L’Italia punta sulla realtà virtuale

Davide Dal Bo
Jul 9 · 4 min read

L’Italia giovane e che produce cerca ogni giorno nuovi mezzi e strumenti per creare innovazione, fare comunicazione e proiettare verso il futuro un paese che spesso tende a restare indietro.

E’ sicuramente il caso della realtà virtuale:
un settore in enorme evoluzione ed espansione che, negli ultimi anni, ha dato vita a moltissimi posti di lavoro con un giro di affari di 27 miliardi di dollari nell’anno 2018.
Le proiezioni vedono il mercato XR (AR, VR, e realtà mista) toccare i 210 miliardi di dollari nel 2022.

Parliamo di introiti enormi, con un tasso di crescita impressionante.
Nessun altro settore, oltre a quello degli smartphone a partire dai bienni 2007–2008 e 2008–2009 con l’introduzione del primo iPhone, ha mai registrato un tasso di crescita così elevato.

Giro d’affari mondiale in miliardi di dollari dal 2016 al 2022 nel settore VR e AR.

Nel 2018, gli utenti attivi nella Virtual Reality, sono stati 170 milioni.

Numero di utenti attivi nella realtà virtuale dal 2014 al 2018

Si stima che nel 2021 saranno almeno 1 miliardo le persone con un dispositivo VR.

I numeri parlano da soli, l’industria VR e tutte le attività collaterali e da essa derivanti vedranno enormi introiti nei prossimi anni.

Mark Zuckerberg, d’altro canto, non si sta facendo sfuggire di mano le possibilità date da questa miniera d’oro.
Infatti, nel marzo del 2014, il fondatore e CEO di Facebook acquisto per una cifra di 2,3 miliardi di dollari la start-up Oculus. Fu il più grande investimento fatto su una start-up nella storia, e pare che il record sia ancora imbattuto.
Facebook, come anche Windows con i suoi Mixed Reality Headset e HTC Vive insieme a Valve, sta puntando sulla distribuzione di massa di dispositivi VR.

Questi dispositivi sono performanti e soprattutto poco costosi, rispetto alle prime versioni di visori VR. Si parte dai 200 € per Oculus Go, che insieme al Quest (400–500 € euro) sono visori senza fili e di conseguenza senza la necessità di utilizzarli con un computer. Allo stesso prezzo del Quest, si trova il Rift S, un visore con un unico filo da collegare al PC, ma che permette grandi prestazioni soprattutto nei videogiochi, settore di punta nel mercato della Virtual Reality.

Ma i videogames non sono tutto.
Si stima che nei prossimi anni il settore videoludico coprirà solo il 40% del mercato VR.
Le potenzialità di questa tecnologia stanno pian piano orientandosi verso altri settori, come l’istruzione, la salute e l’intrattenimento video, anche dal vivo.

Segmenti dei vari settori nel mercato globale della Realtà Virtuale. Fonte: Goldman Sachs

E in Italia?

In italia qualcosa si sta muovendo, come già premesso ad inizio articolo.
Molte aziende si stanno specializzando nella realtà virtuale, soprattutto nello sviluppo di software dedicati alle aziende.

Ad esempio, Glome è una start-up innovativa nata nel Trevigiano dopo anni di studi sul settore, che punta non solo sui servizi per le aziende e realtà business, ma soprattutto sul settore culturare e dell’intrattenimento.
Quindi musei, siti archeologici, attrazioni turistiche di fama mondiale e patrimoni dell’UNESCO acquistano nuova linfa vitale grazie alla VR e offrendo più visibilità grazie alla comunicazione innovativa, fresca e giovane derivante da questa tecnologia.

Logo. Cortesia di Glome

Insieme a questo, Glome punta anche alla realizzazione di video professionali 3D a 360° e live streaming a 360° di eventi dal vivo, utilizzando potentissime e all’avanguardia strumentazioni.
Di seguito il link al loro sito web: https://www.glome.it

Come questa azienda, composta da giovani professionisti con un’età media di 30 anni, anche altre realtà si stanno buttando a capofitto nel mercato della VR.

Gli sviluppi sono enormi, le tendenze del mercato positive. La tecnologia è ancora giovane ma presto, supportata anche dall’avvento del 5G, darà i propri frutti.
E quei giovani che ci hanno creduto fin dall’inizio, in un’Italia che a volte guarda solo al passato, porteranno ossigeno e voglia di andare avanti, scoprire e meravigliarsi, cogliendo le opportunità che questa tecnologia offrirà.