La gaffe del manifesto

Il Bayern, quei binari che ricordano Birkenau, l’Italia divisa

Un errore di comunicazione interna, un corto circuito. Chiamiamolo come ci pare. Non espressione di nazismo: questo nessuno l’ha mai pensato. Il Bayern ha una nobile storia politica alle spalle e un brillante presente manageriale, ma la gaffe rimane.

Un disegnatore grafico ha avuto la ‘brillante’ idea di unire binari alla classica tesi juventina: sino alla fine. E la fine doveva essere lo stadio del Bayern in cui s’infilavano rotaie simili a quelle che conducevano gli ebrei ai forni crematori di Birkenau. Nessuno evidentemente ha esaminato a Monaco quel manifesto. Capita anche nelle migliori famiglie.

E il Bayern nel pomeriggio, a poche ore dalla partita con la Juventus, ha preso carta e calamaio e ha spiegato che cosa aveva in testa l’ideatore, giungendo, da grande club, a scusarsi.

Polemica internazionale chiusa a quel punto. Rimane in piedi quella interna. Quanti si sono affannati a mostrare (inutilmente) il passato del Bayern. Quanti si sono fatti paladini di un errore solo per un’evidente forma di antijuventinità. È questo il vero problema: in Italia si diventa ottusi per una maglia, un rigore, un fuorigioco, arrivando a confondere odio e rivalità. In Germania sbagliano e l’ammettono. In Italia siamo disposti a tutto per difendere il niente.