Un libro sul comodino: guida galattica per autostoppisti

Questa settimana Alessandra Dalla Gassa ci svela il segreto della creazione della terra con il sorriso che ci rimanda: Guida galattica per autostoppisti di Douglas Adams. 
Per ascoltare la rubrica
clicca qui.
www.radiobullets.com

Un saluto a tutti ascoltatori di Radio Bullets, da Alessandra Dalla Gassa e ben ritrovati nella rubrica “Un libro sul comodino”.

Sarebbe un bel problema se rischiaste di perdere la casa, ancor peggio se rischiaste di perdere la Terra!

Ed è quello che purtroppo è successo ad Arthur Dent, uno dei protagonisti del romanzo “Guida Galattica per autostoppisti” di Douglas Adams, quando una mattina si sveglia e si trova difronte ad un bulldozer che gli vuole demolire la casa per permettere il passaggio di una strada tangenziale. Poche ore dopo la Terra subirà lo stesso destino: verrà disintegrata da una razza aliena, i Vogon, per far spazio a una “superstrada” interplanetaria.

Ma poco prima della distruzione ecco che compare Ford Perfect, un alieno proveniente da un piccolo pianeta nelle vicinanze di Betelguese. Ford, fingendosi un terrestere, era già sul nostro pianeta per aggiornare una “Guida galattica per autostoppisti”, famosa in tutto l’universo. Amico di Arthur, sarà lui a salvarlo portandolo (facendo l’autostop!) a bordo di un’astronave nemica. Arthur sarà l’unico umano sopravvissuto. Da allora per i due inizierà un lungo viaggio per tutta la galassia con l’aiuto di una nave a “propulsione d’improbabilità” e accompagnati da altri 2 personaggi di cui non svelerò nulla.

Questo strampalato quartetto inzierà la sua avventura alla ricerca della risposta ad una “Domanda Fondamentale” che dovrebbe svelare il mistero della creazione della terra…

Due improbabili amici, quindi, un ingenuo terrestre con un pesce traduttore universale conficcato nell’orecchio, ed un autostoppista alieno che ha girato nei meandri dell’universo facendo appunto l’autostop e orientandosi grazie ad una “Guida galattica per gli autostoppisti” che gli ha permesso di girare la galassia con meno di 30 dollari altariani al giorno.

Il loro viaggio nell’infinito e variegato universo è il pretesto perfetto per farci sorridere ed anche un poco riflettere.

Un libro divertente e assurdo, ricco di umorismo , una perfetta parodia dell’umanità.

Difficile veramente non ridere durante la lettura di questo libro, molti gli spunti comici, sorrido tuttora se ripenso alla reazione di Arthur quando si rende conto che tutti i McDonald’s sono stati distrutti.

L’autore racconta in molto ironico alcuni aspetti della nostra realtà, dal significato della nostra esistenza ad alcuni problemi quotidiani. Divertentissimo, ve lo garantisco, non potete non ridere e non stupirvi delle “invenzioni” dello scrittore.

Un romanzo che mi ha davvero colpita e non appena l’ho termine mi son detta “ma diamine, perché non l’ho letto prima?”

E un libro di fantascienza surreale a volte anche demenziale, decisamente fuori da ogni schema. È esilarante, molto divertente e paradossale.

Douglas Adams è riuscito a stupire il lettore più di una volta, aiutato da una bellissima scrittura facile e fluida.

Un unico avvertimento: l’autore è inglese e così il suo umorismo. Se non apprezzate questo tipo di humor probabilmente il libro non vi offrirà tutto il divertimento che promette.

Devo assolutamente leggervi un piccolo passo tratto da questo romanzo per darvi un’idea di cosa vi aspetta qualora decidiate di leggerlo:

“Una delle cose che Ford Perfect aveva sempre trovato difficile comprendere a proposito degli umani, era che questi avevano il vizio di affermare e ripetere cose assolutamente ovvie, come risultava evidente da frasi quali Che bella giornata! O Come sei alto! O Oddio, mi sembra che tu sia caduto in un pozzo profondo nove metri: ti sei fatto male?

In un primo tempo Ford si era fatto una sua teoria per spiegare questo strano comportamento. Aveva pensato che le bocche degli esseri umani dovessero continuamente esercitarsi a parlare per evitare di rimanere inceppate. Dopo avere osservato e riflettuto alcuni mesi, Ford aveva abbandonato questa teoria per un’altra. Aveva pensato che se gli esseri umani non si esercitavano in continuazione ad aprire e chiudere la bocca, corressero il rischio di cominciare a far lavorare il cervello.”