Firenze — Tavarnuzze, 11.3 km

Fabio Rusconi

Da una tradizione all’altra. “Le scarpe, posso dire, sono una tradizione di famiglia. Mio nonno era il titolare di una grossa fabbrica di scarpe negli anni ’50 — ’60 ed è facile intuire che fu proprio per questo motivo che mio padre ha intrapreso questa strada”. Dopo la famiglia Mariani e le terrecotte di Impruneta, della scorsa settimana, siamo saliti di qualche chilometro e siamo andati da chi lavora nel settore cazaturiero e ne ha fatto una questione di famiglia. Siamo a Tavarnuzze nel paese attraversato dal fiume Greve, dove la via Imprunetana confluisce nella via Cassia, circondato dalle colline del Chianti con i suoi vigneti. Qui c’è chi si occupa di suole, forme, solette, materiali, plateau, stili, tomaia ed esportazioni.

Fabio Rusconi

La “Fabio Rusconi”, è un’azienda di scarpe da donna, fondata nel 1998 dal suo titolare dopo una lunga esperienza da rappresentante iniziata all’età di 20 anni. Un’esperienza e una gavetta importante che gli hanno fatto capire, in prima persona, quale sarebbe stato il mercato di riferimento dei suoi prodotti. Appena creata la società, Rusconi ha aperto il primo design studio e showroom in via Norvegia nell’area di Firenze sud.

Lì ha iniziato la propria carriera imprenditoriale che oggi lo porta ad avere una ventina di dipendenti divisi tra questo nuovo showroom di Tavarnuzze e l’ufficio stile a Ponticelli in provincia di Pisa, nel quale le idee dello stilista vengono trasformate in prodotto. Una scalata continua che ha portato la “Fabio Rusconi” a lavorare con circa cento forme a stagione, duecento in tutto l’anno su ognuna delle quali, poi, vengono sviluppati quattro o cinque modelli.

Sono tali le cifre che il marchio, ogni anno, presenta alla Micam — la Fiera a Milano di settore che è la la più importante a livello mondiale — circa cinquecento pezzi. Un marchio “made in Italy” internazionale, presente nelle migliori vetrine del mondo, con una forte prevalenza nel mercato asiatico — dove ha negozi monomarca — , russo, americano e nord europeo. Numeri importanti, senza dubbio, che oggi ci vengono illustrati da Filippo, ventisei anni, con abbastanza strada fatta da solo per doversi togliere l’etichetta del classico “figlio di” , dimostrando che se lui è qui oggi è solo frutto di una scelta e di un impegno progressivo.

Fabio Rusconi — particolare showroom

Un cognome scomodo che lo ha stimolato a doversi meritare sul campo la stima di colleghi e collaboratori. “La voglia di imparare e il rispetto per chi ha più esperienza di me, e quindi ha sempre e solo da insegnarmi, credo siano state le chiavi che mi hanno permesso di entrare a far parte della squadra. In ogni caso la strada che devo fare è ancora molto lunga”. Ha iniziato a lavorare subito dopo una carriera scolastica “non proprio brillante”. Quella volta il padre ha deciso di non aiutarlo: un pò per tenerlo lontano da un mestiere e un mondo molto difficili con cui convivere e un pò per fargli fare la gavetta necessaria senza condizionarlo. Così Filippo ha iniziato, di sua iniziativa, in una fabbrica a San Casciano che produceva scarpe per marchi famosi.

Fabio Rusconi — particolare showroom

“Ad essere sincero l’idea di entrare in una fabbrica all’inizio mi spaventava ma con il passare del tempo mi accorgevo sempre di più di quanto mi piacesse questo lavoro e di quanto importante fosse partire proprio da lì, dal basso, per capire veramente cosa fosse una scarpa. Ho lavorato in quel calzaturificio per tre anni e tutt’oggi sono estremamente grato al mio ex titolare per l’opportunità che mi ha dato. Imparare un mestiere è una ricchezza senza eguali.” Un anno, poi, di esperienza all’estero, negli Usa, per migliorare l’inglese e lavorare in un negozio di scarpe gli hanno permesso di concludere il suo periodo di apprendistato. Una formazione continua e in evoluzione per la quale sta progettando di fare un corso di modelleria e design al fine di avere una conoscenza anche di ciò che viene prima della produzione della scarpa.

Fabio Rusconi — particolare showroom

“Passione, estrema voglia di imparare e di crescere sono state le caratteristiche che mi hanno portato oggi ad essere parte dell’ azienda, altrimenti non ce l’avrei fatta”. Oggi, cerca di seguire il padre in tutto, “cerco di essere la sua ombra, d’altronde, il mestiere si ruba con gli occhi”. Nello specifico segue lo sviluppo della collezione stando a stretto contatto con le fabbriche e si occupa del commerciale, quindi della vendita del prodotto al cliente soprattutto in Giappone e in America.

Filippo è coinvolgente, sorridente e preparato e allora lo proviamo a stuzzicare sulle difficoltà di un mercato difficile per antonomasia aggravato da questo prolungato periodo di crisi economica. Le sue risposte, anche qui, sono affascinanti e piene di riflessioni. “Oltre alle difficoltà di gestione di un’azienda e di chi lavora per questa, la grande difficoltà di questo lavoro sta nella ricerca, nel saper distinguersi dagli altri, nell’offrirequalcosa di fresco, originale e di tendenza ad un prezzo competitivo che rispecchi le esigenze di mercato; ma ne è anche l’aspetto più bello e avvincente perché non è mai ripetitivo: ogni stagione ti da nuovi stimoli che sono la parola d’ordine per andare avanti. Il made in Italy è da sempre leader nel mondo e garanzia di grande qualità per tutti i clienti. E’ il nostro marchio di fabbrica, un elemento imprescindibile per i nostri clienti nonostante le tasse di importazione siano sempre molto alte. Qui l’attenzione al prezzo gioca un ruolo fondamentale per la nostra azienda, un euro in più può fare la differenza”.

Ce lo immaginiamo. E la crisi ? “Con l’estero abbiamo sempre lavorato per scelte commerciali di mio padre ma dall’inizio del millennio è stato fatto in maniera più massiccia e completa. Mentre per tutto il mondo produttivo gli anni che vanno dal 2008 ad oggi sono stati anni disastrosi, per la “Fabio Rusconi” sono stati anni di continua e sostanziosa crescita in controtendenza con l’andamento dell’economia mondiale.Tutto questo grazie all’investimento continuo e impegnativo su mercati importanti e sul prodotto studiato in maniera meticolosa per quegli sbocchi commerciali.

Fabio Rusconi — particolare showroom

La formula vincente è un ottimo bilanciamento tra qualita’, prezzo contenuto, moda e servizio al cliente.” Noi rimaniamo soddisfatti di aver trovato, dopo mesi di racconti e di sfide, una figura giovane che incarna quanto sia utile e stimolante poter imparare un mestiere e quindi avere chi te lo insegna. Un aspetto da non tralasciare e anzi incentivare che, secondo noi, aiuterebbe l’Italia ad uscire da questa situazione di stallo mentale ed economico. Un passaggio generazionale ancora da ultimare, in questo caso, ma che si sta concretizzando con l’impegno e l’insegnamento quotidiano. Con FIlippo, prima di lasciarci, azzardiamo la la carta del futuro visto con gli occhi e i desideri di uno che deve ancora costruirselo. Una proiezione personale ma siamo convinti che possa essere d’esempio e di stimolo per tanti della Generazione Y, o meglio conosciuta come la Millenial Generation. La sua, la nostra.

Fabio Rusconi — particolare showroom

“Questo lavoro richiede molta esperienza ma anche tanta fermezza, solidità, capacità riflessive e decisionali, tutte caratteristiche che solo il tempo e la maturità potranno permettermi di imparare per poi continuare quello che è stato creato. Mio padre, prima che iniziassi, mi ha sempre ripetuto che questo della moda è un mondo maledetto, fatto di invidia, un ecosistema di squali dove non esiste la gratitudine. Un duro avviso di realtà che però accompagna sempre con un … ma meraviglioso perché una volta che ci sei dentro non ne esci più. Ed è vero ma io, nonostante sia così, me ne sono innamorato.”

Testo di Lapo Cecconi, Gianluigi Visciglia, Jacopo Naldi

Foto prese da “Fabio Rusconi