Verso le Sharing cities: una proposta aperta per città della conoscenza come bene comune

Vi presento PAVIA SHARING CITY (A proposal for Open knowledge for all)

Questo progetto vuole essere una proposta aperta ed un’ipotesi sperimentale su come una piattaforma web pubblica basata su logiche PtoP possa incidere sugli spazi pubblici, sull'economia e sul modo in cui le persone si relazionano in un contesto locale: in questo caso la proposta è stata costruita sulla città di Pavia e sarà da me presentata al Bilancio Partecipativo 2017 del Comune di Pavia (partecipa.comune.pv.it) in data 6 aprile, durante il primo incontro di co-progettazione che segue alla presentazione delle prime idee da parte dei cittadini.

Si tratta di un periodo nel quale nascono diverse iniziative di questo tipo, che vedono coinvolti enti pubblici e cittadini sul tema delle piattaforme web per rigenerare ed animare i territori locali, anche con una forte attenzione al ri-utilizzo degli spazi pubblici ed al tema dell’aggregazione tra cittadini: nel merito si veda, ad esempio, la piattaforma www.firstlife.org sviluppata dall’ Università di Torino con il Comune di Torino nell’ambito del progetto “Co City”, un progetto che prevede anche l’applicazione del “Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura, la gestione condivisa e la rigenerazione dei beni comuni urbani” sulla scia del modello di Regolamento già utilizzato dal Comune di Bologna e da altre città,

Per quanto riguarda questa ipotesi progettuale, io ho scelto volutamente di concentrare la proposta su asset e scambi immateriali per una serie di ragioni:

  • spesso ci concentriamo sulle relazioni prodotte dallo scambio di prodotti fisici, senza considerare l’impatto dei servizi — ma anche degli asset della conoscenza (c.d. knowledge economy)
  • nell’ambito delle smart cities, un passaggio fondamentale è quello legato all’abilitazione ed all’incentivazione degli “smart citiziens”: rendendo accessibile e vantaggioso l’utilizzo e la partecipazione ad iniziative di impatto sociale per tutte le persone che abitano in forma stabile o meno la città

Introduzione al tema

Perché non provare ad incoraggiare incontri fisici tra studenti, in particolare fuori sede, e popolazione locale con l’obiettivo di scambiarsi conoscenza linguistica / universitaria / formale — infornale / e legata alla cultura locale?

Possiamo pensare ad una piattaforma reale ed on line sulla quale tutti possono condividere, e mettere a disposizione di tutti, materiali e link di conoscenza, come Open Data?

Con la geo-localizzabile potrebbe essere anche un’occasione per valorizzare spazi pubblici e locali pubblici in un’ottica di scambio di conoscenza e promozione dell’economia cittadina anche in chiave di attrattività verso l’esterno.

Le città italiane come Pavia si trovano in una situazione di “transizione” nella quale spesso occorre ripensare le modalità con le quali si genera e si condivide conoscenza e valore per il bene comune della città stessa: il contesto urbano è spesso caratterizzato da alti tassi di disoccupazione giovanile che, uniti alla fragilità complessiva della ripartenza del tessuto economico locale post crisi, diventano fattori da considerare unitamente all’utilizzo massivo da parte dei cittadini di piattaforme digitali, che tuttavia spesso sono progettate con una “mission” non sempre in grado di stimolare e generare capitale sociale e valore economico a livello locale in una logica collaborativa.

Questo contesto ci aiuta a creare stimolo e dibattito su come generare modelli e piattaforme per la conoscenza aperta e diffusa, che siano progettate come policies in grado di generare impatti positivi sulla vita dei cittadini, con una nozione di cittadinanza aperta ed inclusiva ed in chiave di valorizzazione del patrimonio di conoscenza locale all’esterno.

Obiettivo dell’incentivazione della conoscenza aperta è mettere a sistema e diffondere le conoscenza, le competenze ed i luoghi dove questa viene prodotta e scambiata, in un processo nel quale ogni cittadino possa partecipare attivamente e farsi promotore di conoscenza diffusa.

- CONOSCENZA APERTA A TUTTI-

Pavia esperienza di condivisione — gli studenti incontrano i locali

Il problema al quale si intende provare a fornire una soluzione: un gran numero di studenti si trova a Pavia proveniente da altre città[1] e comunque spesso in condizione di transizione temporanea in quanto, terminato il ciclo di studi, fa in molti casi ritorno al paese di origine o trova opportunità di lavoro e/o studio in altre città italiane ed estere; d’altra parte la popolazione locale adulta residente a Pavia vive il movimento e le conoscenze generate dagli studenti provenienti da fuori città, cosi come le esperienze generate all’interno dei percorsi di apprendimento universitari tradizionali, con distanza e scarsa conoscenza.

Questo progetto vuole essere una piattaforma reale e virtuale “peer to peer” per incentivare l’incontro fisico e lo scambio diffuso di conoscenza tra giovani studenti (stranieri e provenienti da tutta Italia) nella fascia da 18 a 29 anni compiuti e popolazione locale residente a Pavia da almeno 3 anni in età superiore ai 35 anni. L’idea si potrebbe inserire nell’ambito della strategia Europa2020 della Commissione Europea, all’interno priorità Crescita intelligente[2] –Istruzione, ricerca / innovazione, società digitale-

Funzionamento: si tratterebbe di progettare una piattaforma on line con possibilità di registrazione come studente o come locale che avrebbe tre obiettivi specifici:

- Generare un sistema di open data locale (e localizzato) su conoscenze riguardanti cultura locale e materie scientifiche, tecniche, sociali scambiate

- Incentivare gli incontri fisici “PtoP” per scambio conoscenze tra studenti e locali in un percorso che coinvolga spazi pubblici e locali pubblici

- Sostenere la funzione pubblica della conoscenza in un’ottica di valorizzazione dell’impatto della stessa nell’economia locale valorizzando la collaborazione diretta tra persone

Per iscriversi sarebbe sufficiente inserire nome, iniziale cognome, via di abitazione a Pavia, età (+ codice fiscale non visibile, che serve solo per validazione utente). Gli studenti potrebbero proporre di condividere temi appresi durante gli studi universitari, i locali potrebbero proporre di condividere temi riguardanti la loro esperienza professionale a livello formale e informale e/o relativa a luoghi, cultura e storia della città di Pavia.

Ogni utente in sostanza potrebbe proporre un tema da condividere per trovare uno scambio con un altro studente/locale, tramite risposta pubblica: lo scambio dovrebbe avvenire in un luogo pubblico (giardini, piazza o locale pubblico) che andrebbe calendarizzato e geolocalizzato dal sistema nonché aperto ad eventuali terzi utenti.

Chi propone un tema a seguito dell’incontro fisico e del buon andamento dello stesso dovrebbe avere una referenza positiva da parte di un altro utente per ottenere un premio che potrebbe consistere in ipotesi in:

a) Per studenti — n.1 buono per un ingresso gratuito a eventi organizzati-patrocinati dal Comune di Pavia — accesso a mostre e musei

b) Per locali — n.1 buono per un 24 ore di parcheggio gratuito all’interno delle strisce blu (il buono è utilizzabile e scaricabile direttamente dalla piattaforma per l’intervallo di tempo ed il giorno selezionato, fino all’esaurimento del monte orario)

All’interno della piattaforma potrebbero essere condivisi on line, e resi disponibili a tutti (iscritti e non iscritti alla piattaforma): link, documenti word/pdf, foto e tutto il materiale utile sviluppato sul tema specifico legato alla conoscenza scambiata.

Facilitare, coinvolgere, riconoscere l’economia della conoscenza come asset

Un facilitatore — community manager sarebbe incaricato di supportare gli utenti nell’interazione con la piattaforma e valida i contenuti riconoscendo i premi ed effettuando controlli in loco a campione.

I locali pubblici potrebbero aderire alla piattaforma mettendo a disposizione i propri spazi (tavoli, salette, ecc) e facendo da testimoni dei momenti di condivisione: per il primo anno questa iscrizione sarebbe gratuita, per il secondo l’iscrizione sarà possibile ad un costo minimo.

I locali pubblici interessati alla promozione della conoscenza aperta potrebbero, nell’ambito della piattaforma, farsi co-partecipi del progetto proponendo anche temi di interesse e specifici incontri e call sempre nella logica di scambio interattivo di conoscenza tra locali e studenti.

Le lingue della piattaforma potrebbero essere italiano e inglese.

La piattaforma vorrebbe essere anche uno strumento per promuovere la produzione e lo scambio di conoscenza a livello locale verso l’esterno, anche in chiave turistica: i dati e le informazione cosi come gli incontri sarebbero aperti ad esterni in chiave di valorizzazione del patrimonio di conoscenza locale.

Alcuni possibili temi oggetto di scambio, a titolo esemplificativo e non esaustivo:

Studenti — conoscenze legate a lingua e cultura della regione / paese di origine, sintesi di materie e approfondimenti appresi in università

Locali — conoscenze della lingua italiana, e legati alla cultura locale e conoscenze specifiche in ambito linguistico / tecnico / informatico apprese formalmente ed informalmente durante il ciclo di vita.

Ogni utente della piattaforma diventerebbe anche co-proprietario della stessa: la piattaforma vorrebbe essere una base di open data e sarebbe da considerare un bene pubblico[3].

In una fase successiva la piattaforma potrebbe diventare una base per la condivisione e lo scambio tra persone anche di altri specifici beni e servizi (car sharing, bike sharing, ecc).

[1] In base ai numeri pubblicati su www.unipv.it su 21.503 iscritti ai corsi di laurea dell’Università 2016/2017 ben il 37% degli studenti risulta residente fuori dalla Lombardia — ovvero quasi 8000 studenti, mentre il 7% complessivo sul totale sono gli iscritti stranieri (circa 1500 studenti), come segnali di una consolidata mobilità territoriale nel territorio cittadino

[2] Si veda http://ec.europa.eu/europe2020/europe-2020-in-a-nutshell/priorities/smart-growth/index_it.htm

[3] Sul tema dei Commons e dell’Economia della conoscenza si vedano i lavori di Michael Bauwens su www.commonstransition.org e a titolo di esempio le policies del comune di Ghent (Belgio) https://stad.gent/smartcity-en