Troppo facile attaccare gli arbitri

Il Paese del fuorigioco, non del gioco (del calcio)

Sento, leggo, vedo: sempre colpa degli arbitri. Si criticano, arrivando all’insulto, i fischietti e si perdonano gli errori propri. Succede solo in Italia, Paese sempre più in fuorigioco calcistico.

  • Chi porta avanti la tesi secondo la quale la Juve sarebbe avvantaggiata, dovrebbe aggiungere il motivo. Perchè gli arbitri dovrebbero darle una mano? Per soldi? Per far contento il potente di turno? Per assecondare il Palazzo? Se qualcuno ha sospetti, indizi, prove, eccoci. Altrimenti, zitti.
  • I sostenitori del complotto arbitrale vedono favori anche altrove. Tanto per rimanere all’ultimo turno: un fuorigioco a Napoli, un rigore negato alla Roma, uno alla Lazio e uno al Milan. Episodi discutibili e comunque impossibili da vedere senza un occhio elettronico. Ma questo è ininfluente: meglio litigare.
  • Le responsabilità dei media sono evidenti e mi ci metto anch’io nel mucchio, per i due anni e mezzo di frequenza al Processo. I giornalisti dovrebbero educare, non accendere la miccia.
  • La mancanza di cultura sportiva è evidente in tutti noi. Gli avversari non sono tali, ma nemici, da ricevere allo stadio con pietre e, se capita, molotov o almeno bombe carta. La sconfitta non si accetta, la colpa è sempre di altri. Di chi? Dell’arbitro, chiaro, che permette tutto agli altri e niente ai nostri.
  • Gli amici dei veleni arbitrali nella maggior parte dei casi neppure conoscono il regolamento. L’ignorano molti giornalisti, figuriamoci i tifosi. Affoghiamo nel polverone.
  • Gli arbitri sbagliano, come è normale. Ma criticare un guardalinee per un centimetro è un’operazione demenziale e pericolosa.
  • Gli arbitri italiani, nonostante il can can di casa, non sono peggiori degli stranieri. Anzi.
  • Rivolgo due critiche agli arbitri: permettono falli grossolani in occasione dei corner; si fanno bellamente insultare.
  • Sintesi: non sarebbe meglio spiegare tutto con il gioco o non gioco? Certo, ma è più difficile. In fin dei conti anche all’asilo sanno dire: arbitro cornuto.
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