Ma serve davvero leggere tanti libri?
Luca Lottero
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Mi permettete una (semi) battuta? Da quel che ho letto in questo articolo mi sa che da queste “illustri pensate” devono aver preso spunto anche gli ideatori di quelle “strane creature” riunite nella collana “I distillati”. La collana di recente creazione che ha sottoposto a liposuzione un certo numero di romanzi riducendoli “all’essenziale”, come dicono gli ideatori di tale collana, o, come dico io, al nulla o poco più.

Fuor di battuta l’idea di combattere da disaffezione ai libri incentivando la lettura veloce, o ultraveloce, mi sembra una …. pazzesca come direbbe il Buon Fantozzi. Un po’ come quando, a scuola, alle superiori, nelle lezioni di stenografia e dattilografia, si calcolava, stimandola, la velocità di ciascuno di noi compagni di classe in parole stenografate o battute dattiloscritte al minuto.

Se quella valutazione aveva un senso nella misura in cui serviva a stimare un tempo onesto per le prove scritte, per la lettura, che, parafrasando la famosa pubblicità di una nota marca di caffè di qualche anno, anzi lustro, fa “la lettura è un piacere. E se non è un piacere che tipo di lettura è?”, questo tipo di quantificazione in forma di contabilità libraria mi fa, non solo inorridire ma addirittura venire i brividi lungo la schiena. E se ve lo dice un contabile!

Intendiamoci, la lettura veloce può tornare utile a quanti leggono per lavoro, redattori e simili, i quali comunque, con la pratica, che rende sempre perfetti, hanno affinato i loro piccoli trucchi del mestiere. Per quanti e sono la stragrande maggioranza leggono per diletto a che serve diventare degli Speedy Gonzales della lettura. Un ex compagno di scuola di un mio cugino leggeva un libro di cento e più pagine nel giro di un’ora ma quello era un suo talento e non lo faceva perché gli veniva imposto ma perché nel suo DNA vi erano determinati geni che gli consentivano di bersi un libro nel giro di un’ora o poco più. Far sì che questo talento isolato diventi la norma grazie a corsi appositi mi sembra un controsenso oltre che una sonora panzana.

Concludendo consentitemi un piccolo slogan: “Continuiamo a leggere perché ci piace e non badiamo a quanto velocemente leggiamo!” Ci divertiremo e ci rilasseremo di più e, cosa più importante, quello che leggeremo riuscirà a colpirci e penetrarci meglio dentro lasciandoci qualcosa di nuovo a ogni lettura.