Yebo! L’Africa è in onda: Afrofuturo

Una nuova tappa del viaggio di Yebo! nella cultura africana contemporanea. Questa settimana Gaia Manco incontra a Johannesburg, Raimi Gbadamosi, artista nigeriano che ha un’idea molto chiara del futuro dell’Africa.
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Una nuova tappa del viaggio di Yebo! nella cultura africana contemporanea. Dopo aver conversato con Jonathan Dotse, regista di realtà virtuale e con Nnedi Okorafor, scrittrice di romanzi di fantascienza per ragazzi e adulti, questa settimana incontriamo Raimi Gbadamosi, artista nigeriano inglese che vive e lavora a Johannesburg.

Gbadamosi, oltre che artista multimediale e curatore, è anche professore al dipartimento di Belle Arti all’università Witwatersrand di Johannesburg dove si occupa di arte concettuale e rappresentazione dell’identità africana.

Abbiamo chiesto a lui di spiegarci cosa sia l’afrofuturismo, un concetto che unisce gli artisti e innovatori africani che spendono le loro energie nell’immaginare il futuro del continente:

“Per me l’afrofuturismo è un modo di guardare il mondo. Ho scritto in passato di afrofuturismo e il mio argomento è che il mondo ha creato una situazione nella quale la maggior parte delle persone di origine africana deve fuggire dalla sua attuale realtà. Da questo nasce il desiderio di cercare un’origine in qualsiasi altro posto che non sia la Terra. Storicamente è stato difficile essere africani, adesso per la maggior parte delle persone non va molto meglio e il futuro non sembra così roseo. E tuttavia in questa situazione le persone stanno innovando, hanno una vita emozionante, producono cose meravigliose, e non voglio neanche limitarmi al mondo delle cose, ma anche al pensiero, in mezzo a tutto questo un nuovo tipo di esistenza sta emergendo. Ed è in questa esistenza che si trova l’afrofuturismo: c’è un futuro che è costantemente desiderato”

E se c’è tanta voglia di futuro, tanto fermento in Africa, perché il continente è generalmente escluso dalla fantascienza, dall’immaginazione dei futuri possibili? Raimi Gbadamosi argomenta così:

“Penso che ci sia un desiderio di mantenere un senso di superiorità. Una volta ho lavorato con una ONG, volevano che lavorassi con loro a una mostra in Africa. Mi sono ripromesso che non avrei mai più lavorato con una ONG, perché avevano bisogno di sentire un senso di superiorità nei confronti di coloro che volevano aiutare: penso che sia una costante nel mondo [il fatto di pensare che] il mondo occidentale è a un certo livello e il resto del mondo sta solo seguendo. Termini come “terzo mondo” stanno scomparendo ma adesso la gente dice Paesi OCSE, quindi si sa che c’è un gruppo di paesi qui e un altro là. E io penso che la fantascienza sia un modo per mettere a confronto i paesi OCSE con l’intelletto superiore degli alieni, chiaramente in contrasto con un’altra parte del mondo con cui non vogliono confrontarsi.”

E allora, secondo Raimi Gbadamosi, che cura mostre di artisti africani in Africa e in Europa, a cosa assomiglierà il futuro dell’Africa?

“Penso che il futuro dell’Africa debba essere molto determinato. Gli africani devono decidere di rivedere il proprio mondo in contrasto col resto del mondo. Questo include prima di tutto, e dico prima di tutto apposta, una ricerca del materiale, la costruzione di fabbriche che producano le cose di cui le persone hanno bisogno nel continente, queste cose devono essere qui. Molti soldi devono essere investiti in ricerca e sviluppo. In una certa misura significa voltare le spalle ai paesi OCSE, dicendo che dobbiamo risolvere questa cosa per conto nostro, forse in futuro potremo discutere ma adesso tutte le cose che produciamo e che sono fantastiche, dobbiamo essere sicuri che tutte queste risorse rimangano qui”.

La posizione di Raimi Gbadamosi è molto netta: l’Africa deve produrre per conto proprio e usare le proprie risorse sul territorio. Voi cosa ne pensate? Per un commento mi trovate Gaia su twitter: @gaiamanco

Link per approfondire

Yebo! Realtà virtuale. Intervista con Jonathan Dotse

Yebo! Fantascienza africana. Intervista con Nnedi Okorafor

Questa settimana sul podcast di viaggi Accidentally in Joburg Gaia vi invita ad ascoltare le emozioni e le avventure di chi ha visitato il Giappone per la prima volta

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