La crescita del pg a me non piace già concettualmente messa così, col fatto che devi equipaggiare i talenti che acquisisci al passare dei vari livelli. Cioè se il mio pg impara qualcosa voglio che lo sappia fare sempre, non che sia come un’armatura o una spada che posso togliere dall’inventario o scegliere di usare.

In più secondo me si presta un po’ male al sistema di gioco in cui passi parecchie volte di livello (e alla lunga diventa un po’ inutile). Se dovevano optare per un numero limitato di talenti da scegliere avrei preferito che limitassero la cosa mettendo meno level up e che si finisse il gioco a livello 10–15, ma che ogni passaggio di livello contasse.

Il quest design invece secondo me non è malvagio nel complesso: in ogni caso hai quasi sempre qualche scelta da fare e le missioni sono scritte bene, il che le rende interessanti. Infatti non mi sono mai personalmente annoiato nelle 200 e passa ore che ci ho giocato (dlc inclusi), pure se tutte le missioni prevedevano la solita formula, quindi nell’economia di gioco la cosa pesa fino a un certo, ma analizzando il quest design nel dettaglio non si può non notare che la struttura è effettivamente sempre quella e che l’abuso dei sensi da witcher fa sì che procedi col pilota automatico, fuori dagli scontri.

Per il resto, siamo d’accordo e anche per me è un capolavoro nonostante i difetti che ho scritto ed è pure il GOTY 2015 .

    Stefano “Revan” Castagnola

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    Si è innamorato dei giochi di ruolo esplorando la Costa della Spada tra l’Amn e Baldur’s Gate, ma non disdegna anche altri generi di avventure.