L’autore di un articolo val bene una citazione?

Questo titolo amletico cela un dilemma che ha colpito la mia mente dopo che, scartabellando sul profilo di una persona, una scrittrice alla quale ho recensito, alcuni mesi fa, un romanzo per conto di una testata online, un blog che si occupa di libri e tutto quanto ai libri gira intorno, che di recente, abbastanza di recente diciamo, si è evoluta diventando un’associazione culturale.

Occhei! Forse qualcuno tra voi ha già indovinato di che testata si tratti ma, se così fosse, è caldamente, caldissimamente, pregato di non urlarlo ai quattro venti. Piuttosto ditemelo in un orecchio e poi io vi dico se c’avete preso! :)

Battute a parte e tornando a noi, dicevo che ieri sera stavo scartabellando sul profilo di questa scrittrice, per altre fini che non quello di andare a ripescare la ribattuta della mia recensione, quando…

Chi cerca (altro) trova sorprese

Come dicevo mi trovavo sul profilo della scrittrice in questione, della quale non farò il nome nemmanco sotto tortura!, perché volevo controllare se avesse postato qualche commento alla comparsata del fratello, il quale di recente è diventato a sua volta scrittore, in un programma contenitore della domenica, quando mi è preso il ghiribizzo di sbirciare che cosa aveva pubblicato di nuovo. Scendi che ti scendi ho trovato un rimando a una recensione e così mi sono detto: “Vediamo un po’ se c’è anche il rimando alla mia?”

Quindi ho preso a scendere risalendo all’indietro nel tempo. La mia costanza alla fine è stata premiata ed ecco lì la mia recensione!

Solamente che la mia recensione non era presentata come la mia recensione ma semplicemente come una recensione del suo romanzo uscito sulla testata “xyz” alla quale collaboro.

Un antidoto contro l’egocentrismo del recensore

Quella scoperta, di non essere cioè stato citato, nemmeno en passant, come l’autore della recensione mi ha lasciato abbastanza stupito. D’accordo! Una eventuale citazione in stile “Ecco a voi la recensione che Riccardo Mainetti ha dedicato al mio libro su…” non mi avrebbe dato chissà cosa in più di quanto non abbia tuttora. Semplicemente mi sarebbe parso carino riconoscere che non si tratta di un articolo tipo quelli che su certi quotidiani appaiono siglati “RedCult” ma di un articolo dietro al quale c’è stato l’impegno e il lavoro, intenso e faticoso di un preciso figuro, c’est à dir moi!

Ecco! Si sarebbe solo trattato di un gesto di gentilezza verso l’autore di tale recensione. Un modo, come ho detto, di riconoscere il lavoro e l’impegno e non un semplice dire: “Ah che bello, il mio libello è stato recensito anche su…”

Gentilezza e riconoscenza quindi e non una fredda constatazione che la recensione è apparsa anche su xyz, quasi come se a scriverla fosse stato Hal 9001 di kubrickiana memoria.

Ma, si sà, io sono notoriamente egocentrico ed esibizionista e necessito di una cura contro questi miei difetti. Cura che ha avuto la sua prima dose grazie alla signora in questione.