Raffaella Aghemo
Jan 16 · 7 min read

ICOs Rapporto Consob 2020 e analisi emendamento MLR del Regno Unito

· Aggiornamenti definitori su crypto-attività Consob

Il 19 marzo 2019, la Consob ha pubblicato un documento per «Le offerte iniziali e gli scambi di cripto-attività».

1 Al primo punto è emersa la non chiara distinzione, nell'ambito delle cripto attività, tra quelle riconducibili a strumenti finanziari e quelli non.

Strumento finanziario” si intende, ex disciplina MIFID, una interpretazione euro unitaria, che non può pertanto contare su aggiunte interpretative nazionali, e che ricomprende

· Azioni e simili

· Obbligazioni e simili

· Qualsiasi altro titolo in grado di acquistare o vendere titoli mobiliari, correlati a valute, interessi

· Contratti finanziari derivati

· Strumenti del mercato monetario

· Quote di organismi di investimento collettivo del risparmio

2 DLT-BLC

Nella relazione si fa anche un opportuno distinguo tra distribuited ledger technologies pure e blockchain technology, chiarificando, a uso e consumo dei non addetti ai lavori, che la blockchain è una DLT ma non tutte le DLT sono blockchain, in quanto quest’ultima crea una concatenazione cronologica dei blocchi, ed è una species della categoria generale DLT.

Non c’è un nesso obbligato tra DLT, quindi crypto attività, perché esistono fattispecie finanziarie come i security o i commodity token.

La Consob qui vuole fare riferimento solo alle cripto attività, che usino la tecnologia dlt, e non altri strumenti finanziari.

3 Riferimento a un progetto imprenditoriale sottostante

La Consob non lo ritiene indispensabile, per non tralasciare fenomeni, come quelli della tokenizzazione (asset token).

Ci si interroga sul riferimento alla definizione di imprenditore e attività d’impresa ripreso dall’ art 2082 c.c. Per maggiore tutela si ravvisa l’opportunità di fare riferimento e valorizzare l’aspetto di tutela dell’impiego del risparmio finalizzato al finanziamento di una attività economica. Ne deriva investimento=token=diritto a prestazione futura, anche con potere di negoziazione , ma escludendo le operazioni di mera tokenizzazione. Pertanto la disciplina in oggetto riguarda le offerte di token (utility token) non assimilabili a strumenti finanziari.

4 Titolari e identificabilità

La Consob si limiterà a vigilare a tutela degli investitori, vigilando e demandando attività di controllo alle piattaforme responsabili, non solo, per offerte di prima emissione, ma anche per fasi successive.

5 Elemento negoziazione

Si rileva come tale elemento non sia sempre identificabile, in quanto alcuni token non sono negoziabili in fase di ICO, come pure esistano cripto attività senza ICO. Poiché il mercato occhieggia con favore a una forma di rendimento economico, si è manifestata l’esigenza di una verifica della destinazione alla negoziazione (scopo ultimo), ravvisabile nel White Paper informativo iniziale, in cui si dovrà anche dare conto dell’accordo “promotore iCO — exchange”

6 Locuzione di cripto attività

Per la Consob, con esse si intendono le attività diverse dagli strumenti finanziari ex art. 1 TUF e dai prodotti di investimento

PIATTAFORME

Si stabilisce un autonoma candidatura ad un esame, secondo lo schema del doppio regime opt-in, per assicurare la liquidità dell’investimento cripto e l’affidabilità della piattaforma di scambio. “Cripto attività sono destinate a essere negoziate all'interno di uno o più sistemi di scambio”.

Disciplina improntata alla trasparenza, con:

- White Paper

- Aggiornamenti annuali su WP

- Aggiornamenti straordinari su WP

I gestori interverrebbero solo nella fase iniziale; le fasi successive saranno lasciate agli automatismi degli smart-contract e dell’infrastruttura tecnologica sottostante, rimessa all'obbligo di verifica di affidabilità del gestore della piattaforma (anche tramite cd sponsor tecnologici).

Regolamentazione e vigilanza (opt-in) dei sistemi di scambio su base volontaria.

Si è anche proposta l’introduzione di una disciplina specifica per i servizi di custodia.

Requisiti per i sistemi di scambio (exchange), ai fini dell’iscrizione Consob, improntati alla compliance, business continuity, due diligence, monitoraggio delle transazioni, informazioni su cripto attività e cyber security. Tali gestori possono rendere disponibili per la negoziazione anche criptoattività non oggetto di offerte ICOs, purchè con sufficienti set informativi. Si apre anche alle IEO, modello alternativo di offerte token su piattaforme exchange, più economico, più trasparente, più affidabile, più liquido (i token di nuova emissione sarebbero immediatamente scalabili sul “secondario”).

CUSTODIA

Si è illustrato il funzionamento dei sistemi di custodia = wallet.

Gli Exchange funzionano sia come piattaforme di trading, sia come custodial wallet.

Si è suggerito di disciplinare il servizio di custodia, separatamente dall’attività di scambio, per coprire anche i soli custodial wallet provider (per tutelare coloro che vogliono depositare i token acquistati in una ICO, senza partecipare ad attività di negoziazioni su exchange).

Si potrebbe così creare un registro Consob, (opt-in) di “servizi di portafoglio digitale” diversi da “sistemi di scambio di cripto attività”: nei primi sarebbero ricompresi anche i servizi di detenzione delle chiavi crittografiche private, badando anche a squisiti profili di cyber sicurezza.

Requisiti per iscrizione volontaria a registro fornitore di servizi di portafoglio digitale Consob sarebbero:

a) regole e procedure relative all’identificazione dei clienti;

b) misure volte a proteggere adeguatamente le cripto-attività ed a garantirne la segregazione e

conservazione, nonché regole e procedure idonee con riguardo all’investimento delle risorse

finanziarie;

c) misure per consentire il regolamento efficiente delle operazioni di negoziazione relative alle

cripto-attività da esso custodite;

d) procedure per identificare e gestire i rischi connessi con lo svolgimento dei servizi;

e) idonei presidi di organizzazione e funzionamento, incluso in materia di continuità operativa e

sicurezza informatica;

f) adeguate procedure per la gestione dei conflitti di interesse;

g) risorse finanziarie sufficienti per la sana e prudente gestione.

finextra.com

· NORMATIVA RECENTE del REGNO UNITO sui cryptoasset

Analogamente a quanto avvenuto nel nostro paese, il 10 gennaio 2020, nel Regno Unito, è entrato in vigore il nuovo Emendamento 2019 al MLR, Money Laundering and Terrorist Financing Regulations del 2017 (Regolamento sul riciclaggio di denaro e sul finanziamento del terrorismo), promulgato il 20 dicembre 2019, che ha lo scopo di aggiornare la regolamentazione dei Cryptoasset Exchange Providers (CEP) e dei Custodian Wallet Providers (CWP) nonché dei soggetti che mettono in atto una ICO, per adeguarsi e recepire la Direttiva UE 2018/843, nell’ambito delle normative sul riciclaggio di denaro del Regno Unito.

Preliminarmente la disposizione dà le opportune definizioni di CEP, CWP e cryptoasset.

CEP: “una ditta o un unico professionista che, a titolo commerciale, fornisce uno o più dei seguenti servizi, incluso il caso in cui la ditta o il solo professionista lo faccia come creatore o emittente di una qualsiasi delle “cripto-attività” coinvolte, quando fornisce tali servizi:

a) scambiare, o organizzare o prendere accordi in vista dello scambio di cripto-attività con denaro o denaro con cripto-attività,

b) scambiare, o organizzare o prendere accordi in vista dello scambio di una cripto-attività con un’altra, oppure

c) far funzionare una macchina che utilizza processi automatizzati per scambiare cripto-attività con denaro o denaro con cripto-attività. “

CWP: “una ditta o un solo professionista che, a titolo commerciale, fornisce servizi per salvaguardare, o salvaguardare e amministrare:

a) criptoattività per conto dei suoi clienti, o

b) chiavi crittografiche private per conto dei propri clienti al fine di conservare, archiviare e trasferire criptovalute, quando fornisce tali servizi. “

Cryptoasset (“cripto-attività”) : “una rappresentazione digitale crittograficamente protetta, del valore o dei diritti contrattuali, che utilizza una forma di tecnologia di contabilità distribuita e può essere trasferita, archiviata o scambiata elettronicamente”.

Da queste definizioni si nota subito l’allargamento della regolamentazione in atto, non solo ai fornitori impegnati in servizi di scambio tra i criptoasset e valute fiat, ma anche i fornitori impegnati in servizi di scambio da cripto a cripto, oltretutto, catturando espressamente anche le persone “che gestiscono una macchina che utilizza processi automatizzati per scambiare criptoasset con denaro o denaro con criptoasset”, inclusi, ad esempio, gli operatori di casse automatiche di criptoasset (Bancomat Crypto).

Inoltre le disposizioni transitorie indicano che i CEP e i CWP esistenti non saranno tenuti a registrarsi presso la FCA fino al 10 gennaio 2021 (sebbene la FCA incoraggi le imprese esistenti a presentare domande di registrazione entro il 30 giugno 2020). Come la Consob in Italia, la FCA avrà cura di controllare e vigilare sugli operatori menzionati, supervisionando in modo proattivo il rispetto delle nuove normative da parte delle imprese e agirà rapidamente qualora le imprese non rispettino gli standard desiderati e causino rischi per l’integrità del mercato.

Le informazioni che gli operatori dovranno fornire, in sede di registrazione, il cui esito avrà un tempo massimo di risposta di tre mesi dalla presentazione, includeranno:

- Programma operativo dell’azienda.

- Piano aziendale (definizione degli obiettivi aziendali, clienti, dipendenti, governance, piani e proiezioni).

- Organizzazione strutturale compresi accordi di esternalizzazione.

- Sistemi e controlli inclusi i dettagli delle politiche e delle procedure di sicurezza IT (in un’ottica di rafforzata cybersecurity e cyberesilience).

- Persone fisiche, aventi diritto e stretti legami: (gli amministratori e tutte le altre persone che sono o saranno responsabili della gestione, dovranno dimostrare alla FCA che hanno una buona reputazione e che hanno le conoscenze e l’esperienza adeguate per agire in questa veste).

In questa ottica di trasparenza, altro requisito imprescindibile, per il MLR, è la due diligence verso il cliente, che viene richiesta alle imprese quando effettuano una “transazione occasionale” o instaurano “una relazione commerciale”, ottenendo e verificando date informazioni basilari su un cliente (nome, data di nascita e indirizzo di residenza).

Dall'analisi comparata delle nuove regolamentazioni sulle cryptoattività ne emerge una accettazione allargata del fenomeno “crypto”, ma anche una ferma intenzione di vigilanza e controllo!

Riproduzione Riservata

Avv. Raffaella Aghemo

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