LA PROSSIMA ESTATE TUTTI IN AFGHANISTAN

“Che ci fanno 20 turisti in Afghanistan?” si chiede Guido Olimpio su Facebook, commentando i fatti di oggi. “Perché andare in vacanza in un Paese così pericoloso, in una zona assediata dai Taliban?”. Il post è piaciuto molto agli amici della bacheca, che spesso viene utilizzata dal giornalista del Corriere della Sera per rilanciare i pezzi, dare notizie, confrontarsi con i lettori. Ok, l’agguato di questa mattina vicino a Herat, nel distretto di Chest-e-Sharif, nell’ovest dell’Afghanistan, resta una brutta notizia. Secondo i primi aggiornamenti sarebbero almeno 5 i turisti rimasti feriti nell’imboscata: britannici, americani e tedeschi.

Viaggiare sulle strade deserte e sabbiose dell’Afghanistan è considerato molto pericoloso. Gli attacchi sono in aumento. Le scorte armate non garantiscono sicurezza.Gli Stati Uniti hanno alzato il loro livello di allerta. Gli operatori delle agenzia umanitarie sono considerati “a rischio sequestro”. Ok, va bene tutto. Olimpio, però, sbaglia nel dare la notizia accusando i turisti di essere sprovveduti. Non possiamo continuare a vedere il Medio Oriente sempre e solo con gli occhi dell’Occidentale, il sommo viaggiatore, che contiene la somma verità. Sono gli stessi occhi con i quali guardiamo un mussulmano oggi, pronto a farsi esplodere secondo non so quali criteri. Perché se i turisti vogliono visitare l’Afghanistan ben venga. Perché dobbiamo smetterla di vedere gli altri dall’alto in basso. La prossima estate tutti in Afghanistan. Con buona pace di Olimpio.

Raffaele Nappi