Chiudete pure tutto, l’anno è finito

Warning: explicit language, statt’ accuort e tieni scostat’ ‘e criatur’.

Con gli Angra in sottofondo scrivere un post non è molto facile. Mi sforzerò perché so che non potete fare a meno di finire il 2015 leggendo tali e tante perle di saggezza come quelle che vo elencando.

  1. Politicamente sono agnostico, e lo sapete. Anzi, dovrei definirmi pantaschifico. Disprezzo tutto e tutti, pur riconoscendo che alcuni fanno politica ancora con spirito positivo, convinti di cambiare le cose e di rendere migliore questo paesaccio disperato. Purtroppo i disperati sono loro stessi, con quelle smanacciate scoordinate dettate dall’istinto di autoconservazione che si ostina a cercare di far stare il corpo a galla in un mare di merda infestato da squali coprofagi. Affogare è l’unica opzione, e non ci si sente meglio se si affonda ripetendo a se stessi: “io almeno ci ho provato”. Disilludetevi appena possibile e dedicatevi al giardinaggio o al furto con scasso, avrete maggiori soddisfazioni.
  2. Porca di quella vacca maiala. Ve l’ho già detto e ripetuto più volte ma non volete mettervelo d’int’a capa. Se state costruendo un qualunque circuito che ha a che fare con la bassa frequenza (la musica, quelle cose lì) smettetela di usare alimentatori switching. Nella migliore delle ipotesi avrete sempre e comunque quel ticchettio in sottofondo che manderà in merda il risultato delle vostre corpose ore di lavoro. Alimentatore lineare = musica. Alimentatore switching = led, vibratori, altre cacate. Punto.
  3. Quando sembra che tutto vada bene scopri che ci sono ancora interi quartieri di Shenzen dove battaglioni di cinesi producono e smerciano schedine e shields per arduino. Cosa devo dire se non MEH? Piantatela, porca bestia, arduino è cosa del passato, morta e sepolta. Non glie ne frega più un cazzo a nessuno di arduino, nemmeno a chi lo ha inventato. Lasciate perdere, buttate via tutto, costruite macchine per il rutto artificiale o depilatori per criceti, ma basta con arduino. Ha rotto i coglioni, arduino.
  4. History repeating, cantava Shirley Bassey con quella splendida voce da due pacchetti di Alfa senza filtro al giorno. Aveva ragione, Shirley, anche se il testo mi pare che lo avessero scritto i Propellerheads, ma anche sticazzi. Aveva ragione, dicevo, perché nella vita c’è la funzione ricorsiva delle cazzate e te ne dimentichi non appena hai finito di pagare i danni per quella fatta poco prima. Una delle cazzate più grosse che si possono fare è trasformare il tuo hobby o la tua passione in un lavoro vero e proprio. Succede che prima lo facevi per divertimento, ora lo fai per pagare le bollette e quindi associ la divertenza al cacare soldi allo stato in tasse e quant’altro. Quindi da divertimento diventa una palla. Ti vien voglia di smettere, di mandare tutto in culo. Fino al prossimo hobby che trasformerai in un lavoro, e di nuovo da capo.
  5. Il compimento di una vita lavorativa giunge quando finalmente eserciti una professione che prima era solo per pagare le tasse e invece adesso di piace. L’opposto di quanto al punto 4. Peccato che si debba arrivare almeno a 70 anni per capire se ci sei riuscito oppure no. Oppure da morti. Da morti si riesce a capire? Mi piacerebbe capirlo.
  6. Avete presente una iena? Ecco, le iene sono animali che si accoppiano una volta l’anno, si cibano di carogne e se ne beano pure. Quando sono a fine vita, magari ferite da qualche altro animalaccio più bastardo di loro, vagano nella savana fino a che non trovano una pozza d’acqua putrida. Qui bevono l’ultimo sorso, poi si adagiano e crepano, rilasciando gli sfinteri ed espellendo ogni liquido e solido organico ancora in essi trattenuto. In poche ore, se già la palude era di un fetore inconcepibile, col cospicuo contributo del cadavere di iena l’atmosfera del luogo si fa davvero invivibile e persino gli avvoltoi accorsi a nutrirsi dell’immonda bestia faticano a respirare. Spesso, sopraffatti dallo schifo, vomitano sul posto, facendo sì che stirpi di vermi necrofagi abbiano di che cenare. E no, niente, volevo solo dirvi che American Horror Story “Hotel” è una serie bellissima e mi ha ispirato questo paragrafo.
  7. Detesto l’ignoranza volontaria, ma non posso non amarla perché io sono uno di quelli. Non avevo mai visto — per mia precisa scelta — la faccia di Lady Gaga, poi l’ho vista in quella orrenda, disgustosa, banale, patetica serie di cui al punto 6 e tac, ho dovuto spegnere subito ma non è bastato, ho vomitato l’insalata di patate fredde che mi davano in collegio nell’84. Comunque per fortuna ad oggi, 31 dicembre 2015, devo ancora sentire la sua voce. Spero che la natura mi conceda di crepare prima che ciò accada.
  8. Nell’elenco di quelli di cui mi ostino a non sentire manco una sillaba c’è pure la Winehouse, ma almeno lei non è più un’insidia. Di Adele (machiccazzo è Adele?) non ho neppure sentito pronunciare il nome (si dice Adéle, Adèle, Eidìl, “hairottoilcazzo”, staccretina o come? boh), figuriamoci un qualsiasi gorgheggio. La truppa di leccaculi che spopolano fra i teenager? Cibo per cani. Sto ancora facendo un training meditativo volto alla decompressione del sistema neurovegetativo per aver sentito — per sbaglio — anni fa tale Giusy Ferreri cantare “A Novembre”, quindi capisciammé. E quindi no, non sono il giusto interlocutore per condividere i tuoi gusti musicali.
  9. E niente, al punto nove non mi ricordo cosa dovevo scrivere.
  10. Ho fame. Fate buona festa, non bevete poco, non mangiate poco ma andateci piano con la droga perché costa assaj. Non fate il bagno appena mangiati, aspettate almeno tre ore. Se volete impiccarvi potete farlo pure subito, appena dopo il Braulio. Se vedete Laura, dite a Laura che ho scritto che l’amo sulla sabbia, “ma so che non te ne frega niente, brutta zoccola” in piccolo, subito sotto.
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