Voi siete ciò che mangio io

Un giorno mio cugino — uno dei 58 primi cugini che la mia strana famiglia mi ha regalato — mi disse di essere celiaco e mi spiegò a grandi linee di cosa si trattasse. Mi parlò della pasta senza glutine, del pane senza glutine, dei grissini senza glutine, dei biscotti senza glutine, del suo negozio che vendeva roba senza glutine. Io manco sapevo cosa fosse, il glutine, non ero a conoscenza dell’esistenza di una cosa con un nome così simpatico. Di fatto però ogni giorno ingerivo glutine e — per fortuna — la cosa non mi aveva mai dato fastidio.

L’altro giorno mia moglie è tornata dal supermercato superomologato, aveva fatto la spesa di cose serie, essenziali alla vita (mortadella, tipo) con una piccola parentesi di troiate finalizzate a devastare il fegato e altri organi più o meno utili. Fra queste troiate c’erano brioches confezionate, focaccine confezionate, merendine al latte confezionate, più altre porcherie confezionate sempre con lo scopo di cui sopra. Per inciso, mia moglie mi vuole bene ma sembra che se non mi vede a mangiare troiate non è contenta. Tant’è.

Dicevo appunto delle troiate. Preso da un raptus di fame, di quelli che solo un fumatore che sta limitando il suo inalar nicotina può conoscere, ho scavato nel cumulo di troiate e ho trovato una merendina, una fra le poche che non aveva l’aspetto di un tampax. Spacchettato l’involucro in poliqualcosa ho addentato e masticato un quantitativo sufficiente a sentire il sapore, perché sì che avevo fame ma diobono non è che potevo ingozzarmi con lammerda senza aver prima sentito il gusto che aveva, no? Sminuzzando quella specie di reliquia mummificata fra le mie fauci cercavo di dare un senso all’energia che stavo sprecando per masticare, così ho iniziato a leggere l’etichetta sull’involucro in policoso (riciclabile).

Diceva: senza glutine. Dicevo io: cazzo me ne frega. Diceva: olio di palma a catafottere. Dicevo io: ecco sto gusto di merda da dove arriva. Finito di masticare mi sono sentito la bocca tipo Ace Ventura quando bacia il capo della polizia e mi son detto: ma porca troia, ma possibile che non esista più una sola merendina fatta CON glutine e SENZA olio di palma? Che male vi ha fatto il burro? Perché io che non ho la sfiga di essere celiaco devo mangiare senza glutine? E metti un po’ che il glutine a me faccia bene? Chi vi dà il diritto di levarmelo? E metti un po’ che a me piaccia il burro e adori sentire le arterie croccanti di colesterolo, che ve ne fotte a voi? Ah, che poi non è che l’olio di palma sia tutta salute, ennò signora mia. Dice che contiene grassi saturi in misura prossima al 49%, e il 44% di acido palmitico che è un ipercolesterolemizzante. Il burro sta a 51% e 23%. Tombola eh? Però a voi produttori vi costa un cazzo e quindi daje di oliaccio schifoso, bravi.

Per non parlare della crema al cacao: oh, Banderas, ma ti sei accorto che lì dentro non c’è neppure il fantasma del cioccolato? Ti sei mai chiesto quella schifezza di mistura marrone che pare merda di neonato con cosa cazzo la fanno? No perché davvero, sta roba non sa di cioccolato, di cacao, di burro di cacao, di nocciole. Non sa di niente. Magari la merda, quella vera, è più gustosa.

Ergo: ridatemi il fottuto burro. Ridatemi il fottuto glutine. Ridatemi il fottuto latte intero, ma intero intero, non “circa”. Ridatemi il pane che prende la muffa, perché quello che compri dal panettiere non la prende nemmeno dopo due settimane. Che cazzo ci metteranno dentro, dico io, il biocida? Ridatemi lo yogurt che ci pianti il cucchiaio e sta in piedi da solo, non quella merda liquida che sembra sperma di toro, e che han pure il coraggio di scriverci 0,1% di grassi. Se non ci sono i grassi, mi dici cosa cazzo d’altro ci hai messo dentro? Vorrai mica farmi credere che le tracce di agrumi percepite dal mio olfatto siano veramente frutta mescolata a latte bello grasso e baboie bulgariche? Con cosa hai addensato sta poltiglia indecorosa? Ah sì, gli ingredienti: latte, frutta (agrumi di Sicilia, ma quando mai), lactobacillus. Seh. Crediamoci pure.

Che altro dire. L’incazzatura l’ho sfogata, ora tocca a voi. Piantatela di prendermi per il culo. Piantatela di creare dei malati immaginari.

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