quando decidi che è ora di cambiare

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Fine 2019… inizio 2020.

Come ogni anno è tempo di bilanci, è tempo di guardare indietro a quello che è stato, o forse a quello che porterà il tempo che ci sta davanti.

Non farò un resoconto del mio 2019: come tutti gli anni, ha portato con sé cose belle e cose da dimenticare.

Scrivo questo 170mo articolo a conclusione di un ciclo durato quasi tre anni, che qui, sul web, mi ha portato molte soddisfazioni personali: questo blog è stato il mio canale per comunicare con voi e raccontare il mondo che mi circonda attraverso le storie belle delle persone. …


quando lavoro e progetti si fondono per generare belle cose

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Siamo alle porte del Natale, e mi è capitato di poter chiedere qualche informazione a un’amica un po’ speciale.

Ci siamo conosciute qualche tempo fa, io e Francesca Cerutti. Lei è di Borgomanero, ma lavora (anzi lavorava) a Milano. Da sempre impegnata sui progetti sociali, si è specializzata in un mestiere dal nome un po’ strano: fundraiser. In pratica chi, per un ente, un’associazione o simili senza scopo di lucro, si occupa di reperire i fondi per permettere di mantenere vive le attività dell’associazione stessa.

Seguendola sui social network, ho letto che ha cambiato lavoro e sta immersa dalla testa ai piedi in un progetto nuovo di zecca, insieme ad altre giovani donne. …


tre paroline di cui tutti dovremmo avere consapevolezza

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“Il segreto del successo è la pazienza”

“La pazienza non è semplicemente saper aspettare; la pazienza è cosa facciamo mentre aspettiamo!”

Apro una riflessione citando ancora una volta Raffaele Gaito e qualche principio di Growth Hacking.

Ma l’attesa e la pazienza sono declinabili in altri ambiti a me molto familiari, dove i successi forse arrivano dopo anni di sperimentazione, e grazie alla costanza di persone forse sconosciute, ma che nel silenzio lavorano per ottenere piccoli o grandi successi.

Di cosa parlo? Delle malattie, e della ricerca.

Purtroppo io sono “paziente”: paziente in cura, paziente in attesa che qualcuno un giorno trovi una soluzione alla mia patologia che ha un nome, ma anche un aggettivo, o forse…


Una tribù aperta a tutti coloro che vogliono crescere

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Nell'ultima intervista fatta a Jacopo Mele avevo volutamente tralasciato una risposta perché, a mio parere, andava raccontata meglio in un altro articolo.

Eccomi qua, a scrivere nuovamente delle attività di Jacopo e dei suoi collaboratori, strettamente legata ad una Fondazione che dire innovativa e visionaria è ancora poco.

La Fondazione si chiama

“Homo ex Machina”

e la potete scoprire da voi sul sito ufficiale:

http://www.hexma.org

Ma io ho preferito approfondire il discorso già aperto direttamente con il suo Presidente.

Necessariamente, ho dovuto fare altre domande per capirla meglio e scriverne per i miei lettori “dal basso”.

Con Jacopo ci eravamo lasciati…


potrebbe funzionare?

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Vorrei parafrasare un articolo comparso qualche giorno fa sul blog di Raffaele Gaito, che, provocatoriamente, suggeriva di lasciar stare il Growth Hacking.

Io, tra le altre cose, oltre a dilettarmi a scrivere di tanto in tanto, dono parte del mio tempo alle persone della mia comunità… con i ragazzini a catechismo e le loro famiglie, ad esempio.

Potrebbe essere utile usare l’approccio Growth Hacking per chi, come me, non ha un business da far crescere, e, soprattutto, svolge questo tipo di attività?

Metto a confronto i 7 punti dell’articolo di Raffaele con quello che faccio, insieme ad altre persone, ogni settimana. …


così possono essere le nostre relazioni

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Così si propaga un’idea, un messaggio,
un pensiero, una sorpresa, una riflessione…
Come un sassolino lanciato sull’acqua,
sull’acqua del mare,
non quella del lago,
che - per quanto sia grande- è chiuso da tutti i lati.

All’inizio di questa settimana
ripenso ai giorni passati,
alle emozioni vissute,
alle tante persone che ho incontrato di persona
o che ho fatto incontrare scrivendo la storia di un giovane
e che ancora mi stanno regalando
momenti di gioia e serenità.

Dicono che ci voglia arte, tecnica e maestria
per far rimbalzare più volte un sassolino sull’acqua. …


un uomo. una storia. un mondo da esplorare in punta di piedi

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Non so perché, ma ho come l’impressione che questa volta mi si sia aperto davanti un nuovo mondo.
Per questo credo che più che un’intervista “dal basso” quello che tu, caro lettore leggerai in questo articolo, è un’intervista “al buio”, dove ho cercato di accendere i riflettori su una storia davvero bella, quella di Jacopo Mele.

Prima di iniziare, faccio però una premessa: l’intervista a Jacopo è stata per certi versi sorprendente, ma vi svelerò il perché solo dopo che avrete letto questa nostra chiacchierata.

Partiamo?

Ciao Jacopo. Pur essendo il pezzo grosso di yourDIGITAL non ti si vede molto sui social. Ho visto il tuo sito, guedado.it e letto qualche articolo. Partirei da lì, dalla tua bio. Vorrei che questa intervista fosse una chiacchierata per conoscerti un po’ meglio. …


La versione riveduta e corretta dell’articolo sul libro “Growth Hacking Mindset”

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Devo tornare doverosamente ad un commento più articolato e concreto sui contenuti del libro di Raffaele Gaito. Piccole riflessioni che nascono man mano che ci si addentra nel testo.

Vorrei però ricordare a chi, come me, facilmente “si perde”, di dedicare la giusta attenzione che merita il libro, cercando momenti di silenzio e concentrazione.

Un libro non “di sola lettura”

Prendo a prestito questa espressione informatica, sulle proprietà di accesso ai dati digitali, per sottolineare che questo, come molti altri testi, non è un libro “di sola lettura”.


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Il suo titolo? Sicuramente, deve richiamarne il contenuto.

L’autore che lo ha scritto? Sì, può essere…

L’argomento di cui parla? Certo. È importante.

La sua struttura? Già: dall’indice voglio capire cosa leggerò.

L’impostazione grafica? Se ben fatta, aiuta… molto!

Le citazioni? Le apprezzo, ma non sono necessarie…

Le immagini? Non sono necessarie, ma se ci sono “catturano l’occhio”

Lo stile narrativo? Senz’altro!

Un supporto che aiuti a ritrovarne i contenuti? Wow, se ci fosse… davvero bello!

E il prezzo? No, assolutamente no… Se sono soddisfatti i precedenti requisiti non sarà un ostacolo, anzi!

Faccio una piccola premessa: ogni libro che compro (e per rispetto e gratitudine verso gli autori cerco di comprarlo a prezzo pieno!), quando arriva lo apro a caso, o dal fondo; così, per vedere qual è la prima parola che i miei occhi incontrano, o se c’è qualcosa di particolare nel finale (ovviamente non nei gialli, dove si scopre “chi è…


La mia intervista dal basso a Raffaele Gaito

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Il protagonista di questa nuova intervista è Raffaele Gaito: Imprenditore. Blogger. Autore. Speaker.
Ma soprattutto una persona che seguo e stimo da molto tempo. Ho provato a chiedergli se un giorno avrebbe voluto fare un’intervista dal basso con me.

Perchè no?” E allora ho mandato a Cambridge 10 domande...

Le risposte non hanno tardato ad arrivare.

Mettetevi comodi. L’articolo è venuto un po lungo. Ma vi consiglio di leggerlo tutto.

Ciao Raffaele. È davvero un piacere ospitarti nella mia piccola rubrica di interviste "dal basso".

Sono onorata, e anche un po' emozionata di averti qui, sul mio blog.

Prima domanda: vorrei partire dal 25 gennaio 2018. Fino ad allora il tuo nome e il tuo volto di tanto in tanto passavano sui social (Facebook principalmente), ma non avevo mai letto ne sentito parlare di te (male, molto male!!!)….
Poi la diretta sulle anticipazioni di Facebook Gather. Un po per il tema, e molto per il tuo modo di comunicare, mi hai tenuta incollata a quel video e mi hai aperto la porta al tuo mondo.
Cosa mi sono persa del Gaito precedente ?

About

Silva Giromini

Impiegata nel settore informatico del Comune di Borgomanero (NO), appassionata di comunicazione, 1mt46 di energia da donare a tutti indistintamente

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