Sentirsi trattati da accattoni

Poco fa mi è capitato di leggere la vicenda di una freelance che si è vista proporre condizioni inaccettabili e, ma sì diciamolo pure, umilianti per lo svolgimento di un lavoro non soltanto di altissimo livello professionale ma che richiedeva la consegna in tempi strettissimi, la scadenza per la consegna del lavoro finito era fissata per martedì prossimo, 2 febbraio 2016.

Quella che voglio raccontare ora io non ha molto in comune, in senso stretto, con l’esperienza della freelance di poco fa se non per il fatto, anche nel mio caso,il lato economico è stato quello che ha fatto venir meno la possibilità di svolgere quel lavoro.

Tutto ha avuto inizio con un’email

Era una serata, ad ora piuttosto tarda tra l’altro, di un paio di anni fa, quella nella quale ricevetti l’e-mail da parte di un autore il quale, avendo visto il mio blog di recensioni ed avendone apprezzato i contenuti, aveva deciso di farsi avanti e di chiedermi di leggere e recensire la sua opera.

Devo premettere che per un certo periodo, diciamo per i mesi di rodaggio del blog io avevo offerto i miei servigi a titolo gratuito. All’epoca in cui mi arrivò l’e-mail incriminata io avevo postato sul blog un breve intervento nel quale specificavo che “le cose cambiavano” e che da quel momento i servigi offerti dal mio blog avrebbero comportato dei costi. Nel post specificavo anche le tariffe e quindi rispondendo all’e-mail in questione io facevo presente che ci sarebbe stato “un prezzo da pagare”. Passarono pochi minuti ed ecco giungere la nuova e-mail dal complimentoso “richiedente recensione” e…

Niente più complimenti improvvisamente sostituiti da una serie di “ma…”, “però…” e che si concludeva con la richiesta di cestinare e dimenticare tutto. In questa sua seconda e-mail il mancato cliente ha pure avuto l’ardire di dirmi che il mio nome gli era stato fatto da “un amico” che gli aveva detto che io lavoravo gratis. Nella mia nuova risposta io ho innanzitutto fatto presente la pubblicazione del post nel quale comunicavo “il cambiamento di rotta” e poi chiedevo da cui avesse avuto il mio nome. Ero quanto mai intenzionato a ringraziare caldamente il misterioso “procacciatore d’affari”. La serie di e-mail non ha però avuto più seguito e quindi a me è rimasta questa curiosità.

Certo però che certa gente di sale in zucca proprio non ne ha! Ma ci pare mai possibile che io, solo perché ho potuto usufruire di un servizio “in amicizia”, qualora mi trovi poi a dover raccomandare la persona, l’amico, in questione io dica “guarda è bravo e lavora gratis”?

Dico io! Cosa sarebbe costato a Mister X dire: “Ti consiglio lui perché è bravo e ha prezzi onesti”? Ribadisco che certa gente quando il Padre Eterno distribuiva il savoir faire si trovava in coda per le frittelle!

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