Il Futuro Del Gas
e i suoi possibili effetti sullo scenario geopolitico.
La diffusione del Gas Naturale Liquefatto (GNL) ha subito un rallentamento dovuto al crollo del prezzo del petrolio, ma la congiuntura economica attuale potrebbe tornare a favorirne la produzione, rivoluzionando il commercio del gas a livello globale.
Il gas sotto forma liquida, oltre ad avere una densità maggiore, può essere tranquillamente trasportato via mare senza bisogno di gasdotti.
Può poi essere riportato allo stato gassoso tramite rigassificazione, ma non mancano le tecnologie per impiegarlo direttamente sotto forma di GNL.
I primi a credere fortemente nella liquefazione del gas sono stati gli australiani; le proiezioni, nel 2010, ipotizzavano che il paese sarebbe stato in grado di sopperire a buona parte della domanda di gas in Asia.
Il processo si è rivelato più lento del previsto, ma è anche calata drasticamente la domanda asiatica.
Da poco arrivano in Europa (e in Italia) carichi americani di “gas shale” sotto forma liquida; si tratta ancora di piccole quantità, ma rappresentano una potenziale minaccia all’economia russa.
Lo sguardo del vecchio continente comincia a rivolgersi anche verso l’Africa, dove solo l’instabilità del territorio frena le importazioni da Algeria e Nigeria.
Gazprom è un osso duro, e ha ampi margini di manovra che permetterebbero di rendere il prezzo del gas russo ancora più competitivo, ma non è un caso che la strategia a lungo termine della compagnia si concentri sul mercato asiatico, nonostante la competizione Australiana sia sempre più forte.
Sarebbe ingenuo credere che questi cambiamenti siano sufficienti per abbattere l’economia russa, ma allentano sicuramente la presa che la Russia ha sempre esercitato sull’Europa in virtù di suo principale fornitore di energia.
