Yebo! L’Africa è in onda: I nuovi talenti dell’arte

Questa settimana Yebo! sposta i microfoni dall’attualità e li rivolge all’arte. Gaia Manco vi invita a scoprire i nuovi talenti dell’arte contemporanea africana. Si tratta di artisti che cercano di costruire un’identità africana fra tradizione e sperimentazione: una puntata da ascoltare con gli occhi.
Per ascoltare la rubrica
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Questa settimana Yebo! sposta i microfoni dall’attualità e li rivolge all’arte. La Joburg Art Fair è per l’Africa quello che Art Basel rappresenta per l’Europa e per il mondo: il centro dove si presentano, comprano e vendono le opere d’arte da tutto il continente.

Io l’ho visitata per voi per scoprire i nuovi talenti dell’arte contemporanea africana.

Nell’edizione 2016, che si è conclusa l’11 settembre, sono state presentate opere di ogni tipo, dalla scultura alla pittura, dal video ai tessuti.

I temi ricorrenti delle opere presentate sono sicuramente multimedialità e libertà. Odysseus Shirindza è il manager della galleria MoMo di Johannesburg, una galleria che rappresenta artisti africani e della diaspora africana.

“È molto complesso perché con tutto quello che succede nel mondo c’è molta investigazione e esplorazione di cosa sia l’identità, da parte di tutti gli artisti in Africa. In termini di chi siamo, di cosa siamo, e di quale sia il nostro posto nel mondo e nel mondo dell’arte. Quindi questo è sicuramente il tema che sovrasta gli altri, in termini di cosa viene espresso dagli artisti. Ma quello che sta succedendo con gli artisti i africani, quello che ho notato, è che c’è tantissima libertà: non sentono nessun bisogno di essere fedeli a un solo tipo di stile artistico o di espressione, perché è quello che ci si aspetta da loro. C’è una libertà nel senso che gli artisti esplorano i grandi temi e questi si vede nella loro arte”

Per quanto riguarda il Sudafrica, questa libertà, secondo Christopher Moller, gallerista di Città del Capo, è anche una questione generazionale:

“Adesso molti giovani artisti stanno emergendo. Loro celebrano al tempo stesso il meglio della loro cultura e il meglio del mondo occidentale.

In passato si vedevano molta protesta [nelle opere] ma adesso questi giovani sono i “nati liberi” (born free), cioè giovani nati dopo il 1994. Celebrano chi sono, celebrano il loro essere africani e la loro cultura di origine. Prendono il meglio da entrambi i mondi e li mettono insieme”

Fra i giovani artisti a cui si riferisce Moller c’è il 22enne Neo Matloga, sudafricano, che crea quadri che mescolano dipinti e collage di stoffe. Matloga rappresenta la vita delle townships con sfumature del grigio, ma poi veste i suoi personaggi con le stoffe tradizionali del gruppo etnico Venda -di cui lui è un discendente- che hanno colori vivissimi come il fucsia, il giallo o l’azzurro intenso.

Da tenere d’occhio anche l’opera di Jenna Burchell, un’artista sudafricana che crea sculture interattive. Burchell usa grosse pietre provenienti dalla zona detta “culla dell’umanità”, cioè quel luogo in Sudafrica dove sono stati trovati i primissimi ominidi. Lavora le pietre con inserti in metallo in modo tale che passando la mano intorno alle sculture queste producano dei suoni, creando un’esperienza sensoriale che tocca vista udito e tatto.

L’arte africana contemporanea ha anche il merito di saper mescolare arte e artigianato. Tessitura, ceramica e uso di materiali riciclati migrano dagli oggetti di uso comune alle opere d’arte.

Ne sono un esempio i mobili dell’artista mozambicano Gonçalo Mabunda. Mabunda costruisce sedie e mobili da esterni con resti di armi, bombe, mitragliatrici: fa diventare i rifiuti della guerra civile in Mozambico degli strumenti di convivialità ma anche delle opere d’arte cariche di memoria.

Questa arte che sa rielaborare influenze e che è ricca di contaminazioni è, secondo i galleristi africani venuti a esporre a Joburg Art Fair, il prossimo fenomeno del mercato dell’arte mondiale. Christopher Moller:

“In passato si vedeva l’arte dall’Estremo Oriente, dalla Cina, e prima da Europa e America raggiungere prezzi altissimi a fiere e aste. Adesso, negli ultimi tre anni il mondo dell’arte sta cercando il nuovo fenomeno e sta guardando verso l’Africa. E’ così emozionante vedere che gli artisti africani cominciano a ricevere il riconoscimento nel panorama mondiale.”

Link per approfondire:

Gaia è impegnata a trasmettere le voci dell’Africa in lingue diverse. Ascoltatela mercoledì 21 settembre su Pulse, lo show culturale della radio tedesca internazionale Deutsche Welle: http://www.dw.com/en/program/pulse/s-3047 (in inglese).

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