati erano una cinquantina, ognuno identificato attraverso nome ed indirizzo. I numeri di telefono? Non esistevano. Si chiamava un centralino e si chiedeva il collegamento. Soltanto nove mesi dopo, a novembre, gli abbonati erano diventati già 391, e nonostante le dimensioni piuttosto ridotte, se pensiamo agli inutili fermaporte di oggi, l’elenco telefonico già conteneva pubblicità (tra cui quelle di una ventina di fabbricatori di carri).

La linea telefonica di New Haven era unica: questo significava che alzando la cornetta implicava la possibilità di sentire un’altra conversazione. Per questo motivo, l’elenco telefonico consigliava agli abbonati di non utilizzare il telefono se non per fare espressamente chiamate, tenendo sempre presente che ciò che dicevano avrebbe potuto essere ascoltato. La compagnia pregava inoltre gli abbonati di informare l’ufficio di competenza nel caso in cui qualcuno utilizzasse linguaggio volgare o improprio.

Gli abbonati potevano fare chiamate di massimo tre minuti, non più di due e all’ora, e l’elenco comprendeva anche una piccola guida su come utilizzare il telefono. I telefoni di allora, ad esempio, richiedevano un continuo trasferimento dell’apparecchio dalla bocca all’orecchio: la cornetta non era ancora stata inventata. Uno dei consigli, però, suona ancora incredibilmente attuale: quando non stai parlando, dovresti ascoltare.

Ogni conversazione doveva iniziare con un saluto, in questo caso “Hulloa”, e alla fine di ogni conversazione era buona educazione che uno degli interlocutori dicesse “è tutto”, e l’altro rispondesse “o. k.”.

Alla fine dell’elenco telefonico di novembre, quello con 391 abbonati, c’era un piccolo articolo dedicato ad una grande novità che in quei giorni illuminava le strade ed i negozi di Parigi: la luce elettrica: “le persone sedute davanti ai caffè leggono il giornale con l’aiuto di luci situate dall’altra parte della strada, e nonostante ciò, persino le carnagioni o tinte di tessuto più delicate non risentono della luce bianca dei lampioni. Ogni pietra del lastricato della strada è perfettamente visibile, e i cavalli possono muoversi agilmente come se fosse giorno”.

Southern New England Telephone Company: The First Fifty Years, 1878–1928.”University of Connecticut Libraries, Archives & Special Collections, Southern New England Telephone Company Records, 2012. Link.

Benson, Reuel. “The First Century of the Telephone in Connecticut.” University of Connecticut Libraries, Archives & Special Collections, Southern New England Telephone Company Records, 2012. Link.