La doppia lezione di Coppa

  1. L’Inter migliore, la Juve peggiore, il tre a zero dell’andata che diventa zero a tre, la Juve che passa ai rigori. È il calcio, direte. Certo, è il calcio, ma anche in uno sport dedicato ai rimbalzi di un pallone niente succede per caso.
  2. La Juve si è presentata con sette riserve. Squadra più debole e segnale stonato spedito ai giocatori: anche così, possiamo farcela.
  3. La Juve ne aveva segnati tre all’andata e altri due qualche giorno fa. Normale che i giocatori considerassero semplice l’approdo.
  4. L’Inter era scossa da una grave crisi. Moratti, che la conosce bene, aveva addirittura parlato di depressione. Dunque? Poteva arrendersi, ma poteva anche disputare la partita dell’anno. Per orgoglio, rabbia, voglia di rivincita. Si è verificato questo secondo caso.
  5. Alcuni giocatori della Juve non erano a posto e si è visto. Rugani, che stava bene, è ancora un collegiale.
  6. Tutti i calciatori dell’Inter hanno dato quanto avevano, sorprendendo i propri tifosi, i neutrali, ma soprattutto gli stralunati bianconeri.
  7. Nello sport quando parti male, quando la testa non gira come dovrebbe, è complicato venirne a capo. Allegri ha cambiato la Juve in corsa (uomini e modulo), ma la partita si avviava ormai al capolinea.
  8. La Juve ritornerà subito la Juve. Di sicuro ha capito dove e quando ha sbagliato.
  9. L’Inter deve cercare di ripetere la prova di mercoledì anche in campionato. Ora sa che può esprimersi a questi livelli. Non sarà semplice trovare le stesse motivazioni, ma è possibile.
  10. Gervasoni ha sbagliato molto. Non è adatto a queste partite e forse anche ad altre. Fargli chiudere la carriera non sarebbe male.
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